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Alessandra Fratoni | 21:09 - 12/02/2007 | Notizia ID: 1
NO ALLA BASE MILITARE USA IN REP. CECA
29/01 P.zza S. Venceslao Praga Martedì 13 febbraio alle 17:00

Presidio di protesta davanti all'Ambasciata della Repubblica Ceca in via dei Gracchi, 322 Roma
 
In Italia, Olanda Grecia, Spagna, Francia e Ungheria gli Umanisti presidieranno le ambasciate ed i consolati cechi in contemporanea con la manifestazione organizzata a Praga alla stessa ora davanti alla sede del governo ceco.

Per informazioni:
Isabel Torres-Carrilho C. 338 24 89 746 isabelstella@gmail.com
Valentina Vespa C. 328 0911 025 vespa.valentina@gmail.com

Coordinamento Ne zakladman
http://www.humanistickastrana.cz/stranka.php?stranka=ne_zakladnam

PER UN'EUROPA DI PACE NO ALLA BASE MILITARE USA IN REPUBBLICA CECA

Giorgio Schultze, Presidente della Regionale Umanista Europea, consegnerà una formale lettera di protesta al governo della Repubblica Ceca che ha autorizzato l'installazione di una nuova base militare USA nel paese, come parte del cosiddetto National Missile Defense System.

Si notano in questa vicenda lo stesso servilismo dimostrato dal governo italiano riguardo alla base di Vicenza, la stessa arroganza degli Stati Uniti e la stessa opposizione della gente. Davanti alle crescenti proteste organizzate da un coordinamento di oltre 40 organizzazioni, il governo ceco ha sostenuto che "si tratta solo di una questione tecnica" e si è rifiutato di sottoporla a referendum.

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Antecedenti in Repubblica Ceca

IL RITORNO DELLE GUERRE STELLARI, NUOVE BASI USA NELL'EST EUROPEO

UMANISTI, CATTOLICI E MUSULMANI UNITI NELLA LOTTA

Credevamo che il vecchio sogno di Reagan dello scudo stellare fosse solo un triste ricordo ormai superato dalla storia, ed invece é un progetto quanto mai attuale. Dal 2002 gli USA hanno preso contatto con i governi dell'Ungheria, della Repubblica Ceca e della Polonia per la realizzazione di nuove basi militari secondo il progetto National System Defence. Gli accordi si sono svolti in segreto e solo nell'agosto 2006, grazie al coordinamento "Ne zakladnam" – no alle basi – promosso dal Movimento Umanista in Repubblica Ceca, la notizia é divenuta di dominio pubblico.

Le elezioni politiche si sono svolte pochi mesi prima; l'ODS, il partito di maggioranza relativa, ha formato una coalizione di destra, insieme alla Democrazia Cristiana e ai Verdi, con giusto 100 deputati contro i 100 della sinistra. Una situazione di paralisi politica che si é sciolta solamente nel gennaio 2007, grazie a due deputati socialisti che, nel miglior stile del trasformismo italiano, sono passati con la destra. Il giorno dopo la formazione del governo, il Premier M. Topolanek ha annunciato , dietro evidenti pressioni degli americani e tra numerosi problemi di politica interna ancora da risolvere, la realizzazione dello scudo stellare in Repubblica Ceca.

Il coordinamento "Ne zakladnam", già molto attivo nei mesi precedenti, ha reagito immediatamente, improvvisando una manifestazione con circa 3.000 persone: "vogliamo il referendum" era lo slogan più gridato. Giovani e meno giovani hanno marciato fino all'ambasciata americana, dove simbolicamente hanno consegnato un ombrello con i colori della pace: gli ombrelli li abbiamo, non abbiamo bisogno del vostro ombrello stellare! Davanti alla sede del governo, invece lo slogan é stato: " o nas bez nas", si decide su di noi senza di noi, riferendosi al periodo comunista e forse alla conferenza di Monaco, quando l'Europa permise a Hitler di conquistare la Cecoslovacchia. L'umanista Jan Tamas, portavoce del coordinamento, spiega: "Finora non abbiamo ascoltato nessuna spiegazione ragionevole sul motivo dell'installazione delle basi; tutto è stato fatto nel miglior stile dei regimi dittatoriali, alle spalle della gente".

Sicuramente in una situazione internazionale che vede la ripresa della corsa agli armamenti nucleari, la lotta al terrorismo, l'instabilità politica in Medio Oriente e soprattutto le dichiarazioni sulla possibilità di usare la bomba nucleare, installare queste basi nell'Est significa buttare benzina sul fuoco e aumentare le tensioni. Putin ha già dichiarato che realizzare questo progetto è come un atto di guerra e che sicuramente i russi costruiranno nuove armi contro lo scudo americano.

La domanda è: al di la delle dichiarazioni ufficiali, a cosa mira veramente la politica americana? Perché non possiamo credere che tutto questo sia per contrastare la bombetta nucleare dell'Iran o, come si dice a Praga, per proteggere l'Europa! Al contrario sembra che gli USA adottino la vecchia, ma sembra buona, strategia del divide et impera: prendono contatti con i singoli stati, non rendono pubblici gli accordi, promettono business da miliardi di dollari e l'Europa rimane in silenzio, divisa e impotente. Ogni paese fa la sua politica in maniera non convergente con gli altri e l'Europa corre il rischio di crescere come un mostro schizofrenico.

Che la situazione internazionale sia grave e che la politica americana peggiori le cose, é chiaro a molti. Sia Kissinger che Gorbachov si sono espressi pochi giorni fa con molta chiarezza sulla necessità di prendere sul serio il tema del nucleare e rispettare il Trattato di non proliferazione. Secondo Giorgio Schultze, Presidente della Regionale Umanista Europea, l'Europa dovrebbe avere una politica indipendente da quella americana, schierarsi a favore di un disarmo nucleare proporzionale con la supervisione dall'ONU, restituire agli Stati Uniti le 500 bombe nucleari custodite nelle basi Nato sparse per il suo territorio e diventare così un modello di cultura non violenta per il resto del mondo . Solo cosi si può evitare una catastrofe nucleare.

Intanto continuano le proteste di Ne zakladnam anche nei paesini in cui si vuole costruire il radar per lo scudo stellare e Jan Tamas assicura che in Europa si sentirà parlare della loro iniziativa perché alla fine, non ostante le menzogne, la violenza, la manipolazione e le ingiustizie, trionferà la luce della ragione e un nuovo umanesimo si fará strada nel cuore della gente.

Praga, 5.2.2007

Gerardo Femina

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Antecedenti in Italia:

La costruzione dello scudo stellare fa parte di un progetto (vecchio di venti anni) che investe l'intera Europa e che potrebbe avere un potere destabilizzante ben oltre il suo territorio.

È per questo doveroso che l'Unione Europea prenda una chiara ed univoca posizione a riguardo, che si traduca in un'inequivocabile politica estera non belligerante.

È, inoltre, altrettanto necessario che in ogni paese europeo i cittadini facciano sentire il proprio dissenso e che siano resi consapevoli della vastità e dell'organicità del programma militare cui sono coinvolti. Quanto sta accadendo in Repubblica Ceca e in Polonia si pone in continuità con il piano di allargamento delle basi Nato a Vicenza e cambierà, nei fatti, l'impostazione europea su fondamentali questione di politica estera, venendo meno ai principi distensivi dichiarati nei documenti ufficiali dell'UE.

I contemporanei fatti di Vicenza, oltre a dimostrarci quanto siamo direttamente coinvolti, rendono evidente come tutto sia riconducibile ad un'unica direzione che pone nuovamente gli Stati Uniti come rappresentanti di un Occidente politicamente aggressivo e dominanti di fronte ad una confusa incertezza europea.

Il comitato Mondo Senza Guerre non può che appoggiare la protesta che da mesi viene portata avanti dal Ne Zakladnam (coordinamento ceco di oltre 40 associazioni contrarie all'istallazione delle basi Nato), essendo nato per diffondere l'urgenza del disarmo mondiale contro le attuali tendenze verso una nuova corsa agli armamenti. Negli ultimi mesi numerose sono state le manifestazioni volte a sensibilizzare su questo tema: da simboli della pace ottenuti con le fiaccole (nelle città di Roma, Torino, Milano) a sit-in di protesta davanti le ambasciate di paesi detentori di testate nucleari. Il 17 marzo, nell'anniversario dell'attacco all'Iraq, sarà realizzato un enorme simbolo della pace a Piazza del Popolo, a Roma
( http://www.simbolodellapace.net).

Valentina Vespa

 
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Alessandra Fratoni | 23:37 - 14/02/2007 | Notizia ID: 2
EMERGENZA GUINEA
Guinea - Foto di Luigi Bosio E' grave la destabilizzazione che investe la Guinea dove ormai è stato dichiarato lo stato d'Assedio
 
Dopo la conferenza stampa tenutasi il 25 gennaio per segnalare la grave destabilizzazione che investiva la Guinea, e di fronte a l'acuirsi della crisi in quel paese, dove ormai è stato dichiarato lo stato d'Assedio, il coordinamento delle associazioni europee che cooperano con la Guinea, chiedono:
- a tutto il mondo dell'associazionismo di convergere su questa crisi e coordinare interventi comuni.
- alla stampa, radio, televisioni e siti internet di trattare l'argomento e portarlo all'attenzione pubblica
- al governo italiano di farsi portavoce di questa gravissima situazione, prima che diventi una calamità di proporzioni disastrose presso le sedi decisionali della Unione Europea e dell'ONU.

Il nostro interesse proteggerà queste popolazioni che, da più di vent'anni, scontano sulla loro pelle la rapace avidità di interessi internazionali e malgoverno locale.

Contatti: Roma:Sandro Curatolo
sandro.curatolo@fastwebnet.it C. 347 10 69 640

Milano:Isabel Torres-Carrilho
isabelstella@gmail.com C. 338 24 89 746

Torino:Cristina Ballesio
stampa@battitosolidale.org 333 601 76 67

Promotori: Ass. Battito Solidale, Ass. Culture in Movimento, Ass. La Svolta Umanista, Ass. Nuova Realtà, Ass. Ritmi Africani, Umanisticke Centrum Dialog

La Guinea, paese di 10 milioni di abitanti , che occupa una zona molto consistente ed importante dell'Africa occidentale è una fonte molto importante di approviggionamento di risorse naturali (ferro, bauxite, oro, manganese, diamanti ecc). Primo paese ad ottenere nel 1958 l'indipendenza dalla Francia. Nel 1984, alla morte di Sekou Tourè, padre dell'indipendenza e pioniere dell'unione africana, un regime militare ha preso il potere arrivando a trasformare il paese nel 1993 in una Repubblica presidenziale governata dal generale Lansana Contè, oggi vecchio e malato. Il paese si trova in questi giorni in una crisi politica, economica e sociale devastante. Attualmente il tasso di disoccupazione si assesta intorno al 75% ,lo stipendio medio mensile del paese è di circa 20 euro, cifra del tutto insufficente alla sopravvivenza, tenuto conto che i sevizi di base sono tutti a pagamento. Questa situazione ha portato i sindacati (CNTG e USTG) a realizzare due scioperi generali nel mese di maggio e giugno 2006, durante i quali sono stati uccisi dalla polizia più di 10 studenti. Al termine delle rivendicazioni il governo ha preso degli accordi che poi non sono stati rispettati e la vita della popolazione ha continuato a peggiorare. Nel 2006 le associazioni umaniste presenti sul territorio hanno lanciato una campagna nazionale per la non violenza, coscienti del rischio che la situazione sociale potesse degenerare. Dal 10 gennaio 2007 un duro sciopero generale illimitato per il "ristabilimento dell'ordine democratico" è in corso in tutta la Guinea, con il blocco totale delle attività lavorative nel paese. Lo sciopero, interrotto il 31 gennaio dopo la promessa del Presidente di nominare un Primo Ministro, a capo del esecutivo, in grado di traghettare il paese fuori dalla crisi, è stato ripreso il 12 febbraio di fronte al'ennesimo rifiuto di far seguire alle parole i fatti da parte del regime. E' stato decretato lo stato di assedio. Ad oggi il paese è nel caos ed in alcuni capoluoghi di regione il prefetto ed i governatori sono stati rimossi dalle loro cariche ed allontanati dalla popolazione locale. I morti ammontano già a diverse centinaio e mentre si sta scrivendo questo comunicato i berretti rossi stanno sparando nella capitale (Conakry).
 
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Isabel Torres Carrilho | 17:11 - 20/02/2007 | Notizia ID: 3
EMERGENZA GUINEA

N'Zerekore. Non si è trattato di morti accidentali!
 
Relativamente ai fatti di N'Zérékoré, dove nei giorni scorsi sono morte 20 persone, rimaste intrappolate tra le fiamme scoppiate in una prigione della città, la versione ufficiale era stata che l'incendio fosse stato provocato dai detenuti che tentavano di evadere. A detta delle autorità si trattava di detenuti per reati comuni, come furti ecc.
"Le autorità hanno parlato di una ventina di morti in seguito ad un incendio della prigione", commenta Il dott. Mohamed Dianè, segretario amministrativo del RPG, partito dell'opposizione guineana.
"È totalmente falso! Sono stati raggruppati ed incatenati più di 150 manifestanti che sono morti a causa delle condizioni di detenzione inumane. Non c'era nessun ladro tra loro".

Intanto continuano i rastrellamenti e gli arresti dei membri dell'opposizione in tutto il paese. È in atto una vera caccia all'uomo.

Continua anche il lavoro del coordinamento europeo "Emergenza Guinea" , che in questi giorni sta ultimando un documento con le richieste, dirette ai paesi europei per fare fronte alla gravissima situazione che sta investendo il paese.
"Entro i prossimi giorni, avremo pronto una piattaforma di richieste da avanzare a tutti i paesi europei, che faremo sottoscrivere a tutti i partiti e le associazioni impegnate per l'Africa e per la tutela dei diritti umani. Dobbiamo lavorare affinché l'opinione pubblica sia informata su quanto sta avvenendo" affermano i responsabili del coordinamento.

per informazioni:
emergenza.guinea@gmail.com

Contatti:
Roma:Sandro Curatolo sandro.curatolo@fastwebnet.it C. 347 10 69 640
Milano:Isabel Torres-Carrilho isabelstella@gmail.com C. 338 24 89 746
Torino:Cristina Ballesio stampa@battitosolidale.org 333 601 76 67
 
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Alessandra Fratoni | 09:47 - 27/02/2007 | Notizia ID: 4
APPELLO EMERGENZA GUINEA

Al Presidente della Repubblica di Guinea Lansana Contè
Al Presidente del Parlamento Europeo Hans-Gert Poettering
Al Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon
 
Chiediamo al Governo della Guinea ed Presidente Lansana Conté di mettere fine alle violenze e di accogliere le richieste di un cambiamento democratico del paese avanzate negli ultimi mesi dalla popolazione guineana, ridotta alla fame e alla miseria a causa dei salari insufficienti, della mancanza di acqua potabile ed energia elettrica ed in seguito agli aumenti esorbitanti del prezzo del riso e del carburante, nonostante le grandi ricchezze e risorse naturali di cui il paese dispone.

Lanciamo un appello all'esercito, alla polizia, alle strutture governative della Guinea ed alla popolazione perchè non si faccia più uso della violenza e si avvii una trattativa di risoluzione democratica dei problemi del paese basata sulla collaborazione tra le diverse forze sociali, politiche e religiose.

Chiediamo inoltre al Parlamento Europeo ed alle Nazioni Unite di informare la comunità internazionale e di esercitare pressioni affinché si realizzi una reale democrazia ed un cambiamento non violento in Guinea, nel pieno rispetto dei diritti umani.

Nel caso in cui il precedente appello non modifichi l'atteggiamento del Governo della Guinea, chiederemo quanto segue all'Unione Europea:

che il FONDO PER LO SVILUPPO di cui la Guinea è beneficiaria nell'ambito degli aiuti europei ai paesi in via di sviluppo venga SOSPESO fino a che non si verifichino le seguenti condizioni:

• sia rispettato il protocollo d'intesa firmato tra il governo e la società civile del paese, per la nomina di un primo ministro con ampi poteri, scelto con il consenso dei membri del coordinamento della società civile e dei sindacati;
• sia fatta chiarezza sulle effettive responsabilità delle violenze che negli ultimi mesi sono costate la vita a centinaia di civili e siano liberati i cittadini ingiustamente arrestati;
• sia ristabilito l'ordine democratico nel paese.


Riteniamo che la sospensione di questo fondo non avrà ripercussioni negative sulla popolazione perché di fatto non ha concorso fino ad ora a migliorare le condizioni di vita del paese, ma soltanto a rafforzare un governo che, nonostante gli aiuti ricevuti, mantiene il suo popolo in una condizione di fame e di estrema povertà.

( Più informazione Emergenza Guinea )
 
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Valentina Vespa | 19:44 - 03/03/2007 | Notizia ID: 5
Solidarietà al popolo guineano
Manifestazione del 3 Marzo Il coordinamento Emergenza Guinea aderisce e promuove la manifestazione organizzata dall'Unione immigrati della Guinea in Italia per sabato 3 marzo
 
Dopo settimane di tensione e dura repressione da parte delle forze governative nei confronti della popolazione guineana, il presidente della repubblica Lamsana Conté ha accettato uno dei candidati proposti dalla società civile per la carica di primo ministro. Durante questo lungo periodo di instabilità, che rischiava di degenerare in una guerra civile, l'attenzione delle autorità e dei media italiani è stata pressoché nulla. Per questo il coordinamento Emergenza Guinea, che ha seguito costantemente l'evoluzione della situazione, aderirà alla manifestazione indetta dall'Unione degli Immigrati della Guinea in Italia (UIG) per sabato 3 marzo dalle ore 14 in piazzetta San Marco (Roma), di fronte la sede delle Nazioni Unite. L'UGI invita tutta la comunità guineana in Italia, il Ministro italiano degli affari esteri, il Sindaco di Roma, i partiti politici italiani, i sindacati, le ONG, gli umanisti, il volontariato e le associazioni.

Comunicato stampa dell’Unione degli Immigrati della Guinea in Italia


L’Unione immigrati della Guinea in Italia (UIG) (Roma, Verona, Bergamo, Milano, Venezia, Napoli, Ancona, Reggio Emilia, Brescia, Macerata) organizza a Roma una grande manifestazione di protesta sabato 3 marzo 2007 contro i massacri perpetrati dalle forze dell’ordine nei confronti della popolazione civile che hanno fattto, secondo un bilancio provvisorio, almeno 125 morti.
I rappresentanti dei movimenti associativi guineani esprimono in questa occasione :
- La solidarietà all’Inter-Centrale sindacale della Guinea.
- Il suo sostegno al nuovo primo Ministro concordato, esortandolo a lavorare nell’interesse della Nazione e di guidare il paese ad organizzare elezioni libere, democratiche e trasparenti
- La richiesta a tutti gli immigrati guineani in Italia di portare un sostegno finanziario ai feriti ed ai parenti delle vittime della sanguinosa e mortale repressione
- La condanna più ferma in seguito ai massacri perpetrati contro i cittadini guineani e la richiesta che sia fatta rapidamente giustizia
- La profonda gratitudine alla missione di mediazione della CEDEAO, all’Unione Africana, all’ONU, e alla comunità internazionale che hanno contribuito alla felice risoluzione della crisi guineana
- La protesta contro i media italiani che sono rimasti muti sulla crisi e l’invito ad interessarsi in futuro dei problemi guineani.
Per la riuscita di questa grande manifestazione, che avrà luogo a Roma sabato 3 marzo 2007 dalle 14 alle 19, in Piazzetta San Marco (vicino piazza Venezia) , di fronte alla sede delle Nazioni Unite, l‘UGI invita tutta la comunità guineana in Italia, il Ministro italiano degli affari esteri, il Sindaco di Roma, i partiti politici italiani, i sindacati, le ONG, gli umanisti, il volontariato e le associazioni, in spirito di democrazia, giustizia e libertà a prendere parte parte a questa mobilitazione senza precedenti. L’UIG conta sulla disponibilitò di tutti i compatrioti e gli amici della Guinea, per onorare la memoria delle viitime uccise freddamente durante i combattimenti per il trionfo della libertà, della democrazia, della prosperità, della giustizia per tutti nel nostro paese.

per il comitato organizzatore Sow Mamadou Aliou tel 328-0952254 Gianni Palumbo 347- 8247467 Email fed.fiore@libero.it Fax 06-5754813
 
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Alessandra Fratoni | 20:30 - 06/03/2007 | Notizia ID: 6
Video Emergenza Guinea

 


Regia di Andrea Cocchini
Montaggio di Giuseppe
 
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Valentina Vespa | 18:51 - 16/03/2007 | Notizia ID: 7
GIORNATA MONDIALE PER LA PACE
Simbolo della pace ROMA, 17 MARZO IN PIAZZA NAVONA ALLE ORE 17.00 COSTRUIAMO INSIEME IL SIMBOLO DELLA PACE E DEL DISARMO
 

Al simbolo della pace di Roma confluirà la manifestazione nazionale per il ritiro delle truppe dall'Afghanistan e da tutti i fronti di guerra organizzata dal comitato 17 marzo al termine della quale Giorgio Schultze, portavoce del Forum Umanista Europeo parlerà nel comizio conclusivo.
Contemporaneamente si realizzeranno decine di altri simboli della pace in tutte le capitali europee e in altre città del mondo, New York, Bogotá, Santiago, Sydney, Toronto, Nairobi, Dakar, Mosca, ecc.
Il 17 marzo a Roma costruiremo il simbolo della pace e del disarmo per riaffermare le tre maggiori urgenze del momento: o Ritirare le truppe d´invasione o Restituire i territori occupati o Smantellare gli arsenali
Dichiara Giorgio Schultze, portavoce del Forum Umanista Europeo: «Ci troviamo davanti ad una scelta: pace crescente o distruzione crescente. L'alternativa tra la costruzione della pace come diritto fondamentale di popoli e individui e una folle spirale di distruzione e violenza. In tutto il pianeta più di 30.000 testate nucleari, sufficienti a distruggerlo per intero 25 volte mentre l'opinione pubblica non ha una vera percezione dell'enorme rischio che stiamo correndo. E' necessario dare impulso al movimento pacifista e nonviolento che si è sviluppato in questi anni nel mondo, unendo persone di differenti razze e religioni, culture e generazioni nel rifiuto della guerra e di ogni altra forma di violenza per costruire un'alternativa non prevista nel copione dei potenti: un'alternativa basata sul rafforzamento dei vincoli tra i popoli, l'appoggio reciproco, la solidarietà, la sensibilizzazione dell'opinione pubblica, la mobilitazione e la pressione su coloro che pretendono di decidere il destino di tutti. Abbiamo deciso di raccogliere l'appello lanciato dai pacifisti statunitensi per dare vita in tutto il mondo a mobilitazioni nonviolente nel quarto anniversario dell'invasione dell'Iraq.»

Il simbolo della pace è promosso da:
Mondo senza guerre, Partito Umanista, La Comunità per lo sviluppo umano, Centro delle culture

Hanno aderito:
Unaltromondo onlus - Sviluppo Umano - Umanisti nel mondo - Cammini aperti - Alfonso Navarra (Lega per il Disarmo Unilaterale). Periodico Il dialogo - Comitato per la Pace Abbas al Shalhoub - La mia spesa per la pace - L'albero della vita - Human Development - Energia per i diritti umani - Movimento Studentesco I Corvi - Umanisti per l'ambiente.

Per maggiori informazioni (appello, video e foto): www.simbolodellapace.net
 
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Valentina Vespa | 15:49 - 17/05/2007 | Notizia ID: 8
CORSO DI VOLONTARIATO

Sono aperte le iscrizioni per il corso di volontariato che si terrà, in un'unica giornata, domenica 10 giugno
 
Dopo le settimane di tensione per l'emergenza che ha dovuto affrontare la Guinea, paese nel quale la nostra associazione da anni porta avanti campagne di Appoggio Umano, stiamo ora promuovendo un corso di volontariato affinché la vicinanza tra i nostri due popoli si traduca in una conoscenza e solidarietà costante, nella convinzione che solo i rapporti di fratellanza e reciprocità tra i popoli possano rappresentare la soluzione per il momento globale di crisi cui siamo tutti, indistintamente, coinvolti.
Il corso è pensato per presentare i progetti attualmente in corso e quelli possibili e, nello stesso tempo, rendere chiaro lo spirito che muove le nostre attività e l'apporto che ognuno potrebbe dare ad esse e ad un reale cambiamento alla propria vita e al mondo "esterno".
ll corso si terrà, in un'unica giornata, domenica 10 Giugno. L'iscrizione , su prenotazione, è aperta.

Per maggiori informazioni:
info@lasvoltaumanista.com
Sandro: 3471069640
Valentina: 3280911025
Angela: 3400941964
 
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Isabel Torres Carrilho | 19:35 - 26/10/2007 | Notizia ID: 9
2 ottobre -
Delegazione del Movimento Umanista a piazza Gandhi giornata mondiale nonviolenza
 
ciao amici, a questo link: http://www.youtube.com/watch?v=AUU76xyCWuU potete trovare un video di 3 minuti delle celebrazioni a roma del 2 ottobre, a cui ha partecipato giorgio, quindi l'incontro alla libreria croce con gli ambasciatori d'india, bolivia e brasile e la partecipazione come invitati alla cerimonia del pomeriggio a piazza gandhi. buona visione!
 
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Angela Pizzi | 19:36 - 26/10/2007 | Notizia ID: 12
GIORNATA MONDIALE DELLA NON VIOLENZA
Il due Ottobre in Guinea: la ricorrenza è molto sentita anche perchè coicide con la liberazione dal colonialismo Il 2 ottobre nel mondo
 
L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2 ottobre, giorno della nascita di Gandhi, "Giornata Mondiale della Nonviolenza" invitando Stati, personalità ed associazioni a celebrarne la ricorrenza.
Nella crisi globale che sta attraversando l´umanità, la nonviolenza non è più soltanto una possibile alternativa, ma è una necessità. Non esiste altra via d´uscita per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo dell´umanità e realizzare un mondo senza violenza.
La nonviolenza è un percorso intenzionale, che richiede un profondo cambiamento personale e la riconciliazione con se stessi e con gli altri. A livello sociale, implica la ricerca di mezzi nuovi e creativi per risolvere i conflitti , nella prospettiva di superare completamente la violenza in tutte le sue forme di espressione.
Il cammino della nonviolenza è stato indicato da due grandi guide, Gandhi e Martin Luther King e prosegue oggi con la figura di Silo , ispiratore del Nuovo Umanesimo Universalista.
La Giornata Mondiale per la Nonviolenza è un segnale lanciato da tutte le organizzazioni e i singoli individui che hanno a cuore il futuro dell´umanità per dare il via ad azioni concrete e non puramente formali.
Il 2 ottobre sono state realizzate centinaia di iniziative in tutto il mondo insieme a tante associazioni e personalità. In alcuni paesi - Francia, Ungheria, Olanda, Spagna, Repubblica Ceca, Russia, Grecia, Italia, Cile, Argentina, Senegal e Costa d´Avorio - la Giornata della Nonviolenza è stata celebrata insieme ai rappresentanti dell´ambasciata indiana, per rendere omaggio alla figura ispiratrice di Gandhi e ai rappresentanti della Bolivia, il cui presidente Evo Morales sta facendo del ripudio della violenza la base della sua politica.

Un video che passa in rassegna le attività della giornata in tutto il mondo si può trovare su http://video.google.com/videoplay?docid=-4238425664877692260&hl=en
Per foto, curiosità e una rassegna più approfondita consultate http://www.silo.ws/noviolencia.php?secc=manifes&lang=ita
 
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Angela Pizzi | 19:37 - 26/10/2007 | Notizia ID: 13
Europa della pace e del disarmo nucleare
L'apertura della conferenza con il saluto del sindaco di Hiroshima 86 sindaci e numerose organizzazioni europee e mondiali s'incontrano in Repubblica Ceca, in Brdy, per manifestare per il disarmo nucleare e contro l'installazione di nuove basi militari
 
L'incontro, organizzato dal comitato Europe for Peace e dal movimento Ne Zakladnam (no alle basi) prevede la partecipazione di 86 sindaci cechi e polacchi che difendono il diritto dei loro cittadini a rifiutare le istallazioni militari imposte dai loro governi. Verranno raggiunti da CND, Mayors for Peace, Mondo Senza Guerre, un rappresentante dei comitati e organizzazioni NO TAV e dalle realtà più attive nella campo del disarmo nucleare in Europa e negli Stati Uniti. Saranno presenti delegazioni dei Partiti Umanisti di ben 13 paesi europei, accompagnati da Giorgio Schultze, portavoce del Forum Umanista Europeo. Presenti virtualmente, attraverso videomessaggi il sindaco di Hiroshima il Tadatoshi Akiba e Ken Livingstone, sindaco di Londra
Nato in repubblica ceca, il movimento che ripudia l'installazione di nuove basi nucleari in Europa e che ha dato vita ad Europe for Peace, è attivo da più di un anno e raccoglie i consensi del 70% della popolazione. Hanno aderito alla campagna premi Nobel e personalità del mondo scientifico, artistico e sociale quali: Noam Chomsky , Mikhail Gorbachev , Mairead Corrigan MGuire, Reiner Braun, Angelo Baracca, Padre Alex Zanotelli, Beppe Grillo.

www.europeforpeace.eu
www.giorgioschultze.eu
 
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Angela Pizzi | 15:58 - 31/10/2007 | Notizia ID: 18
"No Alla Base" in tutta la Rep. Ceca
Il pulman „Nezákladňák Martedi 23 Ottobre da Praga ha iniziato il suo viaggio il pulman "No alla base“ e il 30 Ottobre si è fermato a Ostrava, capoluogo della Moravia-Slesia.
 
Durante il suo viaggio ha fatto tappa in varie città di tutto il paese dove sono stati fatti incontri e dibattiti pubblici sui temi contro la base a favore del referendum.
Il pulman è passato anche per centinaia di altri paesi e città ed ha così manifestato il disaccordo dei cittadini nei confronti della base americana. Scopo di questo viaggo è stato diffondere informazioni sulla petizione per il referendum e le motivazioni del no alla base e mostrare che l‘ avversione dei cittadini contro la base non si ferma.
Un atto di questa portata non ha nessun paragone nella storia dei movimenti sociali in Rep. Ceca. Per il movimento no alla base la cosa più importante è la discussione aperta nazionale. Però la maggioranza dei cittadini ne è completamente esclusa. Questo è stato quindi lo scopo piu importante di questa missione: portare la discussione in tutte le parti della repubblica e bilanciare la squilibrata campagna del governo ceco. Infatti, a differenza del governo, che per sua campagna sta usando i soldi pubblici, il pulman „No alla base“ ha fatto il suo viaggio solo con il contributo volontario dei cittadini.
Nel corso delle sue tappe si sono inoltre raccolte piu di 3000 firme per la petizione che chiede il referendum e fino ad oggi in tutto le firme sono più di 75 000. Dagli ultimi sondaggi ufficiali emerge che il 65% della popolazione è assolutamente contrario e solo 17% della popolazione è favorevole all’insallazione della base.

http://www.nezakladnam.cz/en/
 
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Isabel Torres Carrilho | 16:18 - 31/10/2007 | Notizia ID: 14
EVO MORALES IN CAMPIDOGLIO
Il Centro delle Culture assegna un premio ad Evo Morales, la Svolta c'era!
 
In occasione dell'incontro tra Evo Morales e la comunità boliviana, il portavoce europeo umanista Giorgio Shultze e una delegazione del Centro delle Culture, consegneranno al Presidente della Bolivia il " Premio Centro delle Culture 2007", dedicato a tutti coloro che lavorano ogni giorno per la costruzione di una nazione umana universale. L'assegnazione a Evo Morales nasce dal riconoscimento della sua attività politica e sociale nonviolenta e ispirata all'integrazione tra culture diverse.
 
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Angela Pizzi | 11:05 - 18/11/2007 | Notizia ID: 19
NO allo scudo stellare!
Sit-in davanti Ambasciata Ceca 13 febbraio Sit-in non violento in appoggio alla popolazione ceca contro l’installazione di basi militari americane. Venerdi 16. Novembre alle 17:00 di fronte alla ambasciata della Republica Ceca Via dei Gracchi
 
Gli studenti vanno in strada, temono per la democrazia in Rep. Ceca

Si sta preparando una manifestazione nazionale contro il piano di costruire una base militare statunitense in Rep. Ceca, il 17 novembre, e per chiedere il referendum su questo tema.
La manifestazione è organizzata da venti comitati studenteschi mossi dal fatto che la gestione degli accordi militari con gli Stati Uniti da parte del governo ceco offendono i principi di democrazia.
Gli organizzatori sono convinti che la costruzione di nuove basi militari estere possa avvenire solo attraverso l’utilizzo di un referendum. Primo perché durante le elezioni del giugno 2006 nessun partito politico ora in parlamento ha menzionato questo argomento durante la campagna elettorale. E poi perché tutti gli accordi sono rimasti segreti.
La data della manifestazione non è scelta a caso. Il 17 Novembre 1989, 18 anni, fa venne organizzata una manifestazione studentesca contro la dittatura comunista, chiedendo democrazia vera e rispetto dei diritti umani. Venne brutalmente repressa dalla polizia, nonostante fosse pacifica e portò allo sciopero generale, alla fine del regime dittatoriale e alla proclamazione di elezioni libere.
Gli organizzatori commentano : “il 17 Novembre è stato il simbolo della vittoria di una falsa democrazia. Per noi è un simbolo di una lotta, che ancora non è finita, per la democrazia vera.”
Slogan della manifestazione : La democrazia in Rep. Ceca festeggia il suo 18° compleanno facciamogli un regalo – La Democrazia.

www.nezakladnam.cz/en/
 
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Angela Pizzi | 21:13 - 19/11/2007 | Notizia ID: 20
IL TRIANGOLO NERO
Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne
 
La storia recente di questo paese è un susseguirsi di campagne d'allarme, sempre più ravvicinate e avvolte di frastuono. Le campane suonano a martello, le parole dei demagoghi appiccano incendi, una nazione coi nervi a fior di pelle risponde a ogni stimolo creando "emergenze" e additando capri espiatori.

Una donna è stata violentata e uccisa a Roma. L'omicida è sicuramente un uomo, forse un rumeno. Rumena è la donna che, sdraiandosi in strada per fermare un autobus che non rallentava, ha cercato di salvare quella vita. L'odioso crimine scuote l'Italia, il gesto di altruismo viene rimosso.

Il giorno precedente, sempre a Roma, una donna rumena è stata violentata e ridotta in fin di vita da un uomo. Due vittime con pari dignità? No: della seconda non si sa nulla, nulla viene pubblicato sui giornali; della prima si deve sapere che è italiana, e che l'assassino non è un uomo, ma un rumeno o un rom.

Tre giorni dopo, sempre a Roma, squadristi incappucciati attaccano con spranghe e coltelli alcuni rumeni all'uscita di un supermercato, ferendone quattro. Nessun cronista accanto al letto di quei feriti, che rimangono senza nome, senza storia, senza umanità. Delle loro condizioni, nulla è più dato sapere.

Su queste vicende si scatena un'allucinata criminalizzazione di massa. Colpevole uno, colpevoli tutti. Le forze dell'ordine sgomberano la baraccopoli in cui viveva il presunto assassino. Duecento persone, tra cui donne e bambini, sono gettate in mezzo a una strada.

E poi? Odio e sospetto alimentano generalizzazioni: tutti i rumeni sono rom, tutti i rom sono ladri e assassini, tutti i ladri e gli assassini devono essere espulsi dall'Italia. Politici vecchi e nuovi, di destra e di sinistra gareggiano a chi urla più forte, denunciando l'emergenza. Emergenza che, scorrendo i dati contenuti nel Rapporto sulla Criminalità (1993-2006), non esiste: omicidi e reati sono, oggi, ai livelli più bassi dell'ultimo ventennio, mentre sono in forte crescita i reati commessi tra le pareti domestiche o per ragioni passionali. Il rapporto Eures-Ansa 2005, L'omicidio volontario in Italia e l'indagine Istat 2007 dicono che un omicidio su quattro avviene in casa; sette volte su dieci la vittima è una donna; più di un terzo delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e il responsabile di aggressione fisica o stupro è sette volte su dieci il marito o il compagno: la famiglia uccide più della mafia, le strade sono spesso molto meno a rischio-stupro delle camere da letto.
Nell'estate 2006 quando Hina, ventenne pakistana, venne sgozzata dal padre e dai parenti, politici e media si impegnarono in un parallelo fra culture. Affermavano che quella occidentale, e italiana in particolare, era felicemente evoluta per quanto riguarda i diritti delle donne. Falso: la violenza contro le donne non è un retaggio bestiale di culture altre, ma cresce e fiorisce nella nostra, ogni giorno, nella costruzione e nella moltiplicazione di un modello femminile che privilegia l'aspetto fisico e la disponibilità sessuale spacciandoli come conquista. Di contro, come testimonia il recentissimo rapporto del World Economic Forum sul Gender Gap, per quanto riguarda la parità femminile nel lavoro, nella salute, nelle aspettative di vita, nell'influenza politica, l'Italia è 84esima. Ultima dell'Unione Europea. La Romania è al 47esimo posto.
Se questi sono i fatti, cosa sta succedendo?

Succede che è più facile agitare uno spauracchio collettivo (oggi i rumeni, ieri i musulmani, prima ancora gli albanesi) piuttosto che impegnarsi nelle vere cause del panico e dell'insicurezza sociali causati dai processi di globalizzazione.

Succede che è più facile, e paga prima e meglio sul piano del consenso viscerale, gridare al lupo e chiedere espulsioni, piuttosto che attuare le direttive europee (come la 43/2000) sul diritto all'assistenza sanitaria, al lavoro e all'alloggio dei migranti; che è più facile mandare le ruspe a privare esseri umani delle proprie misere case, piuttosto che andare nei luoghi di lavoro a combattere il lavoro nero.

Succede che sotto il tappeto dell'equazione rumeni-delinquenza si nasconde la polvere dello sfruttamento feroce del popolo rumeno. Sfruttamento nei cantieri, dove ogni giorno un operaio rumeno è vittima di un omicidio bianco. Sfruttamento sulle strade, dove trentamila donne rumene costrette a prostituirsi, metà delle quali minorenni, sono cedute dalla malavita organizzata a italianissimi clienti (ogni anno nove milioni di uomini italiani comprano un coito da schiave straniere, forma di violenza sessuale che è sotto gli occhi di tutti ma pochi vogliono vedere). Sfruttamento in Romania, dove imprenditori italiani - dopo aver "delocalizzato" e creato disoccupazione in Italia - pagano salari da fame ai lavoratori.

Succede che troppi ministri, sindaci e giullari divenuti capipopolo giocano agli apprendisti stregoni per avere quarti d'ora di popolarità. Non si chiedono cosa avverrà domani, quando gli odii rimasti sul terreno continueranno a fermentare, avvelenando le radici della nostra convivenza e solleticando quel microfascismo che è dentro di noi e ci fa desiderare il potere e ammirare i potenti. Un microfascismo che si esprime con parole e gesti rancorosi, mentre già echeggiano, nemmeno tanto distanti, il calpestio di scarponi militari e la voce delle armi da fuoco.

Succede che si sta sperimentando la costruzione del nemico assoluto, come con ebrei e rom sotto il nazi-fascismo, come con gli armeni in Turchia nel 1915, come con serbi, croati e bosniaci, reciprocamente, nell'ex-Jugoslavia negli anni Novanta, in nome di una politica che promette sicurezza in cambio della rinuncia ai principi di libertà, dignità e civiltà; che rende indistinguibili responsabilità individuali e collettive, effetti e cause, mali e rimedi; che invoca al governo uomini forti e chiede ai cittadini di farsi sudditi obbedienti. Manca solo che qualcuno rispolveri dalle soffitte dell'intolleranza il triangolo nero degli asociali, il marchio d'infamia che i nazisti applicavano agli abiti dei rom.

E non sembra che l'ultima tappa, per ora, di una prolungata guerra contro i poveri.

Di fronte a tutto questo non possiamo rimanere indifferenti. Non ci appartengono il silenzio, la rinuncia al diritto di critica, la dismissione dell'intelligenza e della ragione. Delitti individuali non giustificano castighi collettivi. Essere rumeni o rom non è una forma di "concorso morale".
Non esistono razze, men che meno razze colpevoli o innocenti.

Nessun popolo è illegale.

Per aderire:
http://www.petitiononline.com/trianero/petition.html
 
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Martin Hrusinsky | 16:20 - 26/11/2007 | Notizia ID: 22
Migliaia di persone in piazza a Praga
Manifestazione 17. novembre Praga Quasi seimila persone hanno manifestato il 17 novembre a Praga per il referendum e la democrazia vera.
 
Quasi seimila persone hanno manifestato il 17 novembre a Praga per il referendum e la democrazia vera. La manifestazione è stata organizzata dal comitato studentesco, vari sindacati (tra cui della polizia, dei pompieri, degli insegnanti) , „sindaci contro il radar“ e il movimento „Ne zakladnam“ ("no alla base"), che nasce come opposizione al piano degli USA di costruire in Repubblica Ceca una delle basi dello scudo stellare.

„Oggi si sono uniti con noi i sindacati, gli studenti, gli artisti, i sindaci, gli intellettuali e vari altri movimenti che come noi sentono che non viviamo in una democrazia vera.“

La manifestazione è stata fatta nel giorno dell’anniversario della rivoluzione di velluto che diciotto anni fa ha causato il crollo della dittatura comunista. „Oggi siamo qui perchè i nostri sogni di democrazia non si sono realizzati. Un’altra volta abbiamo un governo che non considera l’opinione dei cittadini“ Così ha detto il portavoce del movimento „Ne zakladnam“ riferendosi al fatto che il governo sta continuando le trattative con gli Stati Uniti per la costruzione della base nonostante due terzi dell’opinione pubblica siano contrari.

Durante gli interventi i manifestanti sono stati invitati a boicottare i prodotti delle aziende statunitensi che sono presenti nel mercato ceco. Con il boicottaggio si vuole alzare la pressione all’amministazione USA al punto da fermare i piani per la costruzione della base.
Nel suo intervento il portavoce di „Ne zakladnam“ Jan Tamas ha sottoliniato: „Questa nostra proposta non è rivolta al popolo americano o ai Cechi che lavorano per le aziende americane. La maggioranza degli Americani è contraria come noi alla politica del suo presidente e anche loro vogliono un cambiamento. Il loro govorno li ha traditi, così come il nostro ha fatto con noi. E così come il boicottaggio indiano dei prodotti britannici in tempi di colonizzazione ha posto termine alla supremianza inglese, partecipare a questo boicottaggio di prodotti americani può essere il nostro modo per evitare l’attuazione del piano di costruire una base militare nel nostro paese.“ Jan ha finito il suo discorso con la frase „ Qui il radar non ci sara!“

www.nezakladnam.cz

Per ricevere la rassegna stampa contattare
Isabel : isabelstella@gmail.com
3382489746
Martin : martin.hrusinsky@seznam.cz
3203262903
 
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Martin Hrusinsky | 21:26 - 26/11/2007 | Notizia ID: 23
Intervista a Jan Tamas
Jan Tamas Jan Tamáš esponente del Movimento Umanista e portavoce del comitato “Ne zakladnám”, è a Milano in questi giorni per la conferenza “Fermiamo il pericolo nucleare” organizzata dalla provincia di Milano.
 
CONTINUA LA LOTTA CONTRO LA BASE USA IN REPUBBLICA CECA

"Ne zakladnám" si batte contro il progetto statunitense di costruire una base militare radar in Repubblica Ceca.

A che punto è la lotta contro la base radar?

La protesta sta continuando con molta forza. Il mese scorso abbiamo organizzato a Brdy, la località dove dovrebbe sorgere la base, una conferenza internazionale a cui hanno partecipato oltre 300 persone, di cui 100 delegati da 16 paesi del mondo , rappresentanti di varie organizzazioni internazionali, i sindaci di 50 comuni della Rep. Ceca e alcuni deputati del parlamento ceco. L’occasione è stata molto utile per rafforzare le relazioni tra le varie organizzazioni all’interno del paese e con i movimenti pacifisti di tutta Europa. Il 17 novembre abbiamo portato migliaia di persone in Piazza Venceslao a Praga per il diciottesimo anniversario della rivoluzione di velluto che pose fine al regime sovietico. Abbiamo chiesto in questa occasione l’introduzione di una legge che promuova l’utilizzo del referendum come strumento di partecipazione democratica reale, in modo che la popolazione si possa esprimere su temi importanti come quello della base militare USA. A questa manifestazione hanno partecipato sindaci, vari sindacati tra cui quello delle forze dell’ordine, studenti e artisti. Contemporaneamente in varie città del mondo ci sono inoltre stati dei presidi davanti alle ambasciate e ai consolati della Repubblica Ceca, con la presentazione di lettere di protesta. Più di 75.000 persone hanno finora firmato la petizione per chiedere un referendum nazionale sul tema dalla base USA, e secondo gli ultimi sondaggi il 68% della popolazione ceca è contraria a questa base.

Come continuerà la protesta?

All’ultima manifestazione abbiamo lanciato un boicottaggio nei confronti delle aziende statunitensi presenti in Rep. Ceca. Siccome il governo non ascolta la nostra protesta, faremo pressione sugli Stati Uniti chiedendo alle persone di non comprare prodotti e non utilizzare servizi statunitensi. Siamo convinti che anche una piccola flessione nelle vendite può produrre una forte pressione sul governo Bush perché cambi la direzione politica.

Pensa che questo progetto possa realmente essere fermato?

Assolutamente si, prima di tutto perchè sappiamo che la maggior parte della popolazione è fermamente contraria. Le associazioni che partecipano al comitato continuano ad aumentare, e il governo di centrodestra è molto debole e potrebbe cadere da un momento all’altro. E’ molto probabile che il nuovo governo si rifiuti di continuare questo progetto così impopolare. Osserviamo anche con grande interesse i cambiamenti politici avvenuti recentemente in Polonia, dove il nuovo governo sta ripensando la sua partecipazione al progetto dello scudo missilistico. Si vede infine come anche altri paesi europei stanno cominciando ad interessarsi alla nostra battaglia, perché capiscono che riguarda non solo la Rep. Ceca e la Polonia, ma tutto il continente europeo. Proprio in questi giorni sta infatti avendo luogo un incontro della Sinistra Europea a Praga per appoggiare la nostra lotta.

Davide Schmid
 
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Angela Pizzi | 18:55 - 06/12/2007 | Notizia ID: 25
LA PAZ: FORUM UMANISTA LATINOAMERICANO
Dal 23 al 25 Novembre si è svolto a La Paz il 2° forum Umanista latinoamericano al quale hanno partecipato più di 2000 rappresentanti della Bolivia, dell' America latina e di varie parti del mondo.
 
Il Forum Umanista Latinoamericano, riunito nella città di La Paz, con più di 2000 rappresentanti della Bolivia, dell' America latina e di varie parti del mondo, si congratula con i Costituenti che, superando grandi resistenze e minacce alla loro integrità fisica, hanno saputo essere coerenti col mandato del paese e hanno approvato la nuova Costituzione Politica dello Stato della Bolivia.


1. Esprime il totale appoggio alla nuova Magna Carta felicitandosi con il popolo boliviano per questo esempio di trasformazione, per il coraggio di cominciare un nuovo cammino senza esclusioni, con giustizia, sovranità ed in difesa dell'umanità.

2. Manifesta il totale appoggio di questo Forum e dell'Umanesimo mondiale, rappresentato dalle delegazioni che sono arrivate nella città di La Paz da tutto il mondo, al Presidente Evo Morales, al suo governo ed al processo senza ritorno che ha iniziato il meraviglioso popolo boliviano per recuperare le sue risorse, ma soprattutto per recuperare la sua dignità.

3. chiede umilmente all'opposizione di contribuire affinché questo processo arrivi ad un buon fine.

Esprime rammarico per le morti recenti con la certezza che si indagherà sull'accaduto e che verranno puniti i responsabili di fatti tanto dolorosi. In questo senso, si vuole fare un appello ai giovani, alle nuove generazioni, la funzione dei quali è rinnovare la vita, rafforzare il nuovo, esplorare nuove strade, sempre attraverso la Nonviolenza attiva.

Si impegna affinché in tutto il mondo si sappia che una nuova civiltà sta sorgendo qui in Bolivia e che molti occhi e cuori stanno guardando speranzosi in questa direzione e che insieme a noi esprimeranno, in molteplici azioni e campagne, la loro solidarietà al nostro fratello Presidente e al suo governo.

Infine, gli Umanisti dell'America latina e dell' Europa offrono la loro disponibilità ad agire come mediatori tra il governo e l'opposizione qualora entrambe le parti concordino che la loro azione possa contribuire a far avanzare positivamente questo processo, a beneficio del popolo boliviano.

Tomás Hirsch Portavoce dell'Umanesimo per l'America Latina ( www.tomashirsch.cl)
Giorgio Schultze Portavoce dell'Umanesimo per l'Europa (www.giorgioschultze.eu)
Chris Well Portavoce dell'Umanesimo per il Nord-America ( chriswells.humanism.org)


per info: www.forohumanistalatinoamericano.org


Per informazioni: PRESSenza L'ufficio stampa dei diritti umani Franca Banti cell. 3357792718 - e-mail franca.banti@fastwebnet.it
 
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Angela Pizzi | 18:56 - 06/12/2007 | Notizia ID: 24
VOLONTARI PER L'AFRICA A SAN LORENZO
L'8 Dicembre, Festa dell'Immacolata, a San Lorenzo si tiene un incontro per tutti coloro che sono interessati a collaborare come volontari in Africa
 
L'incontro si svolgerà sabato 8 Dicembre a partire dalle ore 16 in via degli Equi 25 e prevederà la proiezione di video, fotografie e testimonianze dalla Guinea, una mostra di artigianato e un aperitivo sociale. E' previsto anche uno spazio di raccolta firme sul tema comune all'Africa quanto all'Occidente del disarmo.
La giornata è pensata per presentare i progetti attualmente in corso e quelli possibili e, nello stesso tempo, rendere chiaro lo spirito che muove le nostre attività e l'apporto che ognuno potrebbe dare ad esse e ad un reale cambiamento alla propria vita e al mondo "esterno".
Un'invito particolare è riservato ai genitori adottivi che da anni sostengono i nostri progetti e a tutti coloro che sono interessati al tema dell'adozione a distanza.

INCONTRO "VOLONTARI PER L'AFRICA A SAN LORENZO",
SABATO 8 DICEMBRE DALLE 16,
VIA DEGLI EQUI 25 - ingresso libero
 
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Angela Pizzi | 21:57 - 09/12/2007 | Notizia ID: 26
PROTEGGIAMO LA RINASCITA DELLA BOLIVIA
più di 50.000 persone hanno partecipato alla cerimonia di elezione di Evo Morales Il 14 dicembre verrà presentata la nuova Costituzione boliviana, che riscatta la dignità delle 36 popolazioni indigene, ossia l’80% della popolazione di questo paese, da cinquecento anni di oblio.
 
L’assemblea costituente gode dell'appoggio della grande maggioranza della popolazione, ma sappiamo che l’approvazione del testo costituzionale potrebbe incontrare un’opposizione violenta e potente.

Per questo chiediamo di sottoscrivere e far circolare il più ampiamente possibile la dichiarazione che segue, mandando una mail di adesione a:
isabelstella@gmail.com

Le adesioni verranno raccolte e inviate all’Ambasciatore della Bolivia in Italia, Esteban Elmer Catarina, che le farà avere agli organi di comunicazione del suo paese.

Grazie infinite


PROTEGGIAMO LA RINASCITA DEL POPOLO BOLIVIANO

Gente di tutt’Europa guarda con ammirazione il processo costituente boliviano , un processo democratico e nonviolento che riscatta 500 anni di discriminazione e d’ingiustizia.

Appoggiamo con tutte le nostre forze il Presidente Evo Morales e confidiamo che, come Nelson Mandela prima di lui, porterà il suo paese sulla strada della giustizia e della riconciliazione.

In questa svolta storica chiediamo alla comunità internazionale, ai governi nazionali ed alla società civile di vegliare affinché la volontà del popolo boliviano possa finalmente esprimersi senza la brutale repressione che ha dovuto sopportare fino ad oggi.


Giorgio Schultze
Portavoce Europeo del Nuovo Umanesimo
 
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Angela Pizzi | 19:53 - 11/12/2007 | Notizia ID: 27
NON SOLO PURA UTOPIA PER LA BOLIVIA
indios Aymara In appoggio alla nuova costituzione boliviana che verrà presentata Il 14 dicembre il Jungle ospiterà una serata a tema giovedì 13 dicembre alla quale parteciperanno i Pura Utopia
 
Il 13 Dicembre , all'interno dell'iniziativa "Giovedì al Jungle" , che ospiterà la band romana "Pura Utopia" ci sarà uno stand informativo per diffondere informazioni a proposito della situazione che la Bolivia sta vivendo in questi giorni.
È previsto inoltre un breve intervento di un responsabile dell'associazione "Europe for Peace" che illustrerà la situazione e le prospettive di quello che potrebbe essere uno dei cambiamenti più importanti dell'America Latina degli ultimi tempi.
La serata sarà in Via di monte testaccio, 94.
Ingresso gratuito dalle 19,00.


www.forohumanistalatinoamericano.org

www.purautopia.com
 
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Angela Pizzi | 21:08 - 20/12/2007 | Notizia ID: 21
UN VERO GRANDE REGALO
Abbiamo compilato una lista di medicine indispensabili per i nostri amici in Guinea. Per raccogliere le medicine fatti aiutare dal tuo medico: quest'anno il tuo regalo di Natale sarà veramente grande
 
Elenco farmaci utili per la Guinea
- Penicillina iniettabile - Ampocillina iniettabile - Tetraciclina - Amoxicillina - Oracycline - Metronidazolo 250 ml, - Hidroxydé d’al - Siero antitetanico - Adrenalina iniettabile - Cimetidina compresse - Cometidina iniettabile - Idrocortisone - Valium iniettabile - Gardenal compresse - Gardenal iniettabile - Clorochina compresse - Chinino compresse - Chinino iniettabile - Paracetamolo compresse - Teofilina o aminofilina iniettabile - Efedrina - Solumedrol iniettabile - Furosemide compresse - Furosernide iniettabile - Ossitocina (syntocinon) - Methergin - Didroergocristina - Ferro acido folico - Vogalene iniettabile - Prometazina compresse - Butil scopolamina (buscopan) - Lindame - Aureomicina 1 per cento e 3 per cento - Pilerazina compresse - Nifedipina compresse - Solfato di magnesio iniettabile - Novalgina iniettabile - Nistatina compresse e ovuli

Materiali utili:
- Siringhe da 5cm3 e 3 cm3 - Sonda urinaria per adulti e bambini - Catetere per adulti e bambini - Bande elastiche da 5 e 10 cm di larghezza - Cerotto 5 cm di larghezza -Termometri - Alcool 70 per cento - Acqua ossigenata - Betadine dermatologico - Betadine ginecologico - Dakin soluzione


Per contattarci

Sandro Curatolo
sandro.curatolo@fastwebnet.it
3471069640

Isabel Torres Carrilho
isabelstella@gmail.com
3382489746

Andrea Curatolo
curatolo.andrea@gmail.com
3405426491
 
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Angela Pizzi | 03:08 - 03/01/2008 | Notizia ID: 28
EMERGENZA KENYA
Un minaccioso avviso in una strada a Nairobi - foto ©Misna Con il coordinamento "Emergenza Kenya" ogni persona può fare sentire la propria voce per esigere dalla comunità internazionale una risoluzione che faccia cessare le terribili violenze di questi giorni
 
Comunicato stampa 2/1/2008

Le Associazioni Umaniste Italiane ed internazionali che da anni sono attive socialmente in Kenya hanno creato il coordinamento EMERGENZA KENYA per esercitare pressioni presso tutte le Istituzioni Europee, affinché la macchina della Comunità Internazionale possa muoversi per favorire l'immediata fine degli scontri in Kenya.

Al momento è stata creata una pagina web: www.freefor.org/html/EmergenzaKenya.htm attraverso la quale ogni persona ha la possibilità di spedire una mail, usando gli indirizzi messi disposizione e, di seguito, riportati:

- Organizzazione Delle Nazioni Unite Ufficio per i Diritti Umani webadmin.hchr@unog.ch
- Parlamento europeo (al link per contattarci) www.europarl.europa.eu
- Ambasciata Del Kenya In Italia (tramite lettera) Via Archimede 164, 00197 Roma


E' NECESSARIO CHE ARRIVINO QUANTE PIU' MAIL POSSIBILI, ATTIVIAMOCI SUBITO



Breve sintesi della situazione in Kenya:
Dopo le elezioni presidenziali in Kenya del 27 dicembre, che hanno visto contrapposti il Presidente Mwai Kibaki del Partito Di Unità Nazionale e il leader dell'opposizione Raila Odinga del Movimento Democratico Arancione, la situazione sociale è andata, ora per ora deteriorandosi. A scatenare gli scontri sociali che, ad ora vedono, tra i 150 e i 200 morti, sono i sospetti di brogli elettorali che si sarebbero verificati in seguito alla riconferma a Presidente del Kenya, dell'uscente Kibaki. A questo punto ogni cosa è precipitata nell'odio politico ed etnico (Kikuyu per il Presidente contro Luo per lo sfidante), laasciando per le strade di tutto il Kenya distruzione, morte e terrore. Associazioni Italiane ed internazionali che si ispirano al Movimento Umanista



Per aderire a questa iniziativa : www.freefor.org
Per info: Ivan Marchetti 3401738032

PRESSenza L'ufficio stampa dei diritti umani
Franca Banti - cell. 335 7792718 - banti@pressenza.org
 
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Angela Pizzi | 02:49 - 18/01/2008 | Notizia ID: 29
BOLIVIA FUORI DALLA CORTE ARBITRALE
863 GRUPPI DI CITTADINI CHIEDONO AL PRESIDENTE DELLA BANCA MONDIALE DI RISPETTARE IL RITIRO DELLA BOLIVIA DALLA CORTE ARBITRALE
 
Il caso di European Telecom International contro la Bolivia deve essere bloccato.
È necessaria una visione indipendente sull'arbitraggio investitori-stato, sui diritti umani e sulla povertà globale.



Martedì 15 gennaio più di 800 gruppi di cittadini di 59 paesi in tutti i continenti hanno presentato una petizione al Presidente della Banca Mondiale Robert B. Zoellick , esprimendo preoccupazione sul Centro Internazionale per la Risoluzione delle Controversie sugli Investimenti (ICSID, International Center for the Settlement of Investment Disputes), il cui presidente del Consiglio di Amministrazione è il sig. Zoellick.

Nel maggio scorso il governo della Bolivia è diventato il primo paese al mondo a ritirarsi dall'ICSID, citando la documentazione della corte come in favore di limitati interessi aziendali rispetto al bene pubblico. Tale corte ora si rifiuta di rispettare le azioni del governo boliviano e ammette il proseguimento di un caso presentato da una società di telecomunicazioni europea.

La petizione globale riflette le crescenti preoccupazioni nel mondo rispetto a un sistema di diritti degli investitori che indebolisce la democrazia e i diritti umani. Molti gruppi firmatari hanno conosciuto questi problemi attraverso il noto caso di Betchel contro la Bolivia. Nel 2001 una filiale di Betchel ha citato in giudizio il paese più povero del Sud America rispetto a un progetto di privatizzazione dell'acqua fallito. Dopo cinque anni di pressione pubblica, la società ha abbandonato il caso nel 2006.

Come si indica nella petizione, la Bolivia è solo uno dei numerosi governi che stanno sfidando le protezioni eccessive degli investitori negli accordi di libero commercio e nei trattati bilaterali di investimento. ICSID è il meccanismo più utilizzato per far rispettare tali regole.

Sebbene il governo boliviano abbia seguito procedure corrette nel ritiro dall'ICSID, è prevista la creazione di un tribunale in tempi brevi per esaminare un caso presentato da Euro Telecom International (ETI), una società costituita nei Paesi Bassi tra i cui proprietari si trovano Telecom Italia e la spagnola Telefónica. ETI possiede il 50% di ENTEL, che fornisce oltre il 60% dei servizi telefonici della Bolivia.

Tra i firmatari si trovano 863 organizzazioni sindacali, ambientali, religiose, di consumatori, di piccoli agricoltori, per i diritti umani, di donne, per lo sviluppo e per la pace di cinque continenti. L'Institute for Policy Studies, un'organizzazione di ricerca con sede a Washington, DC, è stato il promotore iniziale della petizione.

Per avere copie complete della petizione dei cittadini in:
Inglese: www.ips-dc.org/reports/080115-boliviapetition-en.pdf
Spagnolo: www.ips-dc.org/reports/080115-boliviapetition-es.pdf
Italiano: www.ips-dc.org/reports/080115-boliviapetition-it.pdf
Portoghese: ips-dc.org/reports/080115-boliviapetition-po.pdf
Francese: ips-dc.org/reports/080115-boliviapetition-fr.pdf



-- Sarah Anderson
Director, Global Economy Program
Institute for Policy Studies
Tel: 202 234-9382 x227
Email: saraha@igc.org
Web: www.ips-dc.org

Institute for Policy Studies
1112 16th Street, NW
Suite 600
Washington, DC 20036
 
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Angela Pizzi | 17:42 - 24/01/2008 | Notizia ID: 30
MANIFESTAZIONE ALLA BANCA CENTRALE

24-01-08, Buenos Aires . 200 persone hanno occupato simbolicamente la sede della Banca Centrale per chiedere al presidente di rispettare il ritiro della Bolivia dalla corte arbitrale
 
Oggi a Buenos Aires una delegazione argentina della commissione Bolivia ha consegnato una lettera all'Ambasciata olandese, diretta al Primo Ministro. Si è quindi realizzata un' "occupazione" simbolica della Banca Mondiale e un gruppo, vestito con tute bianche, è entrato nella hall dell'edificio ed è rimasto li fino a che le autorità della Banca hanno ricevuto il nostro portavoce.

Fuori c'erano circa 200 persone, tra umanisti ed amici della comunità boliviana e i boliviani hanno celebrato una cerimonia alla Pacha Mama.

Ci sono stati vari interventi: hanno parlato alcuni boliviani, il nostro portavoce e il sostituto dell'ambasciatore della Bolivia. Tutto molto colorato, vistoso, allegro.

Alla fine il portavoce è stato ricevuto dal sostituto Direttore della Banca Mondiale in Argentina, che a sua volta copre funzioni per il Cile, il Paraguay e l'Uruguay e che ha firmato la ricevuta della nostra lettera. All'incontro è stato presente anche un rappresentante delle Nazioni Unite.

Sono stati presenti Canal 7 (canale via aria nazionale) che ha già emesso la notizia durante il telegiornale del pomeriggio e e Telesur. Inoltre l'ambasciatore boliviano si è messo in comunicazione con la rete di radio Patria Nuova che è parte della ABI (Agenzia Boliviana di Informazione), incaricata di tutta la diffusione ufficiale in Bolivia e responsabile anche del Canal 7 boliviano, e si è fatta una intervista di circa 15 minuti al portavoce.

A breve invieremo un link per vedere un video.

Alicia (per la Commissione Bolivia dell'Argentina)
 
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Angela Pizzi | 20:11 - 24/01/2008 | Notizia ID: 31
Libertà per Patrizia Troncoso
Libertà per Patrizia Troncoso e Giustizia per il popolo mapuche.
Il Governo del Cile continua l'oltraggio dei diritti umani
 
Vogliamo richiamare l'attenzione internazionale per denunciare il maltrattamento che sta soffrendo il popolo mapuche da parte del governo cileno e per solidarizzare con Patrizia Troncoso, contadina mapuche, prigioniera nelle carceri cilene che sopporta da più di 100 giorni lo sciopero della fame.
La vita di Patrizia Troncoso è in serio pericolo. Il governo cileno può risolvere questa drammatica situazione rispondendo favorevolmente alle sue due semplici richieste: uscita domenicale e trasferimento in un centro penitenziario agricolo.
La lotta del popolo mapuche è quella di tutti i popoli nativi, non ha frontiere amministrative artificiali come molti dei popoli e delle nazioni che costituiscono la nostra America Latina, da più di 500 anni discriminati, emarginati e perseguiti.

Il processo contro Patrizia è stato colmo di irregolarità: per due volte fu dichiarata innocente; a dispetto di ciò, il governo cileno gli applicò contro una legge creata per la Dittatura Militare chiamata ”Ley Antiterrorista” attraverso la quale si usarono testimoni senza volto pagati grandi quantità di denaro per testimoniare contro di lei.

Patrizia e migliaia di contadini mapuches vivono in comunità indigene rinchiuse ed oppresse da imprese forestali multinazionali e aziende private, hanno visto calpestati i loro più elementari diritti umani, soffrendo persecuzioni, torture e vessazioni da parte delle forze militari della polizia cilena e del sistema giudiziario imperante.

L'attuale stato di salute di Patrizia è considerato molto critico in base alla relazione elaborata dalla giunta medica, formata su espressa richiesta della Commissione Interamericana dei Diritti Umani. Questa giunta medica raccomanda –tra le altre cose -il suo urgente trasferimento ad un Ospedale di Santiago del Cile. Nonostante questo, Patrizia rimane legata alla sua barella in un ospedale di provincia, isolata, e gli è perfino stata negata la possibilità di comunicazione telefonica col Segretario Esecutivo della Commissione Interamericana dei Diritti Umani.

Ci sembra realmente vergognosa ed inaccettabile la condotta del Governo del Cile contro una donna che sta in serio pericolo di vita e che semplicemente chiede giustizia per lei e per il suo popolo.

Esigiamo l'immediata risoluzione della situazione di Patrizia Troncoso e del popolo mapuche.

Chiediamo che la presidentessa del Cile, Michelle Bachelet, instauri una comunicazione di cuore con questo paese ed inizi un dialogo diretto per riparare le ingiustizie causate.


Tomás Hirsch
Portavoce dell'Umanesimo per l'America latina

Giorgio Schultze
Portavoce del Forum Umanista Europeo

altre organizzazioni italiane:

Partito Umanista
Centro delle Culture
La Comunità per lo Sviluppo Umano
Mondo Senza Guerre
Energia per i Diritti umanisti Onlus
Un Altro Mondo Onlus
SOS Diritti Umani Onlus
Ass. Umanista Nessuno Tocchi Pierino
4CaniperStrada Onlus
La Svolta Umanista

 
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Sandro Curatolo | 16:14 - 27/01/2008 | Notizia ID: 32
EMERGENZA KENYA!!
La situazione a Nakuru sta peggiorando rapidamente! Qualcosa possiamo fare... Appello di un volontario umanista in Kenya.
 
Ciao a tutti, e con grandissima preoccupazione che vi informo che la città di Nakuru, in queste ultime ore, è ripiombata nel terrore e nella violenza. Uno dei nostri coordinatori, Japhet Mwaji, mi ha chiamato verso le 19, raccontandomi che avevano appena incendiato casa sua, fortunatamente lui e la sua famiglia sono illesi e rifugiati in una scuola. Nakuru è la città in cui ho iniziato e sto facendo attività e, questa notizia, mi ha enormemente emozionato. Chiedo a tutti coloro che ancora non lo avessero fatto, di linkare ai propri siti, quello di emergenza Kenya www.freefor.org/html/EmergenzaKenya.htm e di passare parola dell'esistenza di questa campagna. Da parte mia farò tutto il possibile perchè le Istituzioni nazionali e non, tutti i mass-media reagiscano al caos kenyota, la cui comunità torinese sembra aver deciso di prendere la situazione in mano autonimamente. Se avete contatti qualsiasi, oltre quelli che abbiamo noi, di qualsivoglia organo di stampa, fosse pure un bollettino condominiale, vi prego di mettermi in contatto con loro. Intanto potete andare sul sito e sottoscrivere ed inviare la petizione. Un grande abbraccio a tutti Ivan
 
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Sandro Curatolo | 23:07 - 27/01/2008 | Notizia ID: 33
FORUM UMANISTA EUROPEO
Milano, 4-6 aprile 2008. PARTECIPA ANCHE TU! visita il sito: www.humanistforum.eu
 
 
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Angela Pizzi | 21:09 - 30/01/2008 | Notizia ID: 34
Guardami Kenia
 
Guardami Kenia.
Guardami, fammi sentire la tua presenza,
il tuo affanno mentre corri,
mentre schivi i proiettili,
quei proiettili che bucano la nostra terra,
la nostra terra dove cade tua madre,
tua madre che ti fa l’ultimo sorriso,
un sorriso rosso che continua fino a giù,
fino a bagnare di rosso la nostra terra.

Guardami Kenia.
Guardami, toccami,
fammi sentire il tremore delle mani,
quelle mani talmente sporche da essere pulite,
troppo pulite
per chi ha le mani talmente pulite da essere sporche,
sporche e rosse,
rosse come la terra dove è caduta tua madre.

Guardami Kenia.
Guardami e sentimi,
senti il mio cuore con le tue mani,
le tue mani che tremano come il mio cuore,
il tuo cuore che trema come le mie mani,
le mie mani così, sul tuo cuore,
le tue mani così, sul mio cuore.

Guardami Kenia.
Non abbassare lo sguardo,
lo sguardo che voglio accarezzare.
Piangi Kenia? Sì Kenia, piangi.
Fai scendere le tue limpide lacrime,
falle scendere fino al cuore,
il cuore che non trema più,
no, ora non trema più.
Limpide e potenti quelle lacrime,
lacrime di un nuovo coraggio.

Guardami Kenia.
Guardami come ti guardava tua madre,
tua madre felice,
felice di vedere i suoi figli camminare,
camminare sicuri verso il futuro,
un futuro pulito,
pulito come le tue mani sporche di terra,
le tue mani che ora no, non tremano più.

Carlo Olivieri
medico umanista
29 gennaio 2008
 
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Sandro Curatolo | 20:32 - 06/02/2008 | Notizia ID: 35
Kenia... facciamo qualcosa!
Azioni concrete che possiamo fare per evitare una catastrofe in Kenia. Con 5 minuti puoi dare un grande contributo!
Per favore, diffondete questo appello in tutti i siti amici!
 
Cari amici, Vogliamo chiedere un'azione forte d'insieme di tutti gli umanisti del mondo per la situazione in Kenia. Sfortunatamente, la situazione va peggiorando e la violenza sta diventando un genocidio etnico. --------------------------------------
Copia la lettera che troverai alla fine del post ed inviala agli indirizzi seguenti: Fai girare questo appello ai tuoi amici.
gabinetto@cert.esteri.it segreteria.danieli@cert.esteri.it segreteria.intini@cert.esteri.it segreteria.crucianelli@cert.esteri.it segreteria.disanto@esteri.it paesi.africa@cert.esteri.it affari.politici@cert.esteri.it affari.economici@cert.esteri.it servizio.stampa@cert.esteri.it
---------------------------------------
TESTO DELLA MAIL DA INVIARE
---------------------------------------
Egregio Signore, Gentile Signora probabilmente Lei è già al corrente del fatto che il Kenia è sull’orlo di una guerra civile e in molti già parlano di genocidio.
Lo scenario assomiglia molto a quello in cui persero la vita quasi un milione di persone in Ruanda nel 1994.
Certamente Lei concorda che la comunità internazionale non deve permettere che la storia si ripeta.
Crediamo che ogni essere umano debba fare ciò che può per impedire che la violenza continui ed assicurarsi che la pace ritorni in subito in quel paese. Chiediamo che Lei faccia tutto ciò che è in Suo potere per salvare le vite dei popoli kenioti. Decine di persone vengono uccise quotidianamente, quindi bisogna agire immediatamente.
La violenza aumenta e sfortunatamente è imminente uno scontro tra migliaia di persone. Per favore, faccia tutto ciò che può per impedire che questo accada.
Restiamo in attesa di un Suo cortese riscontro illustrando le misure da Voi adottate e i prossimi passi pianificati.
Con i migliori saluti,
 
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Angela Pizzi | 14:56 - 20/02/2008 | Notizia ID: 36
14 FEBBRAIO, SPOSATI CON CHI VUOI

Giornata della Libera Celebrazione di Matrimonio "Le vie dell'amore sono infinite" - 14 febbraio, san Valentino, sposati con chi vuoi tu, unioni civili, matrimonio, gay, GLBT, lesbo.
 
Il Partito Umanista ha deciso di organizzare un San Valentino diverso dal solito e particolarmente speciale: ha proclamato la "Giornata della Libera Celebrazione di Matrimonio".
L'appuntamento è a Ponte Milvio dove, dalle 15:00 , coppie di qualsiasi orientamento sessuale, etnia e religione, potranno unirsi in un matrimonio simbolico al motto di "Le vie dell'amore sono infinite. Il 14 febbraio sposati con chi vuoi tu".
L'intenzione è di riportare l'attenzione sul tema della tutela delle coppie di fatto dando inoltre la possibilità a coppie dello stesso sesso di potersi sposare.
L'idea nasce dallo statuto stesso del Partito Umanista che "crede fermamente nella Libertà di scelta e nella tutela dei diritti civili per tutti gli esseri umani a prescindere dal loro orientamento sessuale". Inoltre per "gli Umanisti il matrimonio è sacro sancendo, da secoli e nelle più differenti culture, un vero e proprio passaggio di stato dinnanzi alla società di appartenenza.
Ogni essere umano ha il diritto di poter sperimentare questo passaggio e questo diritto non può essere pregiudicato dall'orientamento sessuale di chi decide di compiere questo passo".

http://it.youtube.com/watch?v=M6bYqUImICw
 
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Isabel Torres Carrilho | 09:55 - 24/02/2008 | Notizia ID: 37
EMERGENZA KENYA
volontari umanisti Sit in davanti all'Ambasciata del Kenia a Roma - via Archimede, 164 (quartiere Parioli) - venerdì 15 febbraio alle 16:30
 
La rete mondiale di associazioni umaniste ha lanciato un appello di mobilitazione per riportare l'Emergenza in Kenya all'attenzione pubblica. Le due fazioni usano disperati prezzolati per assecondare gli interessi economici di pochi portando il paese sull'orlo della catastrofe. Ma la riconciliazione etnica è possibile e praticabile, infatti, a Nairobi, volontari umanisti di etnie diverse, distribuiscono aiuti nei campi profughi

Video:

http://www.youtube.com/watch?v=Gvtsz6YJp44&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=v31eIPR-Vfo&feature=user
http://www.youtube.com/watch?v=i76TqTNf3eg&feature=user
 
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Isabel Torres Carrilho | 17:18 - 21/03/2008 | Notizia ID: 39
DIAMO UN'OPPORTUNITÀ ALLA PACE!
Il 15 marzo in tutto il mondo la gente chiederà: DIAMO UN'OPPORTUNITÀ ALLA PACE!
 
link video: http://it.youtube.com/watch?v=7KdZQAWgj5w

In occasione del quinto anniversario dall'invasione dell'Iraq, in tutto il mondo il Movimento Umanista e tutte le associazioni che aderiscono agli ideali di pace e nonviolenza si danno appuntamento: dalla Spagna, all'Argentina, dalla Guinea all'India, da New York a Praga, da Roma a Istambul per manifestare nella settimana dal 15 al 22 marzo per :


- la restituzione dei territori occupati
- il ritiro delle truppe d'invasione
- lo smantellamento degli arsenali nucleari



Giorgio Schultze, portavoce europeo del Nuovo Umanesimo, spiega così lo spirito della manifestazione: "Il 19 marzo di cinque anni fa, gli Stati Uniti attaccarono l'Iraq portando la morte a circa un milione di persone. Questa guerra preventiva, mai autorizzata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, né dalla comunità internazionale, ha segnato una svolta negativa nella politica internazionale. Oggi si parla apertamente di attacco nucleare preventivo in Iraq. Centinaia di migliaia di dollari dei contribuenti vengono spesi in armamenti quando quelli già esistenti sono in grado di distruggere la terra per ben 25 volte. La gente non vuole questa pazzia. Il 15 marzo, da tutto il pianeta inizierà a sentirsi un clamore che dice: diamo un'opportunità alla pace!"


Non dimentichiamo le ingiustizie a cui il conflitto in Iraq ha dato inizio.
Chiediamo dignità e diritti per tutti.
Chiediamo la fine di ogni forma di violenza!



Appuntamenti in Italia:

Roma: Centro multiculturale "Baobab", via Cupa 5, dalle ore 11.00 

FORUM PER IL DISARMO E LA NONVIOLENZA. Temi del forum:
- L'Italia in guerra, ruolo dell'Italia nella guerra globale al "terrorismo"
- Emergenza Nucleare, uso delle armi nucleari come arme "preventive"
- Binomio Economia-Guerra, cosa nascondono le "missioni di pace"
- La Forza della Nonviolenza, il fallimento di questo sistema violento e la costruzione di una nuova società che metta l'essere umano come valore centrale.
infoline 3355734803

Formia: P.zza Santa Teresa, dalle ore 18.00 NO PEACE... NO PARTY!
Saranno realizzati stand di varie associazioni e saranno presenti i banchetti di raccolta firme per la legge di iniziativa popolare "Trattati Internazionali, Basi e Servitù Militari".
Alle ore 20.00 verrà composto il simbolo della nonviolenza e dalle 21.00 in poi Officina Culturale Kimeira in concerto.

Milano: via Dante ang. Cairoli, dalle ore 15.30 VIENI A COMPORRE LA SCRITTA NO WAR con centinaia di cartoncini bianchi, per dire basta alla violenza e ai conflitti nel mondo. Nel corso del pomeriggio sono previsti interventi di personalità attive nel campo della pace e del disarmo e sarà possibile sottoscrivere la legge di iniziativa popolare "Italia: zona libera da armi nucleari"
Video promozionale al link: http://www.youtube.com/watch?v=uUdUiBk3f3o (www.unfuturosenzatomiche.org).

infoline 3383153632

Torino: 
P.zza Castello dalle ore 15.00 
 PRESIDIO CONTRO LA GUERRA.
 Corso g.cesare/via andreis
manifestazione dei rifugiati di via Bologna. Gli eventi si inseriscono nelle attività della "settimana contro la guerra" che coinvolgeranno la città di Torino fino al 30 marzo.
Infoline 011549005

Firenze: via Romito 10 dalle ore 21.30 Nel contesto della campagna "DISARMIAMOLI TUTTI" al cinema Romito verrà proiettato il film "Le vite degli altri" di Florian Henckel von Donnersmarck.

Per maggiori informazioni, consulta il sito www.mondosenzaguerre.org La manifestazione è sta ta promossa dal Movimento Umanista, aderiscono Europe for Peace, Partito Umanista, Centro delle Culture, Mondo Senza Guerre, La Comunità per lo Sviluppo Umano e numerose altre associazioni pacifiste
 
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Martin Hrusinsky | 17:19 - 21/03/2008 | Notizia ID: 40
Solidarietà con la protesta in Tibet
Dopo le proteste dei monaci e della popolazione birmana represse nel sangue pochi mesi fa, assistiamo di nuovo alla mobilitazione di un popolo, quello tibetano, oppresso da cinquant’anni di vessazioni
 
E purtroppo la risposta è ancora brutale: carri armati per le strade, caccia all’uomo, morti e feriti, oscuramento dell’informazione.

Chiediamo al governo cinese le seguenti misure:
- Fine immediata della repressione delle proteste pacifiche
- Ritiro dell’ultimatum ai manifestanti
- Ripresa immediata dei negoziati con i rappresentanti del Dalai Lama, per arrivare al più presto ad una soluzione accettabile da entrambe le parti.

A livello internazionale chiediamo:
- l’invio di osservatori che documentino, denuncino e fermino le continue violazioni dei diritti umani in atto in Tibet
- la pressione sul governo cinese affinché fermi la repressione e intavoli i negoziati.
- la minaccia di arrivare al boicottaggio delle Olimpiadi, se la Cina non adotterà le misure richieste.

Mondo Senza Guerre
 
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Sandro Curatolo | 16:56 - 29/03/2008 | Notizia ID: 38
PREPARAZIONE AL VOLONTARIATO
Azione sociale e sviluppo personale
 
L'ass. LA SVOLTA UMANISTA organizza due "incontri di preparazione al volontariato", finalizzati a dare una prima formazione a tutte quelle persone che intendono iniziare un percorso di volontariato in Africa, sia viaggiando con i nostri volontari che appoggiando le nostre campagne dall'Italia.

Si svolgeranno nelle giornate di Giovedì 10 e Giovedì 17 Aprile dalle 20,30 alle 22,00 in zona San Lorenzo mentre giovedì 24 è prevista una festa durante la quale si potrà approfondire la reciproca conoscenza e le tematiche del corso.
E’ previsto l’utilizzo di supporti audio-video. Saranno tenuti da diversi responsabili delle campagne di sviluppo umano del MOVIMENTO UMANISTA in GUINEA Conakry e si baseranno sui seguenti punti:

• Situazione attuale
• Esempi di progetti in moto
• Forme di organizzazione
• Sviluppo personale

Al termine degli incontri verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
La partecipazione è GRAUTITA e prevede un piccolo contributo per le dispense che verranno rilasciate di volta in volta.

È obbligatoria la prenotazione.
Per informazioni e prenotazioni:
347.1069640 - 340.0941964
sandro@lasvoltaumanista.com
angela@lasvoltaumanista.com
donatella@lasvoltaumanista.com
 
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Martin Hrusinsky | 23:12 - 28/04/2008 | Notizia ID: 43
No Peace, No Work
 
Per il primo maggio, che non è festa negli Stati Uniti, il sindacato dei lavoratori portuali della costa ovest, l´International Longshore and Warehouse Union, ha indetto uno sciopero per protestare contro le guerre in Iraq e Afghanistan. Delusi con il continuo finanziamento bi-partisan delle guerre, i lavoratori hanno deciso di esercitare il loro potere politico nei porti, dichiarando quella del primo maggio giornata "No Peace, No Work".

La risoluzione, con la quale è stato indetto lo sciopero, è stata approvata a larga maggioranza nell´ultima assemblea del sindacato, che rappresenta 42.000 operatori portuali. Determinanti sono stati gli interventi appassionati da parte dei veterani del Vietnam.

Ci saranno manifestazioni a sostegno nei porti di San Francisco (California) , Seattle e Olympia (Washington) . L´azione dei portuali ha anche l´appoggio di altri sindacati, tra cui la federazione degli insegnanti della California e dei postini di New York, oltre a quello di associazioni del movimento contro la guerra, come CodePink e Answer.

Di seguito la traduzione della risoluzione approvata e gli indirizzi ai quali tutti sono invitati ad inviare messaggi di solidarietà.

È ora di alzare il livello della protesta del mondo sindacale invitando tutti i sindacati e i lavoratori negli Stati Uniti e nel mondo a mobilitarsi per una giornata "No Peace No Work" il 1 maggio 2008 per 24 ore per esigere la fine immediata delle guerre e delle occupazioni dell´Iraq e dell´Afghanistan e il ritiro delle truppe statunitensi dal Medio Oriente;

Sosteniamo i lavoratori impegnati contro la guerra!

U.S. Citizens for Peace & Justice - Rome

http://www.peaceand justice.it
 
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Martin Hrusinsky | 14:52 - 12/05/2008 | Notizia ID: 41
No alle basi militari
PETIZIONE ON LINE CONTRO L’ISTALLAZIONE DELLA BASE RADAR DEGLI STATI UNITI IN REPUBBLICA CECA
 
pagina web per firmare la petizione: www.nonviolence.cz

Caro amico,

in aprile il Parlamento della Repubblica Ceca dovrà esprimersi sulla costruzione di una base militare degli Stati Uniti ed è probabile che voterà a favore della sua installazione, nonostante il 70% della popolazione sia contrario.
Vista l’urgenza della situazione, abbiamo lanciato una petizione on-line per fare pressione sul Parlamento e chiedere che la questione sia risolta con un referendum.

Il progetto degli Stati Uniti NMD – sistema missilistico nazionale, è un progetto molto complesso che prevede la produzione di nuove armi e l’installazione di basi militari americane in diversi punti del pianeta. In particolare in Europa il primo passo è l’installazione di un radar in Repubblica Ceca e di una base con missili intercettori in Polonia.
Questo piano ha diviso l’Europa, che al momento attuale non è in grado di dare una risposta unitaria, coerente e nonviolenta alla politica aggressiva degli Stati Uniti. Le reazioni della Russia e della Cina hanno creato un’atmosfera da “guerra fredda”. Aumentano le tensioni internazionali, è ripresa una folle corsa agli armamenti (convenzionali e nucleari) e soprattutto si pongono le basi per la militarizzazione ed il controllo dello spazio.

La maggioranza dei cechi non vuole basi militari straniere sul proprio territorio. La maggioranza dei cechi vuole decidere su questi problemi tramite un referendum, strumento fondamentale di qualsiasi democrazia.

Ti chiediamo di appoggiare la nostra protesta nonviolenta. Questo piano non riguarda solo noi cechi ma tutta l’Europa e tutto il mondo. Firma la nostra petizione online e diffondila tra i tuoi amici.
Inviaci i tuoi messaggi di sostegno.

Aiutaci a raccogliere un milione di firme!

Jan Tamáš
Movimento nonviolento contro le basi in Repubblica Ceca

Dana feminová
Europa per la pace

www.nonviolence.cz

Il video si può vedere: http://www.nenasili.cz/it/806_lo-scudo-stellare
 
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Martin Hrusinsky | 21:39 - 12/05/2008 | Notizia ID: 42
Solidarietà al Circolo Mario Mieli
Non lasceremo passare un minuto senza chiederci "sta succedendo di nuovo?"
 
MondoSenzaGuerre ed il Partito Umanista esprimono piena solidarietà al Circolo Mario Mieli, la cui sede, nella capitale del nostro Paese dal rinnovato spirito "democratico" , è stata oggetto di una grave aggressione da parte di un gruppo di giovani neonazisti.

Il gruppo ha fatto irruzione nei locali del Circolo il 17 aprile 2008, rovesciando scrivanie e divani, buttando giù estintori, quadri e materiale informativo del circolo.

Fortunatamente, all'interno del Circolo erano presenti alcuni soci, che sono intervenuti facendo allontanare i vandali, che sono fuggiti lanciando insulti razzisti, inneggiando al Duce e invocando i campi di sterminio.

Tutto questo all'indomani delle elezioni, non è il segnale che la democrazia e la libertà hanno vinto. Sembra piuttosto un brutto sogno che si sta trasformando in un incubo. Speriamo si tratti di un'infelice coincidenza.

Speriamo.

Nel frattempo, però, continuiamo nella nostra quotidiana lotta alla violenza, perché la libertà è un'altra cosa rispetto a quello che ci stanno facendo credere.
 
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Martin Hrusinsky | 21:53 - 12/05/2008 | Notizia ID: 44
No alle basi! lo sciopero della fame.
La protesta contro lo scudo stellare americano si estende a tutta l'Europa
 
Martedì 13 maggio Jan Tamas, leader del movimento ceco contro la base radar USA, comincerà uno sciopero della fame insieme all'attivista Jan Bednar 20 città europee - Parigi, Madrid, Roma, Atene, Berlino, Bruxelles, Amsterdam, Copenhagen, Budapest, Zurigo, Tolosa, Malaga, Porto, Colonia, Milano, Trieste e Torino - si uniranno alla protesta portata avanti a Praga da.

"Le abbiamo provate tutte, ma il nostro governo non ci ascolta e continua a ignorare il fatto che il 70% dei Cechi è contrario all'installazione della base radar USA, come parte del progetto di difesa missilistica" sostiene Tamas. "Non vogliamo una silenziosa occupazione militare del nostro paese, che comprometta il futuro del nostro continente. Chiediamo agli amici di altri paesi di sostenere la nostra lotta, visto che si tratta di una questione europea e non solo locale."

Jan e Jan Bednar porteranno avanti la loro protesta in un locale nel centro di Praga e terranno una conferenza stampa in inglese a mezzogiorno del 13 maggio a Bělehradská 12/98 v Praze.

A Roma si inizierà Venerdì 16 Il posto scelto è piazzale Flaminio, in cui si piazzerà un gazebo fisso (fino al 31 maggio) in cui ci saranno i volontari che si offriranno di accompagnare i nostri amici cechi nel digiuno.

Informazioni e aggiornamenti sulla protesta verranno pubblicate nel sito www.nonviolence.cz

Link video: http://www.nenasili.cz/it/806_lo-scudo-stellare

Le ultime interviste di Jan Tamas: http://www.democracynow.org/2008/4/18/no_bases_for_empire_international_activists http://www.russiatoday.ru/guests/video/1170

Per Info:
Isabel Torres Carrilho 338 24 89 746 torres@pressenza.org
 
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Martin Hrusinsky | 18:57 - 15/05/2008 | Notizia ID: 45
L’Europa dice NO alla “Guerra stellare”
Presentato come un sistema di difesa contro i possibili attacchi dei missili iraniani, il progetto degli Stati Uniti NMD – sistema missilistico nazionale, conosciuto come “Scudo spaziale”
 
è in realtà un’arma di offesa e mira alla militarizzazione ed al controllo dello spazio. Come sostiene Noam Chomsky, “l’installazione da parte degli Stati Uniti di un sistema di difesa missilistica in Europa orientale è praticamente una dichiarazione di guerra, uno strumento per il dominio globale”.

Il progetto è avvolto in un alone di mistero, con accordi segreti tra gli Stati Uniti e vari paesi europei, tagliando fuori l’opinione pubblica e gli stessi Parlamenti. L’Europa non è riuscita a dare una risposta unitaria, coerente e nonviolenta alla politica aggressiva degli Stati Uniti e questa sua inerzia ha contribuito a spingere la Russia, che si sente direttamente minacciata dal progetto americano, sulla strada del riarmo, ricreando un’atmosfera da “guerra fredda”.

In un momento di crisi economica mondiale, dove persino il costo degli alimenti cresce a dismisura e si privatizzano sia l’istruzione che la sanità, è una follia spendere miliardi per la guerra e la produzione di nuove armi! L’Europa non deve appoggiare alcuna politica che trascini il pianeta verso la catastrofe: qui è in gioco la vita di milioni di persone, è in gioco il futuro stesso dell’umanità. Non possiamo permettere ai nostri politici di assecondare la folle intenzione degli Stati Uniti di trasformare l’Europa nel teatro di una possibile guerra nucleare.

Proprio in questi giorni l’Europa sta assistendo senza reagire all’occupazione militare che gli Stati Uniti stanno attuando in Repubblica ceca. Esprimiamo solidarietà all’umanista Jan Tamas, portavoce del movimento contro le basi in Repubblica Ceca, che a Praga ha cominciato uno sciopero della fame per chiedere che venga rispettata la volontà del 70% della popolazione e che sul tema dell’installazione di una base militare degli Stati Uniti nel suo paese si decida democraticamente tramite un referendum.

Chiediamo pertanto ai singoli governi e al Parlamento Europeo di prendere una posizione chiara e decisa, rifiutando di appoggiare il progetto dello “scudo spaziale” in quanto mette in pericolo la pace e la coesistenza dei nostri popoli.

Non vogliamo nuove basi militari di potenze straniere sul territorio europeo, né l’allargamento di quelle già esistenti. Vogliamo lo smantellamento di tutti gli arsenali nucleari.

Giorgio Schultze
Europe for peace
 
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Alessandra Fratoni | 21:40 - 06/06/2008 | Notizia ID: 49
Sciopero della fame
Giorgio Schultze DOPO 36 ORE DI SCIOPERO DELLA FAME, GIORGIO SCHULTZE, PORTAVOCE EUROPEO DEL NUOVO UMANESIMO. DICHIARA:
 
«Continuerò questa protesta nonviolenta per denunciare la silenziosa minaccia di questa nuova guerra fredda, questa folle corsa al riarmo scatenata dal piano degli Stati Uniti di installare nel cuore dell'Europa, in Repubblica Ceca e in Polonia, delle basi militari di difesa anti-missilistica, che in realtà costituiscono un'arma di attacco e il primo passo per il controllo e la militarizzazione dello spazio. Tutto questo nel silenzio complice dei governi, che stipulano accordi segreti e proseguono le trattative con gli Stati Uniti nonostante l'opposizione della stragrande maggioranza della popolazione.»

Giorgio Schultze si da il cambio con Jan Tamas e Jan Bednar di Praga che hanno interrotto lo sciopero della fame dopo 21 giorni, contemporaneamente la protesta si allarga a decine di attivisti che si aggiungono al digiuno in circa trenta città nel resto d'Europa, negli Stati Uniti e in Australia.

Calendario di Giorgio Schultze questa settimana:
• tutti i giorni in via Mazzali 5 nella sede dell'associazione Mondo senza Guerra
• partecipa al presidio permanente in Piazza San Babila dalle 17.00 alle 20.00 dove si raccolgono le firme per la petizione per chiedere che l'installazione della base radar in Repubblica Ceca venga sottoposta a referendum.
• interverrà nel corso della Manifestazione nazionale per il clima il 7 giugno a Milano organizzata da Legambiente

VI INVITIAMO A SOSTENERE ED ALLARGARE QUESTA PROTESTA NONVIOLENTA, PER FORMARE UNA RETE AMPIA E FAR PRESSIONE SUL NOSTRO GOVERNO E SUL PARLAMENTO EUROPEO PERCHÉ PRENDANO UNA POSIZIONE CHIARA CONTRO LO SCUDO SPAZIALE E A FAVORE DI UN'EUROPA SENZA BASI MILITARI E ARMI NUCLEARI.

Per adesioni: adesioninoscudo@gmail.com

Sul sito: www.nonviolenza.net
Si può trovare l'aggiornamento delle attività che si stanno svolgendo in varie città del mondo:
Torino, Milano, Bergamo, Trieste, Firenze, Roma, Bologna, Scauri, Berlino, Malaga, Copenhagen, Parigi, Amsterdam, Londra, Budapest, Tolosa, České Budějovice, New York, Madrid, Byron Bay, Český Krumlov, Zurigo, Bruxelles, Ferrol, Dusseldorf | Barcellona, Buenos Aires, La Coruna, Guadalajara, Brunswick, Oporto, Santiago, Atene.

E i video messaggi di adesione del Premio Nobel Dario Fo e del cantante de Le Vibrazioni Francesco Sarcina

Al digiuno di Giorgio Schultze si unisce Giovanni Pavanello dell'Associazione Progetto Meninos do Porto ONLUS che si occupa di disagio sociale di minori in Brasile.

Sono assisti dal dottor Max Lopresti (cell. 339.35.63.453)

Per contatti:
Barbara De Luca tel 349 6451211
 
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Alessandra Fratoni | 19:15 - 08/06/2008 | Notizia ID: 50
Targa per l'impegno sociale in l'Africa
Targa per l´impegno sociale in l´Africa dal Comune di Montesilvano La Svolta Umanista partecipa all'evento culturale "Salsa Jazz Dance sans Frontieres" a Montesilvano
 
Tre giorni di lezioni e stages di danza latino-americana e tango, con insegnanti di fama nazionale ed internazionale, hanno dato l'opportunità a circa 600 partecipanti di conoscere o approfondire la cultura dell'america latina attraverso il linguaggio universale della danza.
L'evento si è svolto a Montesilvano (Pescara) tra il 31 maggio ed il 2 giugno 2008.
In questa occasione, grazie alla collaborazione già impostata per il progetto "una scuola adotta una scuola", l'associazione La Svolta Umanista è stata invitata a partecipare ed ha ricevuto dal Comune di Montesilvano una targa per l'impegno sociale in l'Africa.
 
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Alessandra Fratoni | 13:40 - 14/06/2008 | Notizia ID: 48
Adesione di Luisa Morgantini
Luisa Morgantini Luisa Morgantini - Vice Presidente del Parlamento Europeo
 
Bruxelles, 27.5.2008

Care tutte e tutti,
esprimo tutta la mia solidarietà e il mio sostegno per la lotta non-violenta contro lo scudo spaziale USA, portata avanti da molti attivisti in questi giorni in tutto il mondo: molti scioperanti della fame stanno mostrando a tutti e a tutte l'urgenza di arrestare questa escalation di violenza.
Anche se spero che gli scioperi della fame siano presto e con successo terminati, per evitare terribili conseguenze per la salute degli attivisti e per ribadire che "noi scegliamo di vivere e non di morire", come ho scritto in una lettera indirizzata ai due umanisti Jan Tamas and Jan Bednar – che dal 13 maggio hanno iniziato lo sciopero della fame a Praga contro l'istallazione dello scudo spaziale sul territorio della Repubblica Ceca- considero comunque ogni sforzo e mobilitazione della società civile come i primi e necessari passi da compiere per iniziare, a cominciare da noi stessi, a prenderci cura del nostro mondo, e in particolare ora contro una delle più preoccupanti e unilaterali iniziative politico-militari, quale lo scudo spaziale degli USA.

Certamente continuerò a portare la vostra voce, che è anche la mia voce e quella di tutti e tutte coloro che reclamano pace e disarmo, anche nel Parlamento Europeo, ribadendo l'evidenza che il "sistema di difesa missilistico statunitense" rappresenta una scelta precisa di una politca aggressiva e illegale che non possiamo assolutamente condividere, poiché renderà l'Europa e il mondo intero un luogo militarizzato progressivamente instabile e sempre più insicuro, mettendo a rischio pace, giustizia, diritti umani e sovranità.

Mi unisco a voi in queste proteste globali contro un mondo militarizzato e contro la consistente e crescente minaccia di una fatale guerra nucleare: spero che la Comunità Internazionale ascolterà la propria popolazione civile che chiede pace e non armi, giustizia e non guerra, pane e non missili.

Cordiali saluti,
Luisa Morgantini
Vice President of the European Parliament
 
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Martin Hrusinsky | 13:42 - 14/06/2008 | Notizia ID: 46
Messaggo di sostegno da Noam Chomsky
Noam Chomsky appoggia lo sciopero della fame contro lo scudo spaziale
 
Voglio esprimere il mio forte appoggio e la mia grande ammirazione per i due coraggiosi umanisti cechi Jan Tamas e Jan Bednar, che hanno cominciato uno sciopero della fame di protesta contro i piani di estendere il sistema di "difesa missilistica" USA alla Repubblica Ceca, nonostante l'opposizione della maggioranza della popolazione. Metto tra virgolette le parole "difesa missilistica" perché secondo vari analisti militari tale difesa, ammesso che sia fattibile, è in realtà un'arma di attacco. Secondo le parole della maggiore agenzia di ricerca legata al Pentagono, la Rand Corporation, "non si tratta solo uno scudo, ma di un'abilitazione all'azione." L'autorevole analista Lawrence Kaplan scrive che "la difesa missilistica serve a conservare la capacità americana di esercitare il potere all'estero. Non riguarda la difesa; è un'arma di offesa ed è per questo che ne abbiamo bisogno."
Gli analisti statunitensi comprendono anche che se il sistema viene collocato nell'Europa dell'est, costituisce una minaccia potenzialmente grave alla deterrenza russa. Così la Russia reagirà, come ha già cominciato a fare, aumentando la sua capacità offensiva militare. Questi prevedibili sviluppi aumentano la minaccia di una guerra nucleare terminale. Per queste ragioni, spero che le azioni onorevoli e coraggiose di Jan Tamas e Jan Bednar incoraggino altri a fare in modo che si tenga un referendum e si ponga fine a questi pericolosi sviluppi.

Noam Chomsky
 
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Alessandra Fratoni | 13:43 - 14/06/2008 | Notizia ID: 47
Sostegno di Dennis J. Kucinich
Dennis J. Kucinich Lettera aperta di Dennis J. Kucinich, membro del Congresso degli Stati Uniti, a Jan Tamas e Jan Bednar
 
Il mondo guarda la vostra possente dimostrazione di coraggio fisico e morale, simbolo di una nuova struttura di pace che sfida il pensiero di chi in nome della pace vuole installare in Europa nuove strutture di aggressione.

Come membro del Congresso degli Stati Uniti ho sollevato ripetute obiezioni alla tecnologia stile "Star Wars" nel mio stesso paese. Le testimonianze portate al Congresso hanno dimostrato che questo programma è una frode: dal punto di vista tecnico non è in grado nel prossimo futuro di funzionare come meccanismo difensivo ed inoltre molti in Europa lo considerano un'arma offensiva, visto che i missili e la base radar possono consentire l'esecuzione di un attacco.

Questo naturalmente mette a rischio le zone dove verrebbero installati i missili e il radar e ha spinto la gente di tutta l'Europa ad opporsi a una politica destinata a creare nuove piattaforme offensive all'interno della comunità europea. Capisco benissimo i sentimenti che motivano la vostra azione e quella dei vostri concittadini.

Sto discutendo con i membri del Congresso gli eventi in Repubblica Ceca riguardo all'installazione dei missili e della base radar e vi terrò informati sugli sviluppi.

Nel frattempo faccio voti perché restiate in buona salute. Il vostro sciopero della fame ha già creato un grande impatto e accresciuto la consapevolezza dell'opinione pubblica. Simili decisioni hanno un sapore di alto impegno morale e la vostra azione suscita il mio più profondo rispetto. Vi sollecito tuttavia a sospendere lo sciopero della fame, in modo da poter affrontare nel pieno delle vostre forze le sfide che voi e i vostri concittadini avete di fronte. Sebbene morire per una causa sia onorevole, abbiamo bisogno che restiate vivi per portare avanti questa. Vi siete già conquistati un grande rispetto per le vostre azioni, vi siete conquistati il diritto di mostrare la strada. Vi prego, continuate a farlo nel pieno delle vostre forze per sostenere l'azione in corso.

Con grande affetto

Dennis J. Kucinich, membro del Congresso degli Stati Uniti 26 maggio 2008
 
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Alessandra Fratoni | 13:35 - 21/06/2008 | Notizia ID: 51
SI MOLTIPLICANO LE ADESIONI
Rosario Fiorello SI MOLTIPLICANO LE ADESIONI DI PERSONAGGI DEL MONDO DELLA CULTURA E DELLO SPETTACOLO ALLA CAMPAGNA EUROPEA CONTRO LO SCUDO SPAZIALE
 
DIAMO UNA POSSIBILITÀ ALLA PACE È QUELLO CHE DICHIARANO:

Dario Fo - Premio Nobel per la Letteratura youtube

Rosario Fiorello: Showman, conduttore e cantante youtube

Frankie Hi Energy: Cantante youtube

Francesco Sarcina: cantante del gruppo Vibrazioni youtube

PER SCARICARE LE VIDEO-DICHIARAZIONI IN ALTA DEFINIZIONE

noscudo

...e molti altri ancora:

Eugenio Finardi: cantautore, Piero Pelù: cantautore, Rezophonic: collettivo musicisti, Ringo: DJ, Angelo Baracca: Fisico Nucleare, Carlo Andreotti - caporedattore del settimanale "Io Donna", Noam Chomsky - scienziato, filosofo e teorico della comunicazione statunitense

11/12 giugno: Bruxelles, una delegazione europea del coordinamento della campagna "NO ALLO SCUDO SPAZIALE" promossa da Europe fo peace, si incontra con alcuni gruppi parlamentari e e da Luisa Morgantini, Vice Presidente del Parlamento Europeo, per chiedere una moratoria di un anno su tutto quello che riguarda insediamenti di natura bellica sul territorio europeo, in particolare riguardo al riarmo nucleare. Giorgio Schultze terminerà lo sciopero della fame iniziato il primo di giugno scorso sulla base delle risposte che si otterranno in tale incontro.

Lunedì 16 giugno: alle ore 12.00 a Milano in via mazzali 5 (MM UDINE) conferenza stampa: Giorgio Schultze resoconto sui risultati dell'incontro a Bruxelles al Parlamento Europeo

Domenica 22 giugno: giornata mondiale di sciopero della fame contro lo scudo spaziale "Non mangiare oggi per non mangiarsi le mani domani" Iniziative in varie città d'Italia e del mondo

Materiali e informazioni sulla campagna sul sito: www.nonviolenza.net
 
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Alessandra Fratoni | 13:35 - 21/06/2008 | Notizia ID: 53
SILVIO BLOCCA LA GIUSTIZIA

SILVIO BLOCCA LA GIUSTIZIA, IMBAVAGLIA LA STAMPA E SCHIERA L'ESERCITO... TUTTO CIO' MI RICORDA QUALCOSA... MA CHE COSA?
l'Unità, 15 giugno 2008
di Marco Travaglio
 
L'altro giorno, fingendo di avanzare un'"ipotesi di dottrina", Giovanni Sartori ha messo in guardia sulla Stampa dai "dittatori democratici" e ha spiegato: "Con Berlusconi il nostro resta un assetto costituzionale in ordine, la Carta della Prima Repubblica non è stata abolita. Perché non c'è più bisogno di rifarla: la si può svuotare dall'interno. Si impacchetta la Corte costituzionale, si paralizza la magistratura… si può lasciare tutto intatto, tutto il meccanismo di pesi e contrappesi. E di fatto impossessarsene, occuparne ogni spazio. Alla fine rimane un potere 'transitivo' che traversa tutto il sistema politico e comanda da solo". Non poteva ancora sapere quel che sarebbe accaduto l'indomani: il governo non solo paralizza la magistratura, ma imbavaglia anche l'informazione abolendo quella giudiziaria. E, per chi non avesse ancora capito che si sta instaurando un regime, sguinzaglia pure l'esercito per le strade.

Nei giorni scorsi abbiamo illustrato i danni che il ddl Berlusconi-Ghedini-Alfano sulle intercettazioni provocherà sulle indagini e i processi. Ora è il caso di occuparci di noi giornalisti e di voi cittadini, cioè dell'informazione. Che ne esce a pezzi, fino a scomparire, per quanto riguarda le inchieste della magistratura. Il tutto nel silenzio spensierato e irresponsabile delle vestali del liberalismo e del garantismo un tanto al chilo. Che, anzi, non di rado plaudono alle nuove norme liberticide. Non si potrà più raccontare nulla, ma proprio nulla, fino all'inizio dei processi. Cioè per anni e anni. Nemmeno le notizie "non più coperte da segreto", perché anche su quelle cala un tombale "divieto di pubblicazione" che riguarda non soltanto gli atti e le intercettazioni, ma anche il loro "contenuto". Non si potrà più riportarli né testualmente né "per riassunto". Nemmeno se non sono più segreti perché notificati agli indagati e ai loro avvocati. Niente di niente.

L'inchiesta sulla premiata macelleria Santa Rita, con la nuova legge, non si sarebbe mai potuta fare. Ma, anche se per assurdo si fosse fatta lo stesso, i giornali avrebbero dovuto limitarsi a comunicare che erano stati arrestati dei manager e dei medici: senza poter spiegare il perché, con quali accuse, con quali prove. Anche l'Italia, come i regimi totalitari sudamericani, conoscerà il fenomeno dei desaparecidos: la gente finirà in galera, ma non si saprà il perché. Così, se le accuse sono vere, le vittime non ne sapranno nulla (i famigliari dei pazienti uccisi nella clinica milanese, che stanno preparando una class action contro i medici assassini, sarebbero ignari di tutto e lo resterebbero fino all'apertura del processo, campa cavallo). Se le accuse invece sono false (come nel caso di Rignano Flaminio, smontato dalla libera stampa), l'opinione pubblica non potrà più sapere che qualcuno è stato ingiustamente arrestato, né come si difende: insomma verrà meno il controllo democratico dei cittadini sulla Giustizia amministrata in nome del popolo italiano.

Chi scrive qualcosa è punito con l'arresto da 1 a 3 anni e con l'ammenda fino a 1.032 euro per ogni articolo pubblicato. Le due pene - detentiva e pecuniaria - non sono alternative, ma congiunte. Il che significa che il carcere è sempre previsto e, anche in un paese dov'è difficilissimo finire dentro (condizionale fino a 2 anni, pene alternative fino a 3), il giornalista ha ottime probabilità di finirci: alla seconda o alla terza condanna per violazione del divieto di pubblicazione (non meno di 9 mesi per volta), si superano i 2 anni e si perde la condizionale; alla quarta o alla quinta si perde anche l'accesso ai servizi sociali e non resta che la cella. Checchè ne dica l'ignorantissimo ministro ad personam Angelino Alfano.

E non basta, perché i giornalisti rischiano grosso anche sul fronte disciplinare: appena uno viene indagato per aver informato troppo i suoi lettori, la Procura deve avvertire l'Ordine dei giornalisti affinchè lo sospenda per 3 mesi dalla professione. Su due piedi, durante l'indagine, prim'ancora che venga eventualmente condannato. A ogni articolo che scrivi, smetti di lavorare per tre mesi. Se scrivi quattro articoli, non lavori per un anno, e così via. Così ti passa la voglia d'informare. Anche perché, oltre a pagare la multa, finire dentro e smettere di lavorare, rischi pure di essere licenziato.

D'ora in poi le aziende editoriali dovranno premunirsi contro eventuali pubblicazioni di materiale vietato, con appositi modelli organizzativi, perché il "nuovo" reato vien fatto rientrare nella legge 231 sulla responsabilità giuridica delle società. Significa che l'editore, per non vedere condannata anche la sua impresa, deve dimostrare di aver adottato tutte le precauzioni contro le violazioni della nuova legge. Come? Licenziando i cronisti che pubblicano troppo e i direttori che glielo consentono. Così usciranno solo le notizie che interessano agli editori: quelle che danneggiano i loro concorrenti o i loro nemici (nel qual caso l'editore si sobbarca volentieri la multa salatissima prevista dalla nuova legge, da 50 mila a 400 mila euro per ogni articolo, e accetta di buon grado il rischio di veder finire in tribunale la sua società). La libertà d'informazione dipenderà dalle guerre per bande politico-affaristiche tra grandi gruppi. E tutte le notizie non segrete non pubblicate? Andranno ad alimentare un sottobosco di ricatti incrociati e di estorsioni legalizzate: o paghi bene, o ti sputtano.

Ultima chicca: il sacrosanto diritto alla rettifica di chi si sente danneggiato o diffamato, già previsto dalla legge attuale, viene modificato nel senso che la rettifica dovrà uscire senza la replica del giornalista. Se Tizio, dalla cella di San Vittore, scrive al giornale che non è vero che è stato arrestato, il giornalista non può nemmeno rispondere che invece è vero, infatti scrive da San Vittore. A notizia vera si potrà opporre notizia falsa, senza che il lettore possa più distinguere l'una dall'altra. Tutto ciò, s'intende, se i giornalisti si lasceranno imbavagliare senza batter ciglio.

Personalmente, annuncio fin d'ora che continuerò a informare i lettori senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti d'indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera, di pagare multe, di essere licenziato. Al primo processo che subirò, chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte europea la illegittimità della nuova legge rispetto all'articolo 21 della Costituzione e all'articolo 10 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo e le libertà fondamentali ("Ogni persona ha diritto alla libertà d'espressione. Tale diritto include la libertà d'opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche…", con possibili restrizioni solo in caso di notizie "riservate" o dannose per la sicurezza e la reputazione). Mi auguro che altri colleghi si autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della Stampa, l'Unione Cronisti, l'associazione Articolo21, oltre ai lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti per informare. Arrestateci tutti.

Lettera a Vittorio Feltri, direttore di Libero, sulla vicenda Gabriele Mastellarini
di Marco Travaglio
 
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Alessandra Fratoni | 13:38 - 21/06/2008 | Notizia ID: 54
DOMENICA 22 GIUGNO 2008
DOMENICA 22 GIUGNO 2008 SCIOPERO DELLA FAME GIORNATA MONDIALE DI SCIOPERO DELLA FAME CONTRO LO SCUDO SPAZIALE E CONTRO L'INSTALLAZIONE DI UNA BASE MILITARE AMERICANA IN REPUBBLICA CECA.
 
ANCHE FIORELLO FA LO SCIOPERO DELLA FAME DOMENICA 22 INSIEME A MIGLIAIA DI PERSONE IN TUTTO IL MONDO

Per dare ancora più forza alla protesta nonviolenta contro il progetto statunitense dello "Scudo spaziale". Domenica 22 giugno è stata promossa una giornata mondiale di sciopero della fame contro lo scudo spaziale, proponendo a tutti un gesto semplice ma significativo: non mangiare per un giorno per opporsi alle guerre stellari e dire ai potenti del mondo: "Smettetela di alimentare la macchina della guerra e cominciate a nutrire la gente!"
E' scandaloso che miliardi di dollari vengano destinati alle spese militari, quando con scelte diverse si potrebbero risolvere i problemi della fame, della mancanza d'istruzione e dell'ambiente.

NON MANGIARE PER UN GIORNO OGGI PER NON MANGIARSI LE MANI DOMANI

Per partecipare:
• Mettere una foto con un breve messaggio sul sito: www.nonviolenza.net
• il 22 Giugno digiunare a casa propria
• Partecipare agli incontri che avverranno nelle piazze o nei parchi di molte città nel mondo

Per organizzare un'attività nella propria città, inviare una mail a: italy@europeforpeace.eu
per firmare la petizione contro l'installazione del radar in Repubblica Ceca: www.nonviolenza.net

Alcune iniziative in Italia:

Milano, Piazza Cordusio dalle 16.00 alle 18 Performance, musica, jedi, "passeggiate", discorsi pubblici, video e gazebo.

Torino, Piazza Castello dalle 16.00 Gazebo, performance, musica, uomini sandwich, che compongono la scritta "no alla guerra atomica"

Trieste, alla fontana di Barcola dalle 11 del mattino Catena umana per la pace e gazebo

Roma, Piazza Navona dalle 10 alle 22 Gazebo, performance teatrali, musica, palloncini colorati e volantini.

Firenze, Piazza della Repubblica dalle 12.00 alle 20.00 Tutti i passanti potranno registrare il proprio spot di denuncia e partecipare alla foto-petizione, ci saranno inoltre giocolieri, musicanti, e blitz scenografici di denuncia

Nel corso di tutte le manifestazioni si potrà firmare la petizione online contro l'installazione di una base militare americana in Repubblica Ceca su www.nonviolenza.net

Analoghe iniziative di denuncia e protesta sono in corso ad Amsterdam, Barcellona, Berlino, Bologna, Budapest, České Budějovice, Copenhagen, Colonia, Dusseldorf, Firenze, Londra, Malaga, Madrid, Milano, Parigi, Tolosa, Trieste e Torino, negli Stati Uniti, in Australia, in Cile e in Argentina.

Dichiara Giorgio Schultze, portavoce del Nuovo Umanesimo. «Presentato come un sistema di difesa contro i possibili attacchi dei missili iraniani, il progetto statunitense dello "Scudo spaziale" è in realtà un'arma di offesa che mira al controllo globale, alla militarizzazione ed al controllo dello spazio. Il progetto è avvolto in un alone di mistero, con accordi segreti tra gli Stati Uniti e vari paesi europei, tagliando fuori l'opinione pubblica e gli stessi Parlamenti. L'Europa non è riuscita a dare una risposta unitaria, coerente e nonviolenta alla politica aggressiva degli Stati Uniti e questa sua inerzia ha contribuito a spingere la Russia e la Cina, che si sentono direttamente minacciate dal progetto americano, sulla strada del riarmo, ricreando un'atmosfera da "guerra fredda" e aumentando le tensioni internazionali.»

La campagna promossa da Europe for Peace "L'Europa dice no allo Scudo Spaziale" è iniziata nell'aprile 2008 proprio per opporsi a questo pericolosissimo piano, con una petizione on line per chiedere che l'installazione della base radar in Repubblica Ceca (parte del progetto USA ), avversata dal 70% della popolazione, venisse decisa tramite un referendum. La petizione internazionale su www.nonviolenza.net ha già superato le 125.000 firme.

La campagna si è rapidamente allargata da Praga a tutta l'Europa, agli Stati Uniti, all'Australia e al Sudamerica, coinvolgendo associazioni e personalità in iniziative di denuncia e protesta e in scioperi della fame ad oltranza e a catena tuttora in corso. L'11-12 giugno, in occasione dell'Agorà sul clima a Bruxelles, ci sono stati diversi incontri tra rappresentanti europei della campagna e vari europarlamentari, i quali olte a dare la loro adesione alla campagna hanno fatto un calendario di iniziative che culminerà in una conferenza internazionale il 17 luglio a Praga per chiedere al Parlamento della Repubblica Ceca di discutere la decisione dell'installazione del radar di intercettazione missilistica, per la quale non è stato consultato il Parlamento Europeo, e di non votare l'accordo con gli Stati Uniti.
 
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Alessandra Fratoni | 17:36 - 01/10/2008 | Notizia ID: 55
2 OTTOBRE GIORNATA DELLA NON VIOLENZA
2 ottobre: giornata internazionale della non violenza
A distanza di ben 139 anni da quel 2 ottobre del 1869, l'anniversario della nascita di Gandhi sarà ricordato in tutto il mondo.
 
La decisione di far diventare questa data giornata internazionale della non violenza, è stata presa dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, a larga maggioranza con l'obiettivo di ricordare e diffondere il messaggio di pace del padre della Patria indiano, nel centenario del "satyagraha", il movimento per la disobbedienza civile fondato durante il suo soggiorno in Sudafrica.

La nonviolenza richiede un forte cambiamento personale e soprattutto la riconciliazione con se stessi e con gli altri. Gandhi rifiutava la violenza in quanto fonte di altra violenza, predicando che si deve imparare a trattare gli altri come si vorrebbe essere trattati. In questi anni, non meno di allora, la violenza è praticata in ogni sua forma e a tutte le latitudini: fame, povertà, diritti negati, guerre, isolamento e discriminazione. Per questo le l'associazioni umaniste in Italia e in tutto il mondo organizzeranno vari eventi per sensibilizzare la popolazione su questo tema.

Il 17/18/19 ottobre tutte queste esperienze si riuniranno a Milano in un Forum Umanista Europeo dal titolo: La forza della non violenza.
www.humanistforum.eu

al link: it.youtube.com/EuropeForPeace
si possono vedere le dichiarazioni per la nonviolenza di personaggi della politica, della cultura e dello spettacolo: Giorgio Schultze Portavoce del Nuovo Umanesimo, Anna Falchi, Dario Fo, Francesco Sarcina delle Vibrazioni, Ascanio Celestini, Luisa Morgantini (vicepresidente del Parlamento Europeo), Dario Vergassola, Vladimir Luxuria, Moni Ovadia e altri ancora...

Di seguito alcune delle iniziative previste per il 2 ottobre:


Roma:
Festival di "Libera espressione artistica per la Pace e la Nonviolenza"
dalle 16 alle 20 negli spazi della Città dell'Altra Economia._Organizzato dall'equipe promotrice della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza e Mondo Senza Guerre.
Musica (acustica), corti, video, poesie, letture, pittura, danza, sketch teatrali, marionette.__ La festa continuerà nel III Municipio in Piazza dell'Immacolata dalle 19:00 alle 23:00 con proiezione documentari e video di testimonial sulla nonviolenza, tavola rotonda con la partecipazione del pubblico sulle richieste di non-violenza e sulle possibilità di esprimerla oggi nel mondo.

Promuovono ed aderiscono all'iniziativa Mondo Senza Guerre , Movimento Studentesco Umanista "I Corvi", Cento delle Culture, Reciprocità, Energia Per i Diritti Umani, La Comunità per lo Sviluppo Umano, Semprecontrolaguerra, La Svolta Umanista.
Per maggiori informazioni e per conoscere il programma completo della serata:
www.mondosenzaguerre.org
www.marchamundial.org
www.marciamondiale.it

Attigliano (provincia di Terni):
Giornata Mondiale della nonviolenza al Parco di Attigliano
Dal 2 al 5 ottobre, varie iniziative, interventi, ristorazione, video, spettacoli e gospels in omaggio a Martin Luther King" esecuzione della Schola Cantorum di Attigliano. Interverranno: rappresentanti del comune di Attigliano, Mondo Senza Guerre, Fondazione Pangea.
www.parcoattigliano.eu

Torino:
Mostra sulla nonviolenza
Dalle 15.00 in via Garibaldi (angolo p.zza Castello) sarà allestita una mostra sui personaggi storici e attuali della nonviolenza con riferimento in particolare a Gandhi, Martin Luther King e Silo. Alle 17,00 presidio in commemorazione della nascita di Gandhi, alle 18.00 si terrà una meditazione per la pace.

Genova:
l'Isola della Nonviolenza (seconda edizione) dalle 15.00 alle 20.00 circa, presso il Porto Antico P.le Mandraccio sotto la statua di Gandhi.
Organizzata dal Centro delle Culture
Letture sulle diverse culture in particolare quella Rom. Percorso di racconti e fiabe per i più piccoli, formazione del simbolo della pace umano, stand di associazioni e comunità straniere.
Per maggiori informazioni e per conoscere il programma completo della serata: Patrizia Sassanelli Cell. 347.2997367 -

Milano:
No peace no party _- La nonviolenza va in scena! Al Barrio's, Via Barona angolo via boffalora (mm Famagosta).
Dalle 19.00 aperitivo e a seguire spettacoli teatrali gratuiti. L'evento è organizzato dalle associazioni umaniste Un Altro Mondo Onlus e Mondo Senza Guerre. Per maggiori informazioni e per conoscere il programma completo della serata:
mondosenzaguerre.org

Trieste:
L'isola della non violenza
Dalle 17.00 in Via delle Torri - Via San Lazzaro Diffusione di materiali, video, giocolieri, musicisti di strada, allestimenti colorati.
Organizzata dal Centro delle Culture Futura, Movimento Umanista, Onlus I Cammini Aperti - Trieste
www.cultures.it

Firenze:
Il Prossimo Sono Io
Dalle 16.00 alle 20,00 in Piazza Signoria Centinaia di persone si incontreranno sostenendo fisicamente il tappeto delle oltre 600 foto realizzate fino ad ora durante la campagna, avviata per contrastare quelle politiche "per la sicurezza" che stanno in realtà negando l'universalità dei diritti umani, individuando nei più deboli il "nemico di turno".
l'evento sarà accompagnato da musica, giocoleria, clown, stand di associazioni.
La campagna "Il prossimo sono io" è stata lanciata dal Centro delle culture (Movimento Umanista) Documenti e immagini della campagna sono disponibili sul sito:
ilprossimosonoio.blogspot.com.
Piazza della Signoria confluirà la biciclettata per la nonviolenza, organizzata dal Centro di comunicazione diretta di Rifredi che partirà alle ore 18,30 da Piazza Dalmazia.
Alle 18.30 Meditazione interreligiosa
Info: Saverio 347 9504123 - Gabriele 339 5495116

Dai un calcio alla violenza
Dalle 20.00, presso l'impianto del Club Sportivo Firenze in Via Fosso Macinante 13 (zona Cascine, adiacente alla discoteca Central Park).
Evento organizzato da la Federazione Umanista Sportiva in collaborazione con l'AS Calcio a 5 Toscana
Il programma della serata prevede:
Sferisterio ore 20.30 campi A e B: Triangolari di calcio a 5 Maschili e Femminili;
Velodromo ore 21.00 campi A e B: Quagrangolare di calcio a 7 Maschile;
Velodromo ore 22.30: Cerimonia di chiusura della manifestazione;
Terminerà alle 23.00 con un rinfresco
Per informazioni e adesioni ai triangolari di calcio a 5/7 contattare: Sandro 330 787331 - Simone 339 4421445 - Marco 335 332599 - Ivo 339 3909868.

Tavola per la nonviolenza: La non violenza, la forza che trasformerà il mondo
alle ore 10,30 a Palazzo Vecchio nella Sala delle Miniature organizzata da La Comunità per lo Sviluppo Umano con il patrocinio del comune di Firenze . Alle 12.00 la tavola offrirà un buffet. Il programma prevede un introduzione sulla figura di Ghandi e le lotte Satyagraha a seguire vari interventi dei componenti della tavola.

Corteo studentesco Ore 9,30 da Piazza S.Marco organizzato dal Coordinamento Studenti Hanno attualmente aderito gli studenti delle scuole: Liceo Artistico Alberti, Elsa Morante, Galileo, Rodolico

Vinci la paura accogliendo l'altro Alle ore 21 al Teatro Stensen promosso da La Carovana missionaria della pace

Pistoia:
proiezione del film "Water" di Deepa Mehta. Ore 21.00 presso il Circolo Cral Breda, in via di ciliegiole 77
L'associazione Umanista "Su la Testa" e il circolo Cral Breda Sezione Cinema Invitano alla proiezione del film "Water" di Deepa Mehta. - Ingresso Libero Info: Antonio 393.5945933 - Eloisa 347.0572731



www.pressenza.org
 
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Angela Pizzi | 02:49 - 03/10/2008 | Notizia ID: 56
4 OTTOBRE, ROMA DICE NO AL RAZZISMO
Manifestazione nazionale antirazzista a Roma il 4 ottobre
 
È il momento di reagire alle logiche e ai molteplici atti di razzismo istituzionale e diffuso – che arrivano ad attaccare e mettere in discussione la vita stessa – per vivere meglio ed essere tutti più liberi.

Le misure proposte dal governo Berlusconi, che ipotizzano il reato di “clandestinità aggravano e alimentano il razzismo.

Il riconoscimento della nostra comune umanità motiva una forte mobilitazione diretta e unitaria per affermare solidarietà e accoglienza per tutti.



• Contro tutti i razzismi

• Basta stragi nei mari ! Libera circolazione per tutti !

• Per la libertà e la sicurezza di tutti: solidarietà e accoglienza

• Ritiro immediato del “pacchetto sicurezza” del governo e chiusura dei C.P.T.

• Contro la direttiva della UE sul rimpatrio

• Contro le logiche repressive, criminali, discriminatorie e di sfruttamento da qualunque parte provengano



Info e adesioni :
stoprazzismo@libero.it
055-2302015,
06-70302626,334-7274379
http://4ottobre2008.bloog.it



Prime adesioni: Socialismo Rivoluzionario, Partito Umanista, Ass. antirazzista e interetnica “3 Febbraio”, Unicobas, USI-AIT RM, Utopia Rossa, Socialismo libertario, Utopia Socialista, Usi-Ait ; Presidio No Tav Bruzolo-Val Susa, Centro delle Culture , Circolo Arci “Caffè Basaglia” TO, Comitato Rom per la difesa dei diritti umani FI, Coordinamento di lotta per il lavoro NA, Centro sociale Carlo Giuliani NA, Ass. Umanista Help To Change, Ass. Umanista UnAltroMondo Onlus, Compagnia dei fuocolieri PA, Amistad-gruppo studentesco indipendente per l’autorganizzazione FI, Comitato “Pace per Poter” PA, Comunità per lo sviluppo umano FI, Ass. Agorà Portici-NA, Stargayte, Ass. Raggio d’Azione, Fed. Umanista Sportiva, Coord. di studentesse Towanda RM, Comunità Etiope RM, Circolo Pasolini PV, La tribù dei genitori e bimbi per l’educazione alla non violenza, Pungolo - giornale umanista - FI, Diaspora Africana Italia, Ass. del Bangladesh in Italia, Comitato per la pace X Municipio RM, Comboniani di Casavatore, Ass. culturale Amici Parco Emilio, ASPER (Ass. per la tutela dei diritti umani del popolo eritreo), Chiesa libera di Avellino, Gruppo Consiliare dei Verdi di Chiaia, Posillipo e San Ferdinanado, “Cittadini Invisibili? No grazie!” Sicilia PA, Ass. E.CO.FEBIO AQ, Ass. Communitas Vesuviana Portici-NA, Mondo senza guerre MI; Opera Nomadi-Giugliano (Na); red. www.ildialogo.org ; Ass. “Agire Solidale” SR;
 
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Alessandra Fratoni | 11:45 - 10/10/2008 | Notizia ID: 57
Forum Umanista Europeo
La Forza della Nonviolenza
Milano il 17, 18 e 19 ottobre del 2008.
 
Nel Forum Umanista Europeo, che si terrà a Milano il 17, 18 e 19 ottobre del 2008, i popoli d'Europa si incontreranno per lavorare alla costruzione di un’Europa aperta al futuro, diversa, accogliente, nonviolenta e solidale, capace di aprire i nuovi orizzonti e i nuovi cammini che l’essere umano ha bisogno di percorrere e di dare il proprio apporto alla nascita della Nazione Umana Universale.

I governi europei sostengono di voler “promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei loro popoli“, ma poi partecipano alle guerre scatenate dagli Stati Uniti e non si oppongono alla nuova, folle corsa agli armamenti nucleari; lo scontro tra le culture è fomentato a detrimento del dialogo e della cooperazione, mentre si rafforzano i fanatismi e il razzismo; l'avidità e il miope egoismo dei potenti stanno distruggendo le risorse ambientali e il futuro delle giovani generazioni. I sogni di progresso, uguaglianza e sicurezza si sono tradotti in affari per pochi e in debiti per la maggioranza. Autoritarismo, manipolazione dell'opinione pubblica ed esclusione dei cittadini dalle decisioni sono prassi quotidiana nell’esercizio del potere.
Esiste un movimento sociale nascente, che sta iniziando a prendere coscienza di se stesso. Questo movimento rifiuta la violenza, spinto da un forte impulso morale.
In questo contesto, è necessario creare ambiti di confluenza, interscambio e discussione per coloro che aspirano a mettere in moto un nuovo modello di sviluppo, che abbia come fondamento etico e come metodologia d’azione la nonviolenza attiva. Questi ambiti di incontro si apriranno alle forze sociali, politiche, economiche, gli intellettuali e a ogni persona che voglia coordinare azioni, definire progetti e rafforzare l’enorme potenza dell’azione nonviolenta.


Forum Umanista Europeo


Il programma del forum, in via di definizione, prevede tavoli di lavoro su:

Economia alternativa
Anti-discriminazione
Diritti umani
Culture, migrazioni e cooperazione internazionale
Arte ed espressioni popolari
Ecologia e Ambiente
Pace e Disarmo
Sanità
Educazione
Mezzi di comunicazione
Movimento studentesco
Religiosità e spiritualità
Tecnologia digitale
Partiti politici
Nuove generazioni
La menzogna dell'informazione


E inoltre seminari, conferenze, laboratori, dibattiti su temi di attualità, esposizioni, presentazioni di libri e film, eventi artistici e tutti i contributi che organizzazioni e singoli vorranno fornire.

Per ulteriori informazioni o registrazioni: www.humanistforum.eu
 
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Alessandra Fratoni | 15:05 - 04/11/2008 | Notizia ID: 58
NOI NON PAGHEREMO LA VOSTRA CRISI
onda anomala Da dove viene la legge 133
 
Noi non pagheremo la vostra crisi. E quel “noi” è un noi studentesco ma anche un noi “di classe”. Un “noi” pronunciato dai precari in formazione che popolano le università, e a cui viene bloccato il futuro.
La legge 133/2008 contro cui è nato il movimento nelle Università italiane non è infatti solo una perfida invenzione della coppia Tremonti/Gelmini. È un approfondimento di un percorso iniziato ormai quasi venti anni fa e accelerato in tutta Europa con il cosiddetto “processo di Bologna”, che ha portato in Italia alla riforma del 3+2 di Berlinguer e Zecchino.
Ed è un percorso ben inserito in una vecchia idea del capitalismo: socializzare le perdite e privatizzare i profitti.
L’idea non è stata infatti quella di chiudere l’accesso alle università o di produrre semplicemente una loro privatizzazione. Le imprese preferiscono di gran lunga farne un uso privato con i soldi dello Stato. Ma lo Stato non deve spendere nulla più di quanto a loro necessario.
Il taglio previsto dalla 133 (addirittura del 20% del fondo ordinario, ossia un miliardo e cinquecento milioni dio euro) si aggiunge ai tagli più modesti ma continui fatti negli ultimi vent’anni, che hanno provocato un aumento delle tasse universitarie (passate dal 3% a circa il 12% del finanziamento complessivo), una diminuzione degli interventi per il diritto allo studio, un minor carico fiscale per le imprese e soldi liquidi da versare nelle casse di banchieri spregiudicati. Mai una diminuzione del potere dei “baroni”, come propaganda il Governo. Una redistribuzione al contrario, a cui la riforma del 3+2 aggiunge un’assicurazione sull’alto sfruttamento dei futuri lavoratori laureati. In un mercato del lavoro squassato dall’innovazione tecnica e organizzativa, con un’intensificazione dell’utilizzo di lavoro mentale – spesso più ripetitivo che creativo – il 3+2 non ha fatto altro che abbassare le speranze dei laureati sull’utilizzo effettivo nel mercato del lavoro delle competenze acquisite, e quindi anche sulle speranze di reddito e carriera.
In un mercato del lavoro in continua trasformazione sembrerebbe infatti insensato riuscire a programmare con l’anticipo di anni figure professionali specialistiche, e forse servirebbe una formazione ancor più complessiva, in grado di saper gestire situazioni flessibili e complesse. Al contrario il 3+2 ha pensato bene di specializzare in modo parossistico i corsi di laurea e i percorsi di studio, con il vero fine di differenziare i curriculum degli studenti per produrre laureati di serie A, B, C ecc, stracciando di fatto il valore legale del titolo di studio (prossimo obiettivo dichiarato da Governo e Confindustria) per abbassare ulteriormente le pretese contrattuali e salariali dei futuri laureati. Non a caso le indagini di Almalaurea sui salari percepiti dai laureati del nuovo ordinamento è – a tre anni dalla laurea – inferiore ai 1.000 euro al mese. Niente di più e niente di meno del salario medio di un metalmeccanico. E così le imprese utilizzano i lavoratori mentali necessari alle nuove tecniche produttive – che spesso assicurano alti profitti – mantenendo bassi i salari. E la formazione – una volta a carico delle imprese – viene pagata direttamente dalle università che, con l’introduzione degli stage obbligatori per gli studenti, hanno creato un esercito di lavoratori gratuiti sempre disponibili.
Ma con la crisi alle porte tutto ciò non basta. Ed ecco la possibilità di trasformare le università in fondazioni di diritto privato (anch’essa prevista dalla 133), ossia esattamente l’esatto opposto di quello che vuole fare il Governo con le banche: Berlusconi – con l’assenso di Veltroni – è pronto a regalare miliardi di euro alle banche senza pretendere per lo Stato alcun diritto di voto e di gestione. Le aziende invece potranno entrare nei Cda degli Atenei, decidere quali figure professionali formare, dove fare gli stage gratuiti, quale ricerca fare. Il tutto spesso senza mettere una lira.
È sempre la stessa idea perversa: socializzare le perdite e privatizzare i profitti.
Rifiutarsi – insieme ai tanti altri soggetti sociali vittime di tale politica – di pagare la crisi è allora il primo passo per immaginare un’autoriforma dell’università. Un’università che rifiuti i contenuti e i tempi imposti dagli interessi di breve periodo del mercato, e che sia disegnata sui tempi di studio e formazione dello studente. Un’università dove si possa anche studiare con lentezza, dove possano studiare tutti e tutte, senza sbarramenti e frequenze obbligatorie, con un finanziamento straordinario del diritto allo studio e l’eliminazione delle tasse universitarie (come avviene in altri paesi europei: Germania, Grecia, Danimarca, Svezia). Un’università in cui le capacità critiche siano incentivate e non soffocate, e il sapere non sia ridotto a merce.

http://www.ateneinrivolta.org
 
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Angela Pizzi | 01:25 - 05/11/2008 | Notizia ID: 59
Rimandato il voto sullo Scudo Spaziale
Parla Jan Tamas, leader del movimento nonviolento contro le basi in Repubblica Ceca.
 
L’accordo per l’installazione di una base radar in Repubblica Ceca, come parte del progetto statunitense di difesa missilistica, firmato a luglio dal governo ceco, deve ancora essere ratificato dal parlamento.
Intervista a Jan Tamas portavoce del coordinamento Ne zakladnam contro le basi militari USA in Repubblica Ceca e Presidente del Partito Umanista ceco.



Qual è la situazione in Repubblica Ceca?
Il 19 ottobre si sono svolte le elezioni regionali e i partiti di destra attualmente al governo hanno subito una sonora sconfitta. I Verdi, che sostengono il governo e appoggiano il progetto dello Scudo Spaziale, non sono riusciti a superare lo sbarramento, mentre Socialdemocratici e Comunisti, contrari alla base radar, hanno registrato un grande successo. Il voto serviva anche a rinnovare un terzo del Senato e anche qui la maggioranza dei nuovi eletti è costituita da oppositori della base.

Come ha reagito il governo?
Tentando di forzare i tempi della ratifica da parte del Parlamento dell’accordo con gli Stati Uniti. Nel totale silenzio dei Mass Media, il governo ha cercato di indire la votazione per gli ultimi giorni di ottobre, prima dell’insediamento dei nuovi eletti, ossia facendo votare un parlamento sfiduciato dagli elettori.

Come hanno risposto l’opposizione e il movimento di protesta?
Appena ci siamo accorti del tentativo di colpo di mano, ci siamo messi in contatto con i leader dell’opposizione, concordando con loro una strategia di ostruzionismo in Parlamento, con l’obiettivo di far saltare i tempi per la votazione. Abbiamo poi scritto una lettera a tutti i deputati e senatori, chiedendo loro di non farsi complice di questa manovra e di votare secondo coscienza e non per obbedienza al partito. Abbiamo anche indetto una serie di manifestazioni davanti al parlamento e chiesto alle altre organizzazioni europee con cui siamo in contatto di mandare lettere di protesta all’ambasciata ceca nel loro paese.

Ha funzionato?
Si: non si è votato né alla Camera né al Senato e il Primo Ministro ha annunciato di voler prolungare di altri 60 giorni il dibattito. La nostra speranza è che il nuovo Senato respinga ora il trattato. Abbiamo vinto una battaglia importante, ma dobbiamo continuare a mantenere la pressione.

C’è stata qualche reazione da parte degli Stati Uniti?
La solita arroganza: il generale Henry Obering, capo dell’Agenzia Americana per la Difesa Missilistica, ha dichiarato che i piani degli Stati Uniti andranno avanti e che non si aspetta cambiamenti di rotta qualunque sia l’esito delle elezioni americane. Non è neanche parso preoccupato che la crisi finanziaria possa costringere il governo americano a togliere i finanziamenti al progetto dello scudo.

Quali sono le vostre prossime iniziative?
Il 10 novembre organizzeremo un incontro con i sindaci della regione dove dovrebbe essere installato il radar e una conferenza al parlamento ceco, a cui parteciperà anche l’europarlamentare Giulietto Chiesa. E’ molto importante per noi far sentire qui la voce dell’Europa, visto che il nostro paese assumerà la prossima presidenza del Consiglio dell’Unione Europea.

Informazioni e aggiornamenti sulla protesta verranno pubblicate nel sito http://www.nenasili.cz/it/
sul sito anche la petizione contro lo scudo spaziale che ha raggiunto 140.000 firme.
 
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Angela Pizzi | 00:27 - 14/11/2008 | Notizia ID: 60
G8,TUTTI ASSOLTI E CONDONATI
Per il sanguinoso blitz/massacro alla Diaz sentenza vergognosa:16 assoluzioni (tra cui tutti i vertici della polizia) e 13 condanne.. PERO' CONDONATE!
 
Con questo verdetto si è chiuso il processo di primo grado contro gli agenti di polizia accusati per il blitz nella scuola Diaz di Genova, il quartier generale dei manifestanti durante il G8 del 2001. Le pene, che variano da un minimo di due anni a un massimo di quattro, sono state inflitte agli agenti accusati di aver partecipato materialmente al pestaggio all'interno della scuola. Assolti, tra gli altri, i dirigenti della polizia Franco Gratteri, oggi direttore centrale anticrimine, Gianni Luperi, oggi numero tre dell'Aisi, e Gilberto Calderozzi, oggi direttore del servizio centrale operativo della polizia. Alla lettura della sentenza, dopo undici ore di camera di consiglio, i verdetti di assoluzione sono stati contestati all'urlo:' vergogna, vergogna". Secondo l'avvocato Biondi, invece, difensore di uno degli assolti: "Oggi è stato sconfitto il teorema della Procura".

Il tribunale ha condannato tutti i componenti del settimo nucleo comandato dal vicequestore Vincenzo Canterini, al quale sono stati inflitti 4 anni, di carcere: i giudici, infatti, lo hanno riconosciuto responsabile di falso ideologico e di calunnia in concorso. Michelangelo Fournier (2 anni di reclusione e non menzione), Fabrizio Basili, Ciro Tucci, Carlo Lucaroni, Emiliano Zaccaria, Angelo Cenni, Fabrizio Ledoti, Pietro Stranieri e Vincenzo Compagnone sono stati condannati a tre anni ciascuno per lesioni personali continuate. Per l'episodio delle molotov, il tribunale ha condannato Pietro Troiani (3 anni) e Michele Burgio (2 anni e mezzo), che erano accusati di calunnia e di porto illegale di armi da guerra. A tutti sono state concesse le attenuanti generiche, ritenute prevalenti sulle aggravanti contestate per Fournier, Troiani e Burgio ed equivalenti per gli altri. Luigi Fazio, che è stato condannato a un mese di reclusione, è stato dichiarato interdetto dai pubblici uffici per un anno. Per lui il tribunale ha stabilito la non menzione. Le pene inflitte a Basili, Tucci, Lucaroni, Zaccaria, Cenni, Ledoti, Stranieri, Compagnone, Troiani e Burgio sono state INTERAMENTE CONDONATE. Il tribunale ha dichiarato condonati anche 2 anni della pena inflitta a Canterini. Infine, il tribunale ha stabilito che Canterini, Fournier, Basili, Tucci, Lucaroni, Zaccaria, Cenni, Ledoti, Stranieri e Compagnone siano condannati in solido insieme al Ministero dell'Interno dei danni subiti dalle vittime del pestaggio.

GLI IMPUTATI ASSOLTI. Il Tribunale di Genova, con la sentenza di oggi sui fatti della scuola Diaz al G8 del 2001, ha assolto perché il fatto non sussiste Giovanni Luperi, capo del dipartimento analisi dell' Aisi, e Francesco Gratteri, capo della direzione centrale anticrimine. Sono stati assolti anche Massimo Nucera e Maurizio Panzieri, accusati di calunnia, perchè il fatto non sussiste. Assolti anche Gilberto Caldarozzi, Filippo Ferri, Fabio Ciccimarra, Nando Dominici, Spartaco Mortola, Carlo Di Sarro, Massimo Mazzoni, Renzo Cerchi e Davide Di Novi. Con loro sono stati assolti anche Massimiliano Di Bernardini e Salvatore Gava. Alfredo Fabbroccini, l' unico per il quale i pm avevano chiesto l' assoluzione, è stato completamente scagionato. Il tribunale ha anche assolto Canterini dall' accusa di lesioni assieme a Fournier, Basile, Tucci, Lucaroni, Zaccaria, Cenni, Ledoti, Stranieri e Compagnoni.

CASARINI.
E' triste constatare che si è verificato tutto quello che era previsto: in questo paese, si è fatta un'amnistia a senso unico su Genova, nei confronti di dirigenti della polizia e del potere politico. E invece ci si è accaniti sui capri espiatori che sono i manifestanti, condannati pesantemente dallo stesso tribunale". E' il commento di Luca Casarini, uno dei leader del movimento che sfilò nelle strade di Genova al G8 del 2001, alla sentenza per le violenze alla scuola Diaz. "Mi sembra evidente che non è nei tribunali di questo paese che si può trovare giustizia - aggiunge Casarini -. Forse l'unica speranza è nei nuovi movimenti, che nonostante quella tremenda repressione di otto anni fa continuano a riempire le strade e le piazze di questo paese senza bandiere e con tante speranze e tanti sogni".

AGNOLETTO.
"Oggi è una delle giornate più tristi nella storia della Repubblica dal dopoguerra". Questo il commento dell'eurodeputato di Rifopndazione Comunista Vittorio Agnoletto, dopo la lettura della sentenza sui fatti della Diaz. "Tutti coloro che vestono una divisa - ha detto Agnoletto - non sono più tenuti a rispettare le leggi e la Costituzione. Coloro che erano ai vertici dell'ordine pubblico, coloro che hanno firmato dichiarazioni non corrispondenti al vero, coloro che hanno simulato reati, coloro che hanno cercato in ogni modo che la giustizia facesse il suo corso hanno vinto". "Purtroppo - ha aggiunto - questa è la verità. E lo scandalo è che lo Stato è stato dall'altra parte. Non dimentichiamo che la prima a chiedere l'assoluzione è stata l'Avvocatura dello Stato. La magistratura non ha avuto il coraggio di essere autonoma dal governo".


tratto da "Unione Sarda"
 
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Angela Pizzi | 16:09 - 04/12/2008 | Notizia ID: 61
LA SETTIMANA DEI DIRITTI UMANI
In occasione del 60° anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani, dal 10 al 17 dicembre 2008 si festeggia a Roma la Settimana dei Diritti Umani.
 
Le seguenti associazioni dedicano una serata ai Diritti Umani e aderiscono alla Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, che partirà dalla Nuova Zelanda il 2 ottobre 2009 e attraverserà il mondo fino a giungere alle Ande il 2 gennaio 2010.


MERCOLEDI' 10 DICEMBRE - ARTICOLO 1 SIAMO TUTTI LIBERI ED UGUALI

ore 18:30
Mondo Senza Guerre organizza una serata d'arte, cinema e musica al Beba do Samba Via dei Messapi 8. ingresso a sottoscrizione: 6 euro

ore 21:00 la Comunità per lo Sviluppo Umano invita a vedere Antonio Rezza in Fotofinish al Teatro Vascello via G. Carini, 78


GIOVEDì 11 DICEMBRE - ARTICOLO 19 LIBERTA' DI ESPRESSIONE

ore 22:30
Martelive presenta i Pura Utopia in concerto al Qube, via di Portonaccio, 212.


VENERDì 12 DICEMBRE - ARTICOLO 3 DIRITTO ALLA VITA

ore 18:00
Unaltromondo ONLUS 20.30 in via Flaminia
26 progetti di Cooperazione Internazionale a seguire un concerto di musica rinascimentale, Buffet e Mercatino di artigianato maliano

ore 19:30 aperitivo e video presso La Svolta Umanista. Via degli Equi, 25 (San Lorenzo)


SABATO 13 DICEMBRE - ARTICOLO 26 DIRITTO ALL'ISTRUZIONE

presso il liceo scientifico tecnologico "Galileo Ferraris" Viale di Villa Pamphili 21, si terrà la manifestazione "il mese della solidarietà". La manifestazione organizzata dall'Associazione Reciprocità ONLUS inizierà il 9 dicembre con una giornata di donazione del sangue, continuerà poi con gli open day (giorni in cui ragazzi, genitori e docenti delle scuole medie visitano l'istituto per valutare l'eventuale iscrizione per l'anno prossimo) e giornate dedicate a mostre fotografiche, video e di presentazione delle attività delle associazioni, che organizzeranno anche un mercatino per raccogliere fondi. La manifestazione si concluderà il 10 gennaio 2009.


DOMENICA 14 DICEMBRE - ARTICOLO 28 UN MONDO LIBERO E GIUSTO

ore 18:00
Evento " Africa in Festa"al BAOBAB, Via Cupa 5 Mostre fotografiche e pittoriche, musica e cena etnica.


MERCOLEDì 17 DICEMBRE - ARTICOLO 30 NESSUNO PUO' TOGLIERTI I TUOI DIRITTI

ore 21:00
Europe for Peace promuove NO STAR WARS PARTY proiezione documentari e cortometraggi. Intervengono: Pandora TV e il Manifesto al Egon via Ostiense 131/H.



Tra le personalità che hanno aderito alla Marcia Mondiale segnaliamo:
in Europa:
José Saramago - nobel letteratura Europa
Europarlamentari: Vittorio Agnoletto, Giulietto Chiesa, Umberto Guidoni, Giusto Catania.
Africa:
Desmond Tutu – creatore della Commissione Giustizia e Pace in Sud Africa
Asia:
Zubin Mehta - direttore d'orchestra India/USA
Ashin Sopaka - Birmania - monaco buddista creatore movimento per la Pace e la libertà in Birmania
Nord America:
Noam Chomksy – Professore di linguistica
Richard Stallman - leader software libero
America Latina:
Alejandro Jodorowsky – scrittore e drammaturgo
Eduardo Galeano - scrittore
Juanes – rockstar internazionale
 
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Angela Pizzi | 19:56 - 06/01/2009 | Notizia ID: 64
GUINEA, DOPO IL COLPO DI STATO
Guinea, la giunta pronta a rivedere tutti i contratti minerari esteri
 
CONAKRY I militari golpisti enunciano le priorità del loro governo
«Abbiamo bloccato il settore minerario. Ci sarà una rinegoziazione, una revisione». In quella che doveva essere una «riunione d'informazione» ma che è rapidamente diventata un incontro pubblico alla presenza di un migliaio di persone, il capo della giunta militare che ha preso il potere in Guinea, capitano Moussa Dadis Camara, ha elencato ieri le priorità del suo governo di transizione: lotta alla corruzione e, in particolare, revisione dei contratti minerari siglati dal precedente regime con diverse compagnie internazionali; organizzazione di elezioni presidenziali nel dicembre 2010; nomina di un premier civile.
Fra tutti gli annunci, il più dirompente è stato quello relativo ai contratti minerari, principale voce del bilancio guineano, insieme ai dazi di transito nel porto di Conakry, anch'essi finiti nel mirino della giunta. Primo esportatore mondiale di bauxite, la Guinea è anche ricca di ferro, diamanti e oro. Su quest'ultimo punto, Camara ha voluto essere persino più perentorio. «L'estrazione dell'oro è sospesa fino a nuovo ordine», ha indicato il capitano.
I contratti minerari, assegnati con metodi clientelari dall'entourage del capo di stato Lansana Conté, morto lunedì dopo 24 anni di regno ininterrotto e brutale , sono oggetto di grande dibattito in un paese che, nonostante le ricchezze del sottosuolo, è classificato 160esimo (su 177) nell'indice di sviluppo umano delle Nazioni unite.
Con un tono di voce fermo, Camara ha detto che «ogni persona colpevole di malversazioni sarà punita». Il leader della giunta ha poi evidenziato le «grandi ruberie» attuate durante il regime di Conté, senza mai citare direttamente il capo dello stato defunto, ma prendendosela con i suoi più stretti collaboratori, che avrebbero approfittato della malattia del presidente, colpito da una forma acuta di diabete e di fatto incapace di esercitare le proprie funzioni da almeno cinque anni. «Nel momento in cui il presidente era stanco, tutti coloro che lo circondavano si sono riempiti le tasche», ha accusato Camara.
All'incontro pubblico, organizzato al campo militare Alpha Yaya Diallo, quartier generale del Consiglio nazionale per la democrazia e lo sviluppo (Cndd, nome ufficiale della giunta), hanno partecipato diverse personalità in vista dello scenario politico guineano, come gli oppositori Alpha Condé e Sydia Touré e la leader sindacale Rabiatou Serah Diallo. Una riunione che si inserisce nel tessuto di pubbliche relazioni messo in piedi dai militari, impegnati a ottenere riconoscimento interno e internazionale da quando hanno preso il potere in modo incruento, martedì scorso. In quest'ottica, i membri della giunta hanno sollecitato incontri ad ampio raggio con diplomatici dell'Unione europea, degli Stati uniti, della Banca mondiale, dell'Unione africana e della Comunità economica degli stati dell'Africa occidentale (Cedeao). A tutti vogliono mostrare le proprie «buone intenzioni», ossia la volontà di gestire la transizione per organizzare elezioni libere e trasparenti tra due anni. Dopo aver rafforzato il proprio potere e aver ottenuto la rinuncia del governo legittimo - in particolare del premier Ahmed Tidiane Souaré, che si è detto «a disposizione» - la giunta golpista ha incassato ieri i primi sostegni dall'estero. Il presidente senegalese Abdulaye Wade, in particolare, si è fatto alfiere del nuovo ordine di Conakry. «Penso che questo gruppo di militari meriti di essere sostenuto», ha detto Wade. Che ha poi aggiunto: «È la prima volta che dei militari guineani dicono: "organizziamo le elezioni e torniamo nelle caserme". Faccio quindi appello ai paesi vicini, all'Unione europea, soprattutto la Francia, a non attaccare questo gruppo ma a prenderli in parola». Per il momento, l'appello di Wade non ha avuto gran seguito. Ma le proteste lanciate all'indomani del golpe dagli Stati uniti e dalla Francia, presidente di turno dell'Unione europea, si stanno facendo sempre più timide.

Fausto Della Porta
28.12.08
http://www.ilmanifesto.it/
 
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Angela Pizzi | 20:09 - 06/01/2009 | Notizia ID: 65
SITUAZIONE POLITICA IN GUINEA
Guinea, Gennaio 2009 3.1.2009 -
Da Conakry:
Giancarlo Benedetto
Guinée News -
 
Per quanto riguarda la situazione politica ed economica, l'attuale governo militare è riuscito ad abbassare il prezzo del carburante da 5500 Franchi Guineani a 3000 Fg., ed immediatamente si sono create code inverosimili di centinaia di veicoli fermi sotto il sole cocente, in attesa ai rari distributori di benzina.

Anche il prezzo del riso è sceso moltissimo, tra le proteste dei commercianti e la incredula gioia della popolazione risollevata.

Vi sono stati alcuni tentativi di contro-rivoluzione, prontamente sventati e finiti con l'imprigionamento di alcuni traditori.

La popolazione attende con grande partecipazione l'inizio dei processi ai ministri del vecchio regime, che in questi anni si sono enormemente arricchiti alle spalle del loro popolo, intascando enormi tangenti dalle compagnie minerarie straniere che le hanno pagate per poter disporre delle concessioni minerarie senza troppi intoppi ed a prezzi stracciatissimi.

Il governo in carica ha sospeso tutte le concessioni minerarie i cui contratti dovranno essere ridiscussi.

Ovviamente questa manovra ha già contribuito a creare molti nemici internazionali...

http://www.nenasili.cz/it/
 
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Angela Pizzi | 20:31 - 12/01/2009 | Notizia ID: 66
DIAMO UNA POSSIBILITA' ALLA PACE
I pacifisti israeliani e palestinesi sono un esempio per tutto il mondo
 
Migliaia di giovani israeliani sono scesi in piazza a manifestare, chiedendo al loro governo di fermare l’invasione di Gaza. Molti sono finiti in prigione, come gli obiettori di coscienza, i soldati e i riservisti che si rifiutano di varcare il confine con il territorio palestinese.

Giovani palestinesi protestano contro la violenza di Israele, ma chiedono anche che Hamas sospenda gli attacchi con i razzi o con qualsiasi altra arma.

Organizzazioni ebraiche e palestinesi lavorano insieme nella Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, risvegliando la coscienza dei popoli perché si metta fine alla follia della violenza.

Non è facile levare la propria voce per la pace, quando si scatena la violenza, non è facile sopportare l’aggressione contro il proprio popolo quando si subisce la paura e l’ira di un altro popolo. I pacifisti israeliani e palestinesi sono un esempio per tutto il mondo.

I giornali non diffondono il loro punto di vista, i mass media non danno spazio ai loro sforzi. Riceviamo solo la propaganda e la contro-propaganda di chi guida una o l’altra fazione e pensa solo a giustificare le proprie azioni.

La popolazione è spaventata e i violenti di entrambe le fazioni tentano di terrorizzarla ancora di più. Contaminati dalla paura e dalla vendetta, tentano di controllarci per i loro interessi.

Respingiamo la violenza dello Stato di Israele, ma anche quella dei gruppi armati palestinesi. Solo una coscienza nonviolenta potrà fermare la violenza e se oggi questa coscienza è ridotta dobbiamo farla crescere.

L’invasione di Gaza da parte dell’esercito israeliano deve cessare immediatamente. I pacifisti palestinesi devono rafforzarsi per fermare Hamas e qualsiasi gruppo armato. E’ necessario creare uno stato palestinese e la comunità internazionale ha una responsabilità perché questo avvenga. Siamo tutti responsabili dell’umanizzazione dei nostril popoli.

In tutto il mondo si verificano situazioni di violenza inaudita, sempre più difficili da arrestare. Dobbiamo cambiare l’atmosfera psico-sociale in cui siamo immerse: questo è l’obiettivo della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza e il disarmo nucleare mondiale è la sua richiesta più importante. Questo è il primo passo per invertire la direzione degli eventi. Raggiungere questo obiettivo rappresenta un cambiamento rivoluzionario per l’umanità. Quale sarà il nostro destino, se non ci proviamo?

La Marcia Mondiale è una causa in cui possono convergere tutte le razze, tutti i popoli, tutte le culture e tutte le religioni, superando la sofferenza che causiamo ad altri popoli e quella che altri popoli ci hanno causato. Ci uniamo per costruire il futuro nonviolento che emerge già dalla profondità dell’essere umano.

Patricia Arriagada
Feliú
Roberto Kohanoff

Comitato promotore della Marcia in Palestina
Comitato promotore della Marcia in Israele
Giorgio Schultze Portavoce europeo del Nuovo Umanesimo


Di seguito il link di un video con la testimonianza di alcuni coraggiosi soldati israeliani che si sono rifiutati di partecipare alla guerra, sottotitolato in inglese

http://www.tv.social.org.il/medini/stv-aza-refuseniks-8-1-09.htm/
 
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Martin Hrusinsky | 12:23 - 19/02/2009 | Notizia ID: 68
La Marcia Mondiale avanza
Tenzin Gyatso XIV Dalai Lama Ultime adessioni:Tenzin Gyatso XIV Dalai Lama, Michelle Bachelet, presidente del Cile, Stjepan Mesic, presidente della Croazia, Corrado Guzzanti, Ascanio Celestini, Modena City Ramblers, Bandabardò
 


ADESIONI IN ITALIA:

• Gianluca Pessotto, team manager del football team della Juventus E' TESTIMONIAL UFFICIALE DELLA MARCIA IN ITALIA

Personaggi dello spettacolo

 Lella Costa, scrittrice e attrice di teatro  Claudio Fragasso, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico  Claudia Gerini, attrice  Ottavia Piccolo, attrice di cinema e di teatro  David Riondino, attore, cantautore e regista  Remo Remotti, attore, pittore, scrittore, scultore, poeta, cantante, umorista.  Ascanio Celestini, autore e attore televisivo e di teatro  Daniele Biacchessi, attore e giornalista  Vladimir Luxuria, attrice, show woman ed ex parlamentare  Dario Vergassola, attore  Corrado Guzzanti, attore e autore satirico  Carmen Consoli, cantante  Francesca Neri, attrice  Maria Amelia Monti, attrice  Modena City Ramblers, band musicale  Claudio Bisio, attore  Bandabardò, Band musicale  Paola Turci, cantante

Personaggi del mondo politico e delle associazioni

• Luisa Morgantini, Vice Presidente del Parlamento Europeo, cofondatrice del Movimento "Donne in nero contro la guerra" e della rete internazionale "Donne per la Pace nei luoghi di conflitto". • Vittorio Agnoletto, Eurodeputato. Medico in diverse fabbriche, nel 1987 collabora con la fondazione della Lega Italiana per la Lotta contro l'AIDS, di cui è presidente tra il 1992 e il 2001. • Giulietto Chiesa, Eurodeputato. Giornalista. Membro delle Commissioni Giuridica ed Esteri e della Sottocommissione per la sicurezza e la difesa del Parlamento Europeo. • Gianni Pittella, Membro delle Commissioni Bilancio, Industria, Ricerca e Energia del Parlamento Europeo. • Giusto Catania, Consigliere responsabile della Cultura al Comune di Palermo, in Sicilia, e membro del Parlamento Europeo dal 2004. • Umberto Guidoni , Scienziato, astronauta ed eurodeputato. Nel 1994 effettua il suo primo volo nello spazio a bordo del Columbia. • Dennis Visioli, Assessore alla Pace di Trieste • Alex Zanotelli, missionario comboniano, Ispiratore e fondatore di diversi movimenti italiani per la pace • Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato, rappresentante di associazioni impegnate contro la mafia • Pina Grassi, moglie di Libero Grassi, rappresentante di una delle associazioni più impegnate contro la mafia • Manuela Dviri, scrittrice e giornalista, impegnata da anni per la pace in Medio Oriente • Mao Valpiana, Segretario Movimento Nonviolento • Fortunato Zinni, Sindaco di Presso

Organizzazioni:

• Emergency • Un ponte per • Movimento nonviolento • Centro di Documentazione Sociale • Di Gay Project • Cantieri di Pace Torino • La mia spesa per la pace • Associazione culturale Mimesis • Rete Artisti contro le guerre • Rete Lilliput Vicenza • Students for a Free Tibet – Italia • Tavola della pace Friuli-Venezia Giulia • Unaltracittà/Unaltromondo (gruppo consiliare al Comune di Firenze) • Centro delle culture

ADESIONI NEL MONDO:

Personaggi del mondo politico e delle associazioni

• Michelle Bachelet, presidente del Cile • Stjepan Mesic, presidente della Croazia • Dennis Kucinich, USA, deputato • Tony Benn, Inghilterra, ex parlamentare e attivista • Milan Bandic, Sindaco di Zagabria • Ivan Jakovcic Presidente della Regione Istria • Daniel Berrigan, USA, attivista pacifista • Ashin Sopaka, Birmania, monaco buddista • Lindis Percy, Inghilterra, attivista pacifista • Nurit Peled, Israele, attivista pacifista • Sung-Hee Choi, Corea del sud, attivista pacifista

Premi Nobel

• Desmond Tutu, Sudafrica, Premio Nobel per la pace • Josè Saramago, Portogallo, Premio Nobel per la letteratura • Adolfo Perez Esquivel, Argentina, Premio Nobel per la pace • Dalai Lama, Tenzin Gyatso, Tibet, Premio Nobel per la pace

Personaggi del mondo della cultura:

• Noam Chomsky, USA, linguista • Eduardo Galeano, Uruguay, scrittore • Ian Gibson, Inghilterra, scrittore • Ariel Dorfman, Cile, drammaturgo • Richard Stallman, USA, creatore del sofware libero • Susan George, Francia, economista

Personaggi dello spettacolo

• Viggo Mortensen, USA, attore • Juanes, Colombia, cantante • Noa, Israele, cantante • Pete Seeger, USA, cantante • Philip Glass, USA, compositore • Alfonso Cuaron, Messico, regista • Alejandro Jodorowski, Cile, cineasta • Carolyn Carson, USA, danzatrice • Bob Wilson, USA, drammaturgo • Zubin Metha, India, direttore d'orchestra • Maximiliano Guerra, Argentina, ballerino • Maher al Sabbah, Siria, cineasta indipendente

Organizzazioni:

• Amnesty International di Cile, Messico e Paraguay • Greenpeace di Repubblica Ceca e Ungheria • Abuelas de Plaza de Mayo, Argentina • CAAB, Regno Unito • Abolition 2000, Canada • Croce Rossa Argentina e Cile • Global Network against Weapons in Space • Women International League for Peace and Freedom

Pagine Uficiali :
http://www.marciamondiale.org/
http://www.theworldmarch.org/
 
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Angela Pizzi | 22:24 - 25/03/2009 | Notizia ID: 69
SOLIDARIETA' AL POPOLO IRACHENO
La maxi cartolina! 21/03: Roma - Un messaggio di solidarietà al popolo iracheno
 
Sabato 21 marzo, In occasione del triste anniversario dell'inizio del massacro iracheno, le associazioni "Mondo Senza Guerre" e "la Svolta Umanista" hanno inviato un forte messaggio di solidarietà e sostegno ad una popolazione dilaniata da anni di conflitti, divenuta simbolo dell'ingiustizia di tutte guerre.

A Roma, alle 11:00 del mattino, davanti all'Ara Pacis (Lungotevere in Augusta a Roma), una maxi-cartolina è stata firmata per poi essere recapitata all'Ambasciatore dell'Iraq in Italia, per esprimere solidarietà ad un paese martoriato da sei anni esatti di guerra e invasione.

"Cari amici, in questo giorno che segna l'inizio di un periodo di grandi sofferenze, vi scriviamo per testimoniarvi tutta la nostra solidarietà ed il nostro impegno affinché una cosa così orribile non si ripeta mai più. Il popolo della Pace. Italia, 21 marzo 2009".
Il testo della cartolina rappresenta, anche per noi, un monito a non dimenticare 650.000 vite stroncate e ad opporsi a qualsiasi altra aberrazione che lobby e governi sanguinari vorranno portare l'opinione pubblica ad accettare.

Il nostro messaggio di pace è sostenuto da migliaia di persone anche in altre città italiane ed europee come Milano, Madrid, Praga, Budapest e che quest'anno costruiranno insieme la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza.

La giornata si è conclusa al Beba do Samba (via dei Messapi 8, San Lorenzo) con i festeggiamenti del Capodanno Iraniano, organizzati dal Comitato Promotore romano della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, che hanno previsto una cena iraniana e uno spettacolo di danza del ventre della scuola di danza "La Saletta" di Roma.

Per contatti:
Isabel Torres 338 2489746 - torres@pressenza.org

http://www.marciamondiale.org/
 
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Angela Pizzi | 22:41 - 25/03/2009 | Notizia ID: 70
SVOLTA CONTRO LE GUERRE STELLARI
La torre dell'orologio, Praga Cade il governo ceco, nuova svolta contro le guerre stellari!
 
Cari amici,
con grande felicità vi comunico che in Repubblica ceca è caduto il governo. Il parlamento ha votato la sfiducia. Per noi è una grande vittoria: sapevamo chiaramente che l'unica forma per fermare l'installazione della base militare radar degli USA era che il governo cadesse. Abbiamo lavorato per oltre 2 anni in questa direzione con permanenza e coerenza. Soprattutto è caduto un governo che rappresentava gli interessi delle industrie militari americane.
Il nostro lavoro è stato fondamentale per dare stimoli e fiducia ai deputati che già erano contro il radar ed insinuare dubbi in quelli che invece erano a favore. E proprio il cambiamento di opinione da parte di alcuni deputati ha reso possibile la caduta del governo. D'altra parte, pressionato dallo sciopero della fame, il partito socialdemocratico ha dovuto prendere una posizione chiara a nostro favore, cosa che rende piu' difficile in futuro per loro cambiare opinione sulla questione del radar. Decisiva è stata anche la collaborazione con il partito comunista, che ha sempre appoggiato le nostre iniziative.
Grazie a tutti voi per l'appoggio ricevuto in tante attività, appoggio che è stato determinante. Grazie alle numerose organizzazioni pacifiste, grazie agli europarlamentari che hanno creduto nella nostra lotta, grazie ai sindaci di diversi paesi, grazie al Movimento umanista che ha permesso che la nostra protesta si estendesse a molti paesi europei fino a raggiungere altri continenti.
Si dovrebbe dare grande spazio a questa notizia. Gli USA devono riaggiustare i loro piani grazie alla protesta di un popolo che non vuole truppe militari di una potenza straniera sul proprio territorio. E da tutti i territori del mondo si dovrebbero ritirare gli eserciti invasori!
E' necessario ora che in altri paesi si sviluppi una forte opposizione alle "guerre stellari" e a favore del disarmo nucleare!
Ora, in Repubblica Ceca, si apre un nuovo capitolo nella nostra lotta.

Un forte abbraccio

Jan Tamas



http://www.nenasili.cz/it/
 
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Webmaster | 15:50 - 11/04/2009 | Notizia ID: 62
Marcia Mondiale
Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza. 2 Ottobre 2009, anniversario della nascita di Gandhi, dichiarato dalle Nazioni Unite “Giornata internazionale della Nonviolenza”.
 

LA MARCIA MONDIALE: UNA PROPOSTA UMANISTA

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza è stata lanciata durante il Simposio del Centro Mondiale di Studi Umanisti nei Parchi di Studio e Riflessione – Punta de Vacas (Argentina) il 15 novembre 2008.

Questa Marcia vuole creare coscienza rispetto alla pericolosa situazione mondiale in cui ci troviamo, caratterizzata dall'alta probabilità di conflitto nucleare, dalla corsa agli armamenti e dalla violenta occupazione militare di territori.

Si tratta di una proposta di mobilitazione sociale senza precedenti, promossa dal Movimento Umanista attraverso uno dei suoi organismi, Mondo senza Guerre.

La proposta iniziale si è sviluppata molto velocemente. In pochi mesi la Marcia Mondiale ha suscitato l'adesione di migliaia di persone, gruppi pacifisti e nonviolenti, istituzioni di tipo diverso, personalità del mondo della scienza, della cultura e della politica sensibili all'urgenza momento. Ha anche ispirato un'enorme diversità di iniziative in oltre 100 paesi, creando un fenomeno umano in rapido aumento (www.theworldmarch.org).

LA SITUAZIONE ATTUALE

Viviamo in una situazione critica a livello mondiale, caratterizzata dalla povertà di vaste regioni, dallo scontro tra culture, dalla violenza e dalla discriminazione che contaminano la vita quotidiana di grandi settori della popolazione. Conflitti armati devastano molte zone e ora dobbiamo affrontare anche una profonda crisi del sistema finanziario internazionale. A tutto questo si aggiunge il problema più pressante, la minaccia nucleare in aumento. È un momento di enorme complessità; non solo dobbiamo prendere in considerazione gli interessi irresponsabili delle potenze nucleari e la follia di gruppi violenti, con possibilità di accesso a materiale nucleare di dimensioni ridotte, ma dobbiamo tener presente anche il rischio di un incidente che potrebbe innescare un conflitto devastante.

Non si tratta della somma di singole crisi: ci troviamo davanti al fallimento globale di un sistema la cui metodologia di azione è la violenza e il cui valore centrale è il denaro.

LE PROPOSTE DELLA MARCIA MONDIALE

Per evitare la catastrofe nucleare futura, dobbiamo superare la violenza oggi, chiedendo:

• il disarmo nucleare a livello mondiale,
• il ritiro immediato delle truppe di invasione dai territori occupati,
• la riduzione progressiva e proporzionale delle armi convenzionali,
• la firma di trattati di non aggressione tra paesi, e
• la rinuncia dei governi a utilizzare le guerre come metodo di risoluzione dei conflitti.

È urgente creare una coscienza a favore della pace e del disarmo, ma è necessario anche risvegliare la coscienza della nonviolenza, che ci consenta di rifiutare non solo la violenza fisica, ma anche ogni altro tipo di violenza (economica, razziale, psicologica, religiosa, sessuale ecc.). Questa nuova sensibilità potrà instaurarsi e scuotere le strutture sociali, aprendo la strada alla futura Nazione Umana Universale.

Reclamiamo il nostro diritto a vivere in pace e libertà. Non si vive in libertà quando si vive sotto la minaccia della violenza.

La Marcia Mondiale è un appello a tutte le persone a unire gli sforzi e ad assumersi la responsabilità di cambiare il mondo, a superare la violenza personale e a lavorare nel proprio ambiente più immediato, fino a dove arriva la loro influenza.

LA MARCIA IN AZIONE

La Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza sta già ispirando diverse iniziative e attività che nei prossimi mesi dovranno moltiplicarsi. Una di esse sarà la marcia simbolica di un gruppo multinazionale e multiculturale che percorrerà i sei continenti, partendo il 2 ottobre 2009 (Giornata internazionale della Nonviolenza) da Wellington (Nuova Zelanda) e concludendo il suo viaggio il 2 gennaio 2010 ai piedi del monte Aconcagua, a Punta de Vacas (Argentina).

In tutto questo periodo, in centinaia di città si realizzeranno marce, festival, forum, conferenze e altri eventi per far prendere coscienza sull'urgenza della Pace e della Nonviolenza. In tutto il mondo le campagne di adesione alla Marcia moltiplicheranno questo segnale al di là di quanto possiamo immaginare oggi.

Per la prima volta nella storia un evento di queste proporzioni si mette in moto per iniziativa della gente.

La vera forza di questa Marcia nasce dall'atto semplice e cosciente di chi aderisce ad una causa degna e la condivide con altri.

PER IL MOVIMENTO UMANISTA

Portavoce della Marcia Mondiale: Rafael de la Rubia
Portavoce per l'Africa: Michel Ussene
Portavoce per Asia-Pacifico: Sudhir Gandotra
Portavoce per l'Europa: Giorgio Schultze
Portavoce per l'America Latina: Tomás Hirsch
Portavoce per l'America del Nord: Chris Wells

Pagine Uficiali :
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Alessandra Fratoni | 09:53 - 10/10/2009 | Notizia ID: 71
MUSICHE DALL'AFRICA

MUSICHE DALL’AFRICA – PER NON DIMENTICARE LE MALATTIE DELLA POVERTÀ

concerto organizzato dalla Fondazione Ivo De Carneri Onlus
 
Mercoledì 21 ottobre 2009
Ore 21
Teatro Leonardo da Vinci
Via Ampère 1, Milano
(ang. Piazza Leonardo da Vinci)

Ingresso: 15€

In occasione del proprio quindicennale, la Fondazione Ivo de Carneri Onlus organizza una serata dedicata alla musica africana con il gruppo Sinafrica, dal titolo: “Musiche dall’Africa – per non dimenticare le malattie della povertà”. L’evento permetterà di illustrare le attività della Fondazione nella prevenzione e cura delle malattie parassitarie e infettive e di raccogliere fondi per i progetti. La serata è aperta a chiunque voglia sostenere le attività della Fondazione e a chiunque voglia conoscere il mondo della cultura africana.

La scelta di festeggiare i quindici anni di attività con le musiche del continente africano rappresenta la volontà della Fondazione Ivo de Carneri Onlus di attirare l’attenzione su questa terra e sulle malattie tropicali dimenticate, ostacolo al futuro di intere popolazioni e Paesi.

Le malattie tropicali dimenticate sono malattie infettive e parassitarie che segnano la vita di oltre un miliardo di persone nel mondo, causando sofferenza e invalidità. Eppure, per molte di queste malattie, non solo esiste una cura, ma è anche disponibile a costi accessibili.

Le malattie tropicali dimenticate colpiscono i paesi e le popolazioni più povere della Terra, gravando non solo sulle condizioni sanitarie della popolazione, ma anche sullo sviluppo economico e sociale.

L’impegno della Fondazione Ivo de Carneri Onlus è rivolto da quindici anni a promuovere progetti contro le malattie della povertà, con interventi di cooperazione internazionale, formazione e ricerca, fra cui la costruzione in Africa del Laboratorio di Sanità Pubblica Ivo de Carneri per la diagnosi e la ricerca. Costruito sull’isola di Pemba (arcipelago di Zanzibar, Tanzania), il Laboratorio è attivo dal 2000 e integrato nel sistema sanitario locale.

Per informazioni

Silvana Maggioni Matteo Scurati
s.maggioni@fondazionedecarneri.it
matteo.scurati@gmail.com
02 28900393 3473142394
 
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Alessandra Fratoni | 14:45 - 13/12/2009 | Notizia ID: 72
GUINEA, UNA CATASTROFE PROGRAMMATA?
Moussa Dadis Camara Guinea: Una catastrofe programmata? di Sandro Curatolo
 
A pochi giorni dai sanguinosi fatti che hanno scosso la Guinea, non ci si può non interrogare sulle cause che hanno portato al tragedia del 28 settembre, ed a un bilancio di oltre 150 morti (57 secondo fonti governative) e oltre 1200 feriti.

Le immagini durissime, dei militari che sparano deliberatamente contro la popolazione civile indifesa hanno circolato in tutto il mondo, sollevando sgomento e indignazione. Il triste spettacolo dei corpi straziati di ragazzi, spesso poco più che bambini, le testimonianze delle donne barbaramente stuprate in strada, in pieno giorno e la disperazione delle famiglie alla vana ricerca dei propri cari, non possono che inorridirci e farci rabbrividire di fronte a tanta violenza.

Apparentemente l'accaduto è molto semplice, quasi un cliché di un copione che si ripete all'infinito: un dittatore prende il controllo di un paese africano attraverso un colpo di stato e nel momento in cui la popolazione scende in piazza per contestarlo lui ordina una carneficina. Questo è quello che ci basta sapere. Ci basta per chiudere il giornale e continuare a credere che questi avvenimenti sono inevitabili e che la pacifica Europa sta facendo il possibile per portare la democrazia in un territorio tanto selvaggio e tanto "sfortunato".

Così, si sono moltiplicati i messaggi di solidarietà, le ammonizioni delle Nazioni Unite, dell'Europa ed in particolare della Francia, ex potenza coloniale.

Ma se davvero ci sta a cuore la vita di tante persone, allora dobbiamo fare lo sforzo di interrogarci seriamente sull'accaduto, di vederne le cause e l'ordine degli avvenimenti.

Allo stato attuale dei fatti è pressoché impossibile avere uno scenario chiaro di quello che sta accadendo in Guinea, comprenderne le responsabilità e tanto meno ipotizzare la piega che gli avvenimenti possono prendere. Ciononostante risulta di fondamentale importanza rispondere ad alcuni interrogativi che fino ad ora nessuno ha avuto il coraggio di porsi.

Perché nell'anno 2006 e 2007, sotto la dittatura del presidente Lansana Conté, nonostante gli enormi eccidi in cui hanno perso la vita oltre 500 persone, l'opinione pubblica internazionale è rimasta pressoché in silenzio? E perché in questo momento non sta accadendo la stessa cosa?

A tal proposito è opportuno rilevare che una delle prime mosse politiche del presidente Dadis Camara, è stata quella di rinegoziare i contratti con le compagnie che da decenni sfruttano le enormi risorse minerarie del paese, in particolar modo le società che appartengono a gruppi francesi e statunitensi.

Quello che indubbiamente appare chiaro, è che i partners internazionali della Guinea, che da anni hanno stipulato accordi con l'ex dittatore non hanno gradito affatto l'ascesa al potere del nuovo presidente.

Perché la Francia, che nelle passate occasioni ha mantenuto un atteggiamento neutrale, nonostante le evidenti violazioni dei diritti umani, si sta operando con tanto zelo per essere presente sul territorio con l'invio di contingenti umanitari?

Dalle condizioni di estrema disgregazione in cui versa l'esercito guineano, appare chiaro che un tentativo di destabilizzazione dall'interno non sarebbe affatto difficile da fare, ad opera di qualsiasi potenza straniera armata di un minimo di fondi a disposizione.

Perché da diversi giorni si sta parlando della situazione guineana in termini di problemi "etnici", quando in realtà questo non ha costituito minimamente la causa dei disordini degli ultimi giorni?

Perché la stampa ha iniziato a parlare del capitano Dadis Camara usando termini come "dittatore sanguinario" molto prima dei fatti di sangue che hanno coinvolto il paese? A tal proposito è interessante notare che la presa del potere da parte del CNDD, il comitato militare che controlla il paese, è avvenuta in maniera pacifica e senza spargimenti di sangue.

Quali sarebbero i paesi ed i gruppi economici che trarrebbero vantaggio da un'esplosione di disordini e violenza etnica in Guinea? E quale è stato fino ad oggi il loro atteggiamento di fronte al nuovo governo?

Quali sono i gruppi economici internazionali che hanno da sempre avuto degli accordi vantaggiosi con il dittatore Lansana Conté e che oggi potrebbero veder minacciati i propri interessi?

Cosa è stato fatto concretamente dall'Onu, dall'Europa e dalla Unione Africana fino ad ora per prevenire o amministrare queste situazioni?

Sul capitano Dadis Camara ricadono delle pesantissime accuse, di cui non v'è dubbio che debba rispondere al suo paese e alla comunità internazionale. Tutt'ora non v'è dubbio che egli debba essere ritenuto il principale responsabile dei gravissimi accadimenti del 28 settembre. Ma un'accusa e una presa di posizione in tal senso non rivestirebbe alcun valore se non si rispondesse seriamente a queste domande.

Rispondere a tutti questi interrogativi è un dovere verso tutte le persone che hanno perso la vita in Guinea.
Non rispondere equivale, senza dubbio, a condannare la popolazione a subire nuovi drammi.

Gli umanisti di tutto il mondo sono vicini al popolo di Guinea ed auspicano che venga fatto tutto il possibile per evitare che tali atrocità si ripetano e perché la comunità internazionale si adoperi con tutte le proprie forze al fine di restituirgli la dignità e la sovranità che merita e che fino ad oggi non ha mai avuto.
 
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Angela Pizzi | 14:45 - 13/12/2009 | Notizia ID: 73
GUINEA:E' CACCIA ALL'UOMO
Il capo della giunta è in «condizioni stabili»
 
I militari rastrellano le vie di Conakry, alla ricerca dell'ufficiale che ha tentato di uccidere, con un colpo di pistola alla testa, il capo della giunta militare, il capitano Moussa Dadis Camara. Il governo accusa l'opposizione e la Francia, mentre i negoziati per trovare una soluzione alla crisi, sono stati sospesi.

Continuano i rastrellamenti casa per casa in tutta la Guinea, dopo che giovedì scorso, il leader golpista Moussa Dadis Camara, al potere da quasi un anno, è stato assalito dal suo aiutante di campo, Abubacar Sidiki Diakité, che gli avrebbe sparato colpendolo alla testa. L'attentatore è riuscito a fuggire, secondo quanto riferito da lui stesso, insieme ad un gruppo di militari rimastigli fedeli. Attualmente è ricercato dalle forze di sicurezza.

Mentre il paese è guidato ‘ad interim' dal numero tre dei militari, Sekouba Konate, il capo della giunta militare, il capitano Moussa Dadis Camara, operato in Marocco, risulterebbe essere in condizioni di salute stabili, secondo quanto ha dichiarato ieri il Ministro degli Esteri, Alexandre Cécé Loua: «Riconosce i suoi collaboratori» ma «non può ancora comunicare» ha detto.

I militari, intanto, avrebbero già compiuto una sessantina di arresti, nelle operazioni condotte nei giorni scorsi.
Secondo quanto ha ammesso il portavoce della giunta militare, il tentativo di assassinare Camara ha dato il via ad un'imponente caccia all'uomo, mentre fonti, rimaste anonime e citate dalla stampa internazionale, riferiscono di torture e omicidi, compiuti dai militari ai danni di chiunque sia entrato in contatto con Diakité.

Non mancano poi le accuse ai governi stranieri. Il Ministro della Comunicazione Idrissa Chérif, ha indicato il capo della diplomazia francese e i servizi di intelligence parigini, come i manovratori di un tentativo di «colpo di stato», ipotesi, questa, che Parigi si è affrettata a smentire definendola «assurda».

Sul fronte diplomatico, intanto, Mohammed Ibn Chambas, presidente della Comunità Economica dell'Africa Occidentale (Ecowas), ha ribadito, da Copenaghen, la necessità di isolare la giunta militare per costringerla a lasciare il potere ai civili. Moussa Dadis Camara «era parte del problema» ha detto. «Non la soluzione». Per il momento restano sospesi i negoziati sulla crisi, mediati dall'Ecowas. Lo hanno annunciato i militari, precisando che il dialogo con l'opposizione, riprenderà con il rientro del capo della giunta.

Camara è stato oggetto di forti critiche per la repressione militare del 28 settembre scorso, in cui l'esercito e la guardia presidenziale hanno ucciso più di 150 manifestanti e ferito oltre 1.200, nello stadio della capitale, Conakry.
Un massacro la cui responsabilità è stata rimbalzata tra Camara e il suo attentatore, Diakité, fino all'arrivo dei commissari inviati dall'Onu per far luce sul massacro.

Nigrizia - 09/12/2009

http://http://www.nigrizia.com/sito/notizie_pagina.aspx?Id=8972&IdModule=1 /
 
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Angela Pizzi | 20:24 - 18/01/2010 | Notizia ID: 74
Gli umanisti per Haiti
Il movimento umanista si organizza per soccorrere la popolazione di Haiti.
 
Abbiamo assistito sgomenti agli ultimi avvenimenti verificatisi ad Haiti.
Gli umanisti di tutto il mondo guardano con preoccupazione alla situazione di emergenza che si è creata a seguito del terremoto del 13 gennaio. Haiti, è stata teatro di una delle più grandi campagne di alfabetizzazione mai realizzato, ad opera dei volontari del movimento umanista.
Purtroppo, data la condizione in cui si trova il paese in questo momento e l'impossibilità di avere contatti diretti con i volontari sul posto, ci è impossibile avere uno scenario chiaro della situazione e delle possibilità di intervento.

In questi giorni, sperando nel ripristino al più presto dei mezzi di comunicazione, avremo modo di capire meglio come aiutare le popolazioni colpite e quale ruolo potranno giocare i nostri volontari sul posto. In questo momento, non siamo in grado -infatti- di conoscere lo stato in cui si trovano gli umanisti di Haiti.
Sicuramente, passata la fase più immediata dell'emergenza attuale, ci sarà bisogno di interventi mirati -in particolar modo- a proteggere le categorie più deboli della popolazione. Ed è proprio per comprendere il modo di agire e le reali possibilità di farlo che le associazioni umaniste stanno lavorando in queste ore.

Nel frattempo l'associazione "Energia per i diritti umani" ha messo a disposizione un conto corrente per tutti coloro che vogliono dare un aiuto con una donazione. Questo conto, dell'associazione "Energia per i diritti Umani"

Potete effettuare donazioni presso:
Banca Etica IBAN: IT60U05018032 0000 0000 108234
Causale: HAITI
È importante sottolineare che in questo momento NON SIAMO IN GRADO di destinare i fondi che verranno raccolti, all'emergenza immediata, ma esclusivamente ad interventi che potranno essere messi in marcia ESCLUSIVAMENTE in un secondo momento.

Per gli interventi immediati, le associazioni a cui fare un versamento sono le seguenti:


www.medicisenzafrontiere.it

www.anpil.org

www.nphitalia.org

www.agire.it

www.terredeshommes.it

www.abconlus.it



Vi terremo informati delle evoluzioni della situazione.
 
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