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| © 2010 |
lasvoltaumanista.com |
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| Non Violenzia & Disarmo |
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| Martin Hrusinsky | 17:57 - 26/03/2008 | Notizia ID: 14 |
| No alle basi militari |
| PETIZIONE ON LINE CONTRO L’ISTALLAZIONE
DELLA BASE RADAR DEGLI STATI UNITI IN REPUBBLICA CECA
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pagina web per firmare la petizione: www.nonviolence.cz
Caro amico,
in aprile il Parlamento della Repubblica Ceca dovrà esprimersi sulla costruzione di una base militare degli Stati Uniti ed è probabile che voterà a favore della sua installazione, nonostante il 70% della popolazione sia contrario.
Vista l’urgenza della situazione, abbiamo lanciato una petizione on-line per fare pressione sul Parlamento e chiedere che la questione sia risolta con un referendum.
Il progetto degli Stati Uniti NMD – sistema missilistico nazionale, è un progetto molto complesso che prevede la produzione di nuove armi e l’installazione di basi militari americane in diversi punti del pianeta. In particolare in Europa il primo passo è l’installazione di un radar in Repubblica Ceca e di una base con missili intercettori in Polonia.
Questo piano ha diviso l’Europa, che al momento attuale non è in grado di dare una risposta unitaria, coerente e nonviolenta alla politica aggressiva degli Stati Uniti. Le reazioni della Russia e della Cina hanno creato un’atmosfera da “guerra fredda”. Aumentano le tensioni internazionali, è ripresa una folle corsa agli armamenti (convenzionali e nucleari) e soprattutto si pongono le basi per la militarizzazione ed il controllo dello spazio.
La maggioranza dei cechi non vuole basi militari straniere sul proprio territorio. La maggioranza dei cechi vuole decidere su questi problemi tramite un referendum, strumento fondamentale di qualsiasi democrazia.
Ti chiediamo di appoggiare la nostra protesta nonviolenta. Questo piano non riguarda solo noi cechi ma tutta l’Europa e tutto il mondo.
Firma la nostra petizione online e diffondila tra i tuoi amici.
Inviaci i tuoi messaggi di sostegno.
Aiutaci a raccogliere un milione di firme!
Jan Tamáš
Movimento nonviolento contro le basi in Repubblica Ceca
Dana feminová
Europa per la pace
www.nonviolence.cz
Il video si può vedere: http://www.nenasili.cz/it/806_lo-scudo-stellare
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| Martin Hrusinsky | 18:32 - 30/11/2007 | Notizia ID: 13 |
| Intervista a Jan Tamas |
| Jan Tamáš esponente del Movimento Umanista e portavoce del comitato “Ne zakladnám”, è a Milano in questi giorni per la conferenza “Fermiamo il pericolo nucleare” organizzata dalla provincia di Milano. |
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CONTINUA LA LOTTA CONTRO LA BASE USA IN REPUBBLICA CECA
"Ne zakladnám" si batte contro il progetto statunitense di costruire una base militare radar in Repubblica Ceca.
A che punto è la lotta contro la base radar?
La protesta sta continuando con molta forza. Il mese scorso abbiamo organizzato a Brdy, la località dove dovrebbe sorgere la base, una conferenza internazionale a cui hanno partecipato oltre 300 persone, di cui 100 delegati da 16 paesi del mondo , rappresentanti di varie organizzazioni internazionali, i sindaci di 50 comuni della Rep. Ceca e alcuni deputati del parlamento ceco. L’occasione è stata molto utile per rafforzare le relazioni tra le varie organizzazioni all’interno del paese e con i movimenti pacifisti di tutta Europa.
Il 17 novembre abbiamo portato migliaia di persone in Piazza Venceslao a Praga per il diciottesimo anniversario della rivoluzione di velluto che pose fine al regime sovietico. Abbiamo chiesto in questa occasione l’introduzione di una legge che promuova l’utilizzo del referendum come strumento di partecipazione democratica reale, in modo che la popolazione si possa esprimere su temi importanti come quello della base militare USA. A questa manifestazione hanno partecipato sindaci, vari sindacati tra cui quello delle forze dell’ordine, studenti e artisti.
Contemporaneamente in varie città del mondo ci sono inoltre stati dei presidi davanti alle ambasciate e ai consolati della Repubblica Ceca, con la presentazione di lettere di protesta.
Più di 75.000 persone hanno finora firmato la petizione per chiedere un referendum nazionale sul tema dalla base USA, e secondo gli ultimi sondaggi il 68% della popolazione ceca è contraria a questa base.
Come continuerà la protesta?
All’ultima manifestazione abbiamo lanciato un boicottaggio nei confronti delle aziende statunitensi presenti in Rep. Ceca. Siccome il governo non ascolta la nostra protesta, faremo pressione sugli Stati Uniti chiedendo alle persone di non comprare prodotti e non utilizzare servizi statunitensi.
Siamo convinti che anche una piccola flessione nelle vendite può produrre una forte pressione sul governo Bush perché cambi la direzione politica.
Pensa che questo progetto possa realmente essere fermato?
Assolutamente si, prima di tutto perchè sappiamo che la maggior parte della popolazione è fermamente contraria. Le associazioni che partecipano al comitato continuano ad aumentare, e il governo di centrodestra è molto debole e potrebbe cadere da un momento all’altro. E’ molto probabile che il nuovo governo si rifiuti di continuare questo progetto così impopolare.
Osserviamo anche con grande interesse i cambiamenti politici avvenuti recentemente in Polonia, dove il nuovo governo sta ripensando la sua partecipazione al progetto dello scudo missilistico.
Si vede infine come anche altri paesi europei stanno cominciando ad interessarsi alla nostra battaglia, perché capiscono che riguarda non solo la Rep. Ceca e la Polonia, ma tutto il continente europeo. Proprio in questi giorni sta infatti avendo luogo un incontro della Sinistra Europea a Praga per appoggiare la nostra lotta.
Davide Schmid
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| Martin Hrusinsky | 18:30 - 30/11/2007 | Notizia ID: 12 |
| Migliaia di persone in piazza a Praga |
| Quasi seimila persone hanno manifestato il 17 novembre a Praga per il referendum e la democrazia vera. |
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b> Quasi seimila persone hanno manifestato il 17 novembre a Praga per il referendum e la democrazia vera. La manifestazione è stata organizzata dal comitato studentesco, vari sindacati (tra cui della polizia, dei pompieri, degli insegnanti) , „sindaci contro il radar“ e il movimento „Ne zakladnam“ ("no alla base"), che nasce come opposizione al piano degli USA di costruire in Repubblica Ceca una delle basi dello scudo stellare.
„Oggi si sono uniti con noi i sindacati, gli studenti, gli artisti, i sindaci, gli intellettuali e vari altri movimenti che come noi sentono che non viviamo in una democrazia vera.“
La manifestazione è stata fatta nel giorno dell’anniversario della rivoluzione di velluto che diciotto anni fa ha causato il crollo della dittatura comunista. „Oggi siamo qui perchè i nostri sogni di democrazia non si sono realizzati. Un’altra volta abbiamo un governo che non considera l’opinione dei cittadini“ Così ha detto il portavoce del movimento „Ne zakladnam“ riferendosi al fatto che il governo sta continuando le trattative con gli Stati Uniti per la costruzione della base nonostante due terzi dell’opinione pubblica siano contrari.
Durante gli interventi i manifestanti sono stati invitati a boicottare i prodotti delle aziende statunitensi che sono presenti nel mercato ceco. Con il boicottaggio si vuole alzare la pressione all’amministazione USA al punto da fermare i piani per la costruzione della base.
Nel suo intervento il portavoce di „Ne zakladnam“ Jan Tamas ha sottoliniato: „Questa nostra proposta non è rivolta al popolo americano o ai Cechi che lavorano per le aziende americane. La maggioranza degli Americani è contraria come noi alla politica del suo presidente e anche loro vogliono un cambiamento. Il loro govorno li ha traditi, così come il nostro ha fatto con noi. E così come il boicottaggio indiano dei prodotti britannici in tempi di colonizzazione ha posto termine alla supremianza inglese, partecipare a questo boicottaggio di prodotti americani può essere il nostro modo per evitare l’attuazione del piano di costruire una base militare nel nostro paese.“ Jan ha finito il suo discorso con la frase „ Qui il radar non ci sara!“
www.nezakladnam.cz
Per ricevere la rassegna stampa contattare
Isabel : isabelstella@gmail.com
3382489746
Martin : martin.hrusinsky@seznam.cz
3203262903
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| Martin Hrusinsky | 18:28 - 30/11/2007 | Notizia ID: 11 |
| NO allo scudo stellare! |
| Sit-in non violento in appoggio alla popolazione ceca contro l’installazione di basi militari americane.
Venerdi 16. Novembre alle 17:00 di fronte alla ambasciata della Republica Ceca Via dei Gracchi |
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Gli studenti vanno in strada, temono per la democrazia in Rep. Ceca
Si sta preparando una manifestazione nazionale contro il piano di costruire una base militare statunitense in Rep. Ceca, il 17 novembre, e per chiedere il referendum su questo tema.
La manifestazione è organizzata da venti comitati studenteschi mossi dal fatto che la gestione degli accordi militari con gli Stati Uniti da parte del governo ceco offendono i principi di democrazia.
Gli organizzatori sono convinti che la costruzione di nuove basi militari estere possa avvenire solo attraverso l’utilizzo di un referendum. Primo perché durante le elezioni del giugno 2006 nessun partito politico ora in parlamento ha menzionato questo argomento durante la campagna elettorale. E poi perché tutti gli accordi sono rimasti segreti.
La data della manifestazione non è scelta a caso. Il 17 Novembre 1989, 18 anni, fa venne organizzata una manifestazione studentesca contro la dittatura comunista, chiedendo democrazia vera e rispetto dei diritti umani. Venne brutalmente repressa dalla polizia, nonostante fosse pacifica e portò allo sciopero generale, alla fine del regime dittatoriale e alla proclamazione di elezioni libere.
Gli organizzatori commentano : “il 17 Novembre è stato il simbolo della vittoria di una falsa democrazia. Per noi è un simbolo di una lotta, che ancora non è finita, per la democrazia vera.”
Slogan della manifestazione : La democrazia in Rep. Ceca festeggia il suo 18° compleanno facciamogli un regalo – La Democrazia.
www.nezakladnam.cz/en/ |
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| Martin Hrusinsky | 18:25 - 30/11/2007 | Notizia ID: 10 |
| "No Alla Base" in tutta la Rep. Ceca |
| Martedi 23 Ottobre da Praga ha iniziato il suo viaggio il pulman "No alla base“ e il 30 Ottobre si è fermato a Ostrava, capoluogo della Moravia-Slesia. |
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Durante il suo viaggio ha fatto tappa in varie città di tutto il paese dove sono stati fatti incontri e dibattiti pubblici sui temi contro la base a favore del referendum. Il pulman è passato anche per centinaia di altri paesi e città ed ha così manifestato il disaccordo dei cittadini nei confronti della base americana. Scopo di questo viaggo è stato diffondere informazioni sulla petizione per il referendum e le motivazioni del no alla base e mostrare che l‘ avversione dei cittadini contro la base non si ferma.
Un atto di questa portata non ha nessun paragone nella storia dei movimenti sociali in Rep. Ceca. Per il movimento no alla base la cosa più importante è la discussione aperta nazionale. Però la maggioranza dei cittadini ne è completamente esclusa. Questo è stato quindi lo scopo piu importante di questa missione: portare la discussione in tutte le parti della repubblica e bilanciare la squilibrata campagna del governo ceco. Infatti, a differenza del governo, che per sua campagna sta usando i soldi pubblici, il pulman „No alla base“ ha fatto il suo viaggio solo con il contributo volontario dei cittadini.
Nel corso delle sue tappe si sono inoltre raccolte piu di 3000 firme per la petizione che chiede il referendum e fino ad oggi in tutto le firme sono più di 75 000. Dagli ultimi sondaggi ufficiali emerge che il 65% della popolazione è assolutamente contrario e solo 17% della popolazione è favorevole all’insallazione della base.
www.nezakladnam.cz
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| Martin Hrusinsky | 18:22 - 30/11/2007 | Notizia ID: 9 |
| Europa della pace e del disarmo nucleare |
| 86 sindaci e numerose organizzazioni europee e mondiali s'incontrano in Repubblica Ceca, in Brdy, per manifestare per il disarmo nucleare e contro l'installazione di nuove basi militari |
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L'incontro, organizzato dal comitato Europe for Peace e dal movimento Ne Zakladnam (no alle basi) prevede la partecipazione di 86 sindaci cechi e polacchi che difendono il diritto dei loro cittadini a rifiutare le istallazioni militari imposte dai loro governi. Verranno raggiunti da CND, Mayors for Peace, Mondo Senza Guerre, un rappresentante dei comitati e organizzazioni NO TAV e dalle realtà più attive nella campo del disarmo nucleare in Europa e negli Stati Uniti. Saranno presenti delegazioni dei Partiti Umanisti di ben 13 paesi europei, accompagnati da Giorgio Schultze, portavoce del Forum Umanista Europeo. Presenti virtualmente, attraverso videomessaggi il sindaco di Hiroshima il Tadatoshi Akiba e Ken Livingstone, sindaco di Londra
Nato in repubblica ceca, il movimento che ripudia l'installazione di nuove basi nucleari in Europa e che ha dato vita ad Europe for Peace, è attivo da più di un anno e raccoglie i consensi del 70% della popolazione. Hanno aderito alla campagna premi Nobel e personalità del mondo scientifico, artistico e sociale quali: Noam Chomsky , Mikhail Gorbachev , Mairead Corrigan MGuire, Reiner Braun, Angelo Baracca, Padre Alex Zanotelli, Beppe Grillo.
www.europforpeace.eu
www.giorgioschultze.eu |
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| Martin Hrusinsky | 18:17 - 30/11/2007 | Notizia ID: 8 |
| GIORNATA MONDIALE DELLA NON VIOLENZA |
| Il 2 ottobre nel mondo |
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L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2 ottobre, giorno della nascita di Gandhi, "Giornata Mondiale della Nonviolenza" invitando Stati, personalità ed associazioni a celebrarne la ricorrenza.
Nella crisi globale che sta attraversando l´umanità, la nonviolenza non è più soltanto una possibile alternativa, ma è una necessità. Non esiste altra via d´uscita per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo dell´umanità e realizzare un mondo senza violenza.
La nonviolenza è un percorso intenzionale, che richiede un profondo cambiamento personale e la riconciliazione con se stessi e con gli altri. A livello sociale, implica la ricerca di mezzi nuovi e creativi per risolvere i conflitti , nella prospettiva di superare completamente la violenza in tutte le sue forme di espressione.
Il cammino della nonviolenza è stato indicato da due grandi guide, Gandhi e Martin Luther King e prosegue oggi con la figura di Silo , ispiratore del Nuovo Umanesimo Universalista.
La Giornata Mondiale per la Nonviolenza è un segnale lanciato da tutte le organizzazioni e i singoli individui che hanno a cuore il futuro dell´umanità per dare il via ad azioni concrete e non puramente formali.
Il 2 ottobre sono state realizzate centinaia di iniziative in tutto il mondo insieme a tante associazioni e personalità. In alcuni paesi - Francia, Ungheria, Olanda, Spagna, Repubblica Ceca, Russia, Grecia, Italia, Cile, Argentina, Senegal e Costa d´Avorio - la Giornata della Nonviolenza è stata celebrata insieme ai rappresentanti dell´ambasciata indiana, per rendere omaggio alla figura ispiratrice di Gandhi e ai rappresentanti della Bolivia, il cui presidente Evo Morales sta facendo del ripudio della violenza la base della sua politica.
Un video che passa in rassegna le attività della giornata in tutto il mondo si può trovare su
http://video.google.com/videoplay?docid=-4238425664877692260&hl=en
Per foto, curiosità e una rassegna più approfondita consultate
www.silo.ws/noviolencia.php?secc=manifes&lang=ita
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| Martin Hrusinsky | 18:12 - 30/11/2007 | Notizia ID: 7 |
| 2 ottobre - a piazza gandhi |
| giornata mondiale della nonviolenza |
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| ciao amici, a questo link:
http://www.youtube.com/watch?v=AUU76xyCWuU
potete trovare un video di 3 minuti delle celebrazioni a roma del 2 ottobre, a cui ha partecipato giorgio, quindi l'incontro alla
libreria croce con gli ambasciatori d'india, bolivia e brasile e la partecipazione come invitati alla cerimonia del pomeriggio a piazza gandhi.
buona visione!
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| Martin Hrusinsky | 18:12 - 30/11/2007 | Notizia ID: 6 |
| GIORNATA MONDIALE PER LA PACE |
| ROMA, 17 MARZO IN PIAZZA NAVONA ALLE ORE 17.00 COSTRUIAMO INSIEME IL SIMBOLO DELLA PACE E DEL DISARMO |
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Al simbolo della pace di Roma confluirà la manifestazione nazionale
per il ritiro delle truppe dall'Afghanistan e da tutti i fronti di
guerra organizzata dal comitato 17 marzo
al termine della quale Giorgio Schultze, portavoce del Forum Umanista
Europeo parlerà nel comizio conclusivo.
Contemporaneamente si realizzeranno decine di altri simboli della
pace in tutte le capitali europee
e in altre città del mondo, New York, Bogotá, Santiago, Sydney,
Toronto, Nairobi, Dakar, Mosca, ecc.
Il 17 marzo a Roma costruiremo il simbolo della pace e del disarmo
per riaffermare le tre maggiori urgenze del momento:
o Ritirare le truppe d´invasione o Restituire i territori
occupati o Smantellare gli arsenali
Dichiara Giorgio Schultze, portavoce del Forum Umanista Europeo: «Ci
troviamo davanti ad una scelta: pace crescente o distruzione
crescente. L'alternativa tra la costruzione della pace come diritto
fondamentale di popoli e individui e una folle spirale di distruzione
e violenza. In tutto il pianeta più di 30.000 testate nucleari,
sufficienti a distruggerlo per intero 25 volte mentre l'opinione
pubblica non ha una vera percezione dell'enorme rischio che stiamo
correndo.
E' necessario dare impulso al movimento pacifista e nonviolento che
si è sviluppato in questi anni nel mondo, unendo persone di
differenti razze e religioni, culture e generazioni nel rifiuto della
guerra e di ogni altra forma di violenza per costruire un'alternativa
non prevista nel copione dei potenti: un'alternativa basata sul
rafforzamento dei vincoli tra i popoli, l'appoggio reciproco, la
solidarietà, la sensibilizzazione dell'opinione pubblica, la
mobilitazione e la pressione su coloro che pretendono di decidere il
destino di tutti. Abbiamo deciso di raccogliere l'appello lanciato
dai pacifisti statunitensi per dare vita in tutto il mondo a
mobilitazioni nonviolente nel quarto anniversario dell'invasione
dell'Iraq.»
Il simbolo della pace è promosso da:
Mondo senza guerre, Partito Umanista, La Comunità per lo sviluppo
umano, Centro delle culture
Hanno aderito:
Unaltromondo onlus - Sviluppo Umano - Umanisti nel mondo - Cammini
aperti - Alfonso Navarra (Lega per il Disarmo Unilaterale). Periodico
Il dialogo - Comitato per la Pace Abbas al Shalhoub - La mia spesa
per la pace - L'albero della vita - Human Development - Energia per
i diritti umani - Movimento Studentesco I Corvi - Umanisti per
l'ambiente.
Per maggiori informazioni (appello, video e foto):
http://www.simbolodellapace.net |
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| Martin Hrusinsky | 18:10 - 30/11/2007 | Notizia ID: 5 |
| NO DAL MOLIN, NO ALLE BASI |
| Il 17 Febbraio la manifestazione internazionale di Vicenza non ha lasciato dubbi sul dissenso generalizzato riguardo ai temi della costruzione e l'ampliamento delle basi, in Italia come in Europa. |
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Il movimento contro la nuova base USA di Vicenza ha segnato con la straordinaria manifestazione del 17 febbraio una svolta contro le politiche belliche del
governo. La mobilitazione si è svolta in maniera non-violenta a fianco dei cittadini vicentini e di tutti coloro che credono ad un futuro di pace e giustizia
tra i popoli e ha promosso una nuova stagione di lotte che sta rompendo la complicità dell´Italia con la guerra permanente.
La svolta Umanista ha partecipato alla
mobilitazione e Jan Tamas, esponente del Movimento Umanista ceco e portavoce del coordinamento contro le basi USA in Repubblica Ceca, ha parlato sul palco
della manifestazione.
Di seguito potete leggere il testo del suo discorso.
Ahoj! Ciao!
Cari amici,
vi ringrazio dell’invito e dell’ospitalità. Vi ringrazio della possibilità di informarvi su cosa accade nel non tanto lontano Est europeo. Vi ringrazio anche
di riuscire a capire il mio italiano.
Oggi mi ritrovo qui come rappresentante dell'iniziativa Ne základnám, No alle Basi, che opera in Repubblica ceca contro la creazione di una nuova base
militare americana. Credevamo che il vecchio sogno di Reagan dello scudo stellare fosse solo un triste ricordo ed invece é un progetto quanto mai attuale.
Dal duemiladue gli Stati Uniti hanno preso contatto con i governi dell´Ungheria, della Repubblica Ceca e della Polonia per la realizzazione di nuove basi.
Gli accordi si sono svolti in segreto con il governo di sinistra e solo nell´agosto duemilasei, grazie alla nostra iniziativa, la notizia é divenuta di
dominio pubblico.
A questo movimento, che è stato promosso dal Partito umanista, da Solidarietà socialista e da Cerchio socialista, partècipano oggi quasi 50 organizzazioni.
La nostra protesta è stata fortissima, con manifestazioni continue, conferenze e attività sostenute. La popolazione è stata dalla nostra parte, soprattutto
perchè si è sentita tradita e manipolata dal governo. Sembra che questa forte opposizione abbia portato gli americani a sospendere i loro tentativi per
qualche mese. Poi hanno cercato di usare i mass media per manipolare l’opinione pubblica denigrando i membri del movimento. Quindi hanno cambiato strategia:
hanno diviso la base militare in due parti: in Repubblica Ceca la base radar e in Polonia quella missilistica per distruggere i razzi in arrivo. Questo è il
loro progetto al momento attuale. Il governo ora è di destra e la politica delle menzogne e del tradimento ovviamente è diventata molto piu’ aggressiva.
Lo slogan piu’ gridato nelle nostre manifestazioni è: “už nikdy o nás bez nás”, „mai piu’ si deciderà su di noi senza di noi”! E questa mi sembra la stessa
cosa che sta capitando qui a voi. Ormai la politica degli Stati è nelle mani di un gruppo di irresponsabili, che credono di poter decidere sulla vita della
gente senza ascoltarla. Credono di poter calpestare la volontà della gente. Loro non hanno piu’ idee o posizioni. Dicono solo quello che credono sia meglio
dire per avere piu’ voti.
E’ simpatico vedere in Repubblica ceca come i Verdi, che sono al governo con la destra, scìvolano sulle parole per non dire chiaramente qual’è la loro
posizione! Ed è sempre molto simpatico vedere i socialisti che cambiano opinione giorno dopo giorno. Ma mi sembra che qualcosa di simile accada anche qui da
voi... Forse si tratta di una malattia molto contagiosa...
Questo gruppo di irresponsabili non rappresenta per niente la volontà del popolo. Sono solo dei funzionari dei grandi interessi economici, sono solo delle
marionette in mano agli americani.
Cari amici, la nostra lotta anche se si svolge in paesi diversi, anche se parliamo lingue diverse, è la stessa: la lotta per una Democrazia reale. La gente,
i popoli devono riprendere il potere che gli è stato tolto!
Sicuramente in una situazione internazionale che vede
la ripresa della corsa agli armamenti nucleari
l’instabilità politica in Medio Oriente
la Francia e gli USA che dichiarano che potrebbero usare la bomba nucleare per primi contro il terrorismo,
installare queste basi nell´Est è buttare benzina sul fuoco. Il presidente russo Putin ha già dichiarato che realizzare questo progetto è come un atto di
guerra e che sicuramente i russi costruiranno nuove armi nucleari contro lo scudo americano.
La domanda a questo punto è: al di la delle dichiarazioni ufficiali, a cosa mira veramente la politica americana? Non possiamo credere che tutto questo sia
per contrastare la bombetta nucleare della Corea del Nord o dell´Iran o, come dicono a Praga, per proteggere l´Europa! Si osserva chiaramente una tendenza al
controllo delle risorse a tutti i costi, una grave tendenza distruttiva. L’Europa non può sottomettersi ad una politica che sta portando tutti verso la
catastrofe nucleare.
Osservate come gli Stati Uniti, per indebolire e disarticolare l’Europa, intervengono ed influiscono nelle politiche dei suoi membri piu’ deboli: quelli
dell’Est europeo. Cosi come in passato hanno fatto con l’intervento militare nella ex Jugoslavia!
Cari amici, la nostra lotta è radicata sul territorio, si svolge nelle città dove vogliono costruire le basi militari. Abbiamo bisogno però di una visione
ampia che inquadri la nostra azione e ci faccia sentire uniti e solidali con altri.
Sono qui come portavoce della iniziativa Ne zakladnam della Repubblica ceca, e come umanista voglio aggiungere che è necessario cominciare un’attività comune
in tutta Europa.
E’ urgente cominciare un disarmo nucleare globale con la supervisione dell´ONU.
Pretendiamo che gli Stati Uniti ritìrino le 500 bombe nucleari custodite nelle loro basi in Europa.
Non vogliamo piu’ nessuna nuova base militare USA in Europa.
Non lasciamoci dividere e confondere, troviamo quello che ci unisce e non quello che ci differenzia, abbiamo bisogno di tutte le nostre energie perchè la
lotta sarà molto dura...
Amici, la manifestazione di oggi è solo l’inizio di una grande ribellione, di un grande movimento potente e non-violento che si estenderà a tutta l’Europa.
Grazie e ahoj
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| Martin Hrusinsky | 18:10 - 30/11/2007 | Notizia ID: 4 |
| NO ALLA BASE MILITARE USA IN REP. CECA |
| Martedì 13 febbraio alle 17:00
Presidio di protesta davanti all'Ambasciata della Repubblica Ceca in via dei Gracchi, 322 Roma |
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In Italia, Olanda Grecia, Spagna, Francia e Ungheria gli Umanisti presidieranno le ambasciate ed i consolati cechi in contemporanea con la manifestazione organizzata a Praga alla stessa ora davanti alla sede del governo ceco.
Per informazioni:
Isabel Torres-Carrilho C. 338 24 89 746 isabelstella@gmail.com
Valentina Vespa C. 328 0911 025 vespa.valentina@gmail.com
Coordinamento Ne zakladman
www.nezakladnam.cz
PER UN'EUROPA DI PACE
NO ALLA BASE MILITARE USA IN REPUBBLICA CECA
Giorgio Schultze, Presidente della Regionale Umanista Europea,
consegnerà una formale lettera di protesta al governo della Repubblica Ceca che ha autorizzato l'installazione di una nuova base militare USA nel paese, come parte del cosiddetto National Missile
Defense System.
Si notano in questa vicenda lo stesso servilismo dimostrato dal governo italiano riguardo alla base di Vicenza, la stessa arroganza
degli Stati Uniti e la stessa opposizione della gente. Davanti alle
crescenti proteste organizzate da un coordinamento di oltre 40
organizzazioni, il governo ceco ha sostenuto che "si tratta solo di
una questione tecnica" e si è rifiutato di sottoporla a referendum.
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Antecedenti in Repubblica Ceca
IL RITORNO DELLE GUERRE STELLARI, NUOVE BASI USA NELL'EST EUROPEO
UMANISTI, CATTOLICI E MUSULMANI UNITI NELLA LOTTA
Credevamo che il vecchio sogno di Reagan dello scudo stellare fosse solo un triste ricordo ormai superato dalla storia, ed invece é un progetto quanto mai attuale. Dal 2002 gli USA hanno preso contatto con i governi dell'Ungheria, della Repubblica Ceca e della Polonia per la realizzazione di nuove basi militari secondo il progetto National System Defence. Gli accordi si sono svolti in segreto e solo nell'agosto 2006, grazie al coordinamento "Ne zakladnam" – no alle basi – promosso dal Movimento Umanista in Repubblica Ceca, la notizia é divenuta di dominio pubblico.
Le elezioni politiche si sono svolte pochi mesi prima; l'ODS, il partito di maggioranza relativa, ha formato una coalizione di destra, insieme alla Democrazia Cristiana e ai Verdi, con giusto 100 deputati contro i 100 della sinistra. Una situazione di paralisi politica che si é sciolta solamente nel gennaio 2007, grazie a due deputati socialisti che, nel miglior stile del trasformismo italiano, sono passati con la destra. Il giorno dopo la formazione del governo, il Premier M. Topolanek ha annunciato , dietro evidenti pressioni degli americani e tra numerosi problemi di politica interna ancora da risolvere, la realizzazione dello scudo stellare in Repubblica Ceca.
Il coordinamento "Ne zakladnam", già molto attivo nei mesi precedenti, ha reagito immediatamente, improvvisando una manifestazione con circa 3.000 persone: "vogliamo il referendum" era lo slogan più gridato. Giovani e meno giovani hanno marciato fino all'ambasciata americana, dove simbolicamente hanno consegnato un ombrello con i colori della pace: gli ombrelli li abbiamo, non abbiamo bisogno del vostro ombrello stellare! Davanti alla sede del governo, invece lo slogan é stato: " o nas bez nas", si decide su di noi senza di noi, riferendosi al periodo comunista e forse alla conferenza di Monaco, quando l'Europa permise a Hitler di conquistare la Cecoslovacchia. L'umanista Jan Tamas, portavoce del coordinamento, spiega: "Finora non abbiamo ascoltato nessuna spiegazione ragionevole sul motivo dell'installazione delle basi; tutto è stato fatto nel miglior stile dei regimi dittatoriali, alle spalle della gente".
Sicuramente in una situazione internazionale che vede la ripresa della corsa agli armamenti nucleari, la lotta al terrorismo, l'instabilità politica in Medio Oriente e soprattutto le dichiarazioni sulla possibilità di usare la bomba nucleare, installare queste basi nell'Est significa buttare benzina sul fuoco e aumentare le tensioni. Putin ha già dichiarato che realizzare questo progetto è come un atto di guerra e che sicuramente i russi costruiranno nuove armi contro lo scudo americano.
La domanda è: al di la delle dichiarazioni ufficiali, a cosa mira veramente la politica americana? Perché non possiamo credere che tutto questo sia per contrastare la bombetta nucleare dell'Iran o, come si dice a Praga, per proteggere l'Europa! Al contrario sembra che gli USA adottino la vecchia, ma sembra buona, strategia del divide et impera: prendono contatti con i singoli stati, non rendono pubblici gli accordi, promettono business da miliardi di dollari e l'Europa rimane in silenzio, divisa e impotente. Ogni paese fa la sua politica in maniera non convergente con gli altri e l'Europa corre il rischio di crescere come un mostro schizofrenico.
Che la situazione internazionale sia grave e che la politica americana peggiori le cose, é chiaro a molti. Sia Kissinger che Gorbachov si sono espressi pochi giorni fa con molta chiarezza sulla necessità di prendere sul serio il tema del nucleare e rispettare il Trattato di non proliferazione. Secondo Giorgio Schultze, Presidente della Regionale Umanista Europea, l'Europa dovrebbe avere una politica indipendente da quella americana, schierarsi a favore di un disarmo nucleare proporzionale con la supervisione dall'ONU, restituire agli Stati Uniti le 500 bombe nucleari custodite nelle basi Nato sparse per il suo territorio e diventare così un modello di cultura non violenta per il resto del mondo . Solo cosi si può evitare una catastrofe nucleare.
Intanto continuano le proteste di Ne zakladnam anche nei paesini in cui si vuole costruire il radar per lo scudo stellare e Jan Tamas assicura che in Europa si sentirà parlare della loro iniziativa perché alla fine, non ostante le menzogne, la violenza, la manipolazione e le ingiustizie, trionferà la luce della ragione e un nuovo umanesimo si fará strada nel cuore della gente.
Praga, 5.2.2007
Gerardo Femina
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Antecedenti in Italia:
La costruzione dello scudo stellare fa parte di un progetto (vecchio di venti anni) che investe l'intera Europa e che potrebbe avere un potere destabilizzante ben oltre il suo territorio.
È per questo doveroso che l'Unione Europea prenda una chiara ed univoca posizione a riguardo, che si traduca in un'inequivocabile politica estera non belligerante.
È, inoltre, altrettanto necessario che in ogni paese europeo i cittadini facciano sentire il proprio dissenso e che siano resi consapevoli della vastità e dell'organicità del programma militare cui sono coinvolti. Quanto sta accadendo in Repubblica Ceca e in Polonia si pone in continuità con il piano di allargamento delle basi Nato a Vicenza e cambierà, nei fatti, l'impostazione europea su fondamentali questione di politica estera, venendo meno ai principi distensivi dichiarati nei documenti ufficiali dell'UE.
I contemporanei fatti di Vicenza, oltre a dimostrarci quanto siamo direttamente coinvolti, rendono evidente come tutto sia riconducibile ad un'unica direzione che pone nuovamente gli Stati Uniti come rappresentanti di un Occidente politicamente aggressivo e dominanti di fronte ad una confusa incertezza europea.
Il comitato Mondo Senza Guerre non può che appoggiare la protesta che da mesi viene portata avanti dal Ne Zakladnam (coordinamento ceco di oltre 40 associazioni contrarie all'istallazione delle basi Nato), essendo nato per diffondere l'urgenza del disarmo mondiale contro le attuali tendenze verso una nuova corsa agli armamenti. Negli ultimi mesi numerose sono state le manifestazioni volte a sensibilizzare su questo tema: da simboli della pace ottenuti con le fiaccole (nelle città di Roma, Torino, Milano) a sit-in di protesta davanti le ambasciate di paesi detentori di testate nucleari. Il 17 marzo, nell'anniversario dell'attacco all'Iraq, sarà realizzato un enorme simbolo della pace a Piazza del Popolo, a Roma
http://www.simbolodellapace.net
Valentina Vespa
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| Martin Hrusinsky | 18:08 - 30/11/2007 | Notizia ID: 2 |
| BABBO NATALE ARRIVA ALLE AMBASCIATE |
| Sabato 16 Dicembre dalle 14 babbo nuclerae ha portato un regalo a tutte le ambasciate dei paesi che possiedono armi atomiche |
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Prosegue il nostro impegno a denunciare la folle spirale di
distruzione che ha portato le superpotenze mondiali e a ruota
molti altri paesi a munirsi di arsenali nucleari. Questa volta
volevamo divertirci e così, il 16 dicembre, in occasione
dell'imminente festività natalizia, abbiamo deciso di vestirci
tutti da babbo natale per portare dei doni alle ambasciate di
Stati Uniti, Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia, Israele,
India, Pakistan e Corea del nord.
Dalle 14 i vari presidii hanno fatto pervenire alle ambasciate in
regalo un ridente missile di cartone accompagnato da una lettera
con una richiesta di disarmo e alle 17 tutti i babbi nucleari si
sono dati appuntamento in Via Veneto, davanti all'ambasciata
U.S.A. per cominciare il Sit-In
Un assaggio di questa giornata nella foto! |
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| Angela Pizzi | 18:07 - 30/11/2007 | Notizia ID: 3 |
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| Preparazione dei missili per le ambasciate |
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| Angela Pizzi | 18:07 - 30/11/2007 | Notizia ID: 1 |
| A SAN LORENZO FIACCOLE PER LA PACE |
| Roma, Piazza dell'Immacolata, 17 novembre 2006, ore 21. |
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Questa sera nella piazzetta di San Lorenzo quasi duecento persone
non si sono ritrovate per caso. Ognuno di noi ha sentito il
bisogno di esprimere un rifiuto verso tutte le forme di violenza,
legalizzate o "ben motivate" che fossero. Questa sera il dissenso
non ha avuto un sapore amaro di distruzione ma ha raccolto la
parte migliore delle nostre intenzioni e ha creato un reale
precedente per la costuzione della pace. Tutto questo potrebbe
sembrare molto retorico se non si comprendesse quale ruolo ha la
memoria nella costruzione di un mondo senza guerre e violenza. Se
non si capisse che eventi come questo hanno l'importante fine di
coltivare e mantenere un impegno per qualcosa di veramente
importante. Con le fiaccole in mano, uniti a formare il simbolo
della pace, a questo si pensava quando si leggeva la richiesta di
disarmo nucleare rivolta a tutte le nazioni detentrici di
arsenali nucleari.
Qualcuno disse: "I Have a dream.." Qualcunaltro disse ancora:
"You may say I'm a dreamer, but I'm not the only one".
E infatti siamo in tanti e i simboli della pace nel mondo sono
appena cominciati.
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