 |
 |
| © 2008 |
lasvoltaumanista.com |
|
|
| |
|
|
 |
| Ultime Notizie |
 |
| Alessandra Fratoni | 13:38 - 21/06/2008 | Notizia ID: 54 |
| DOMENICA 22 GIUGNO 2008 |
| GIORNATA MONDIALE DI SCIOPERO DELLA FAME CONTRO LO SCUDO SPAZIALE E CONTRO L'INSTALLAZIONE DI UNA BASE MILITARE AMERICANA IN REPUBBLICA CECA.
|
|
| |
ANCHE FIORELLO FA LO SCIOPERO DELLA FAME DOMENICA 22
INSIEME A MIGLIAIA DI PERSONE IN TUTTO IL MONDO
Per dare ancora più forza alla protesta nonviolenta contro il progetto statunitense dello "Scudo spaziale". Domenica 22 giugno è stata promossa una giornata mondiale di sciopero della fame contro lo scudo spaziale, proponendo a tutti un gesto semplice ma significativo: non mangiare per un giorno per opporsi alle guerre stellari e dire ai potenti del mondo: "Smettetela di alimentare la macchina della guerra e cominciate a nutrire la gente!"
E' scandaloso che miliardi di dollari vengano destinati alle spese militari, quando con scelte diverse si potrebbero risolvere i problemi della fame, della mancanza d'istruzione e dell'ambiente.
NON MANGIARE PER UN GIORNO OGGI PER NON MANGIARSI LE MANI DOMANI
Per partecipare:
• Mettere una foto con un breve messaggio sul sito: www.nonviolenza.net
• il 22 Giugno digiunare a casa propria
• Partecipare agli incontri che avverranno nelle piazze o nei parchi di molte città nel mondo
Per organizzare un'attività nella propria città, inviare una mail a: italy@europeforpeace.eu
per firmare la petizione contro l'installazione del radar in Repubblica Ceca: www.nonviolenza.net
Alcune iniziative in Italia:
Milano, Piazza Cordusio dalle 16.00 alle 18
Performance, musica, jedi, "passeggiate", discorsi pubblici, video e gazebo.
Torino, Piazza Castello dalle 16.00
Gazebo, performance, musica, uomini sandwich, che compongono la scritta "no alla guerra atomica"
Trieste, alla fontana di Barcola dalle 11 del mattino
Catena umana per la pace e gazebo
Roma, Piazza Navona dalle 10 alle 22
Gazebo, performance teatrali, musica, palloncini colorati e volantini.
Firenze, Piazza della Repubblica dalle 12.00 alle 20.00
Tutti i passanti potranno registrare il proprio spot di denuncia e partecipare alla foto-petizione, ci saranno inoltre giocolieri, musicanti, e blitz scenografici di denuncia
Nel corso di tutte le manifestazioni si potrà firmare la petizione online contro l'installazione di una base militare americana in Repubblica Ceca su www.nonviolenza.net
Analoghe iniziative di denuncia e protesta sono in corso ad Amsterdam, Barcellona, Berlino, Bologna, Budapest, České Budějovice, Copenhagen, Colonia, Dusseldorf, Firenze, Londra, Malaga, Madrid, Milano, Parigi, Tolosa, Trieste e Torino, negli Stati Uniti, in Australia, in Cile e in Argentina.
Dichiara Giorgio Schultze, portavoce del Nuovo Umanesimo. «Presentato come un sistema di difesa contro i possibili attacchi dei missili iraniani, il progetto statunitense dello "Scudo spaziale" è in realtà un'arma di offesa che mira al controllo globale, alla militarizzazione ed al controllo dello spazio. Il progetto è avvolto in un alone di mistero, con accordi segreti tra gli Stati Uniti e vari paesi europei, tagliando fuori l'opinione pubblica e gli stessi Parlamenti. L'Europa non è riuscita a dare una risposta unitaria, coerente e nonviolenta alla politica aggressiva degli Stati Uniti e questa sua inerzia ha contribuito a spingere la Russia e la Cina, che si sentono direttamente minacciate dal progetto americano, sulla strada del riarmo, ricreando un'atmosfera da "guerra fredda" e aumentando le tensioni internazionali.»
La campagna promossa da Europe for Peace "L'Europa dice no allo Scudo Spaziale" è iniziata nell'aprile 2008 proprio per opporsi a questo pericolosissimo piano, con una petizione on line per chiedere che l'installazione della base radar in Repubblica Ceca (parte del progetto USA ), avversata dal 70% della popolazione, venisse decisa tramite un referendum. La petizione internazionale su www.nonviolenza.net
ha già superato le 125.000 firme.
La campagna si è rapidamente allargata da Praga a tutta l'Europa, agli Stati Uniti, all'Australia e al Sudamerica, coinvolgendo associazioni e personalità in iniziative di denuncia e protesta e in scioperi della fame ad oltranza e a catena tuttora in corso. L'11-12 giugno, in occasione dell'Agorà sul clima a Bruxelles, ci sono stati diversi incontri tra rappresentanti europei della campagna e vari europarlamentari, i quali olte a dare la loro adesione alla campagna hanno fatto un calendario di iniziative che culminerà in una conferenza internazionale il 17 luglio a Praga per chiedere al Parlamento della Repubblica Ceca di discutere la decisione dell'installazione del radar di intercettazione missilistica, per la quale non è stato consultato il Parlamento Europeo, e di non votare l'accordo con gli Stati Uniti. |
| |

|
| Alessandra Fratoni | 13:35 - 21/06/2008 | Notizia ID: 53 |
| SILVIO BLOCCA LA GIUSTIZIA |
SILVIO BLOCCA LA GIUSTIZIA, IMBAVAGLIA LA STAMPA E SCHIERA
L'ESERCITO... TUTTO CIO' MI RICORDA QUALCOSA... MA CHE
COSA?
l'Unità, 15 giugno 2008
di Marco Travaglio
|
| |
L'altro giorno, fingendo di avanzare un'"ipotesi di dottrina",
Giovanni Sartori ha messo in guardia sulla Stampa dai "dittatori
democratici" e ha spiegato: "Con Berlusconi il nostro resta un assetto
costituzionale in ordine, la Carta della Prima Repubblica non è stata
abolita. Perché non c'è più bisogno di rifarla: la si può svuotare
dall'interno. Si impacchetta la Corte costituzionale, si paralizza la
magistratura… si può lasciare tutto intatto, tutto il meccanismo di
pesi e contrappesi. E di fatto impossessarsene, occuparne ogni spazio.
Alla fine rimane un potere 'transitivo' che traversa tutto il sistema
politico e comanda da solo". Non poteva ancora sapere quel che sarebbe
accaduto l'indomani: il governo non solo paralizza la magistratura, ma
imbavaglia anche l'informazione abolendo quella giudiziaria. E, per
chi non avesse ancora capito che si sta instaurando un regime,
sguinzaglia pure l'esercito per le strade.
Nei giorni scorsi abbiamo illustrato i danni che il ddl
Berlusconi-Ghedini-Alfano sulle intercettazioni provocherà sulle
indagini e i processi. Ora è il caso di occuparci di noi giornalisti e
di voi cittadini, cioè dell'informazione. Che ne esce a pezzi, fino a
scomparire, per quanto riguarda le inchieste della magistratura. Il
tutto nel silenzio spensierato e irresponsabile delle vestali del
liberalismo e del garantismo un tanto al chilo. Che, anzi, non di rado
plaudono alle nuove norme liberticide. Non si potrà più raccontare
nulla, ma proprio nulla, fino all'inizio dei processi. Cioè per anni e
anni. Nemmeno le notizie "non più coperte da segreto", perché anche su
quelle cala un tombale "divieto di pubblicazione" che riguarda non
soltanto gli atti e le intercettazioni, ma anche il loro "contenuto".
Non si potrà più riportarli né testualmente né "per riassunto".
Nemmeno se non sono più segreti perché notificati agli indagati e ai
loro avvocati. Niente di niente.
L'inchiesta sulla premiata macelleria Santa Rita, con la nuova legge,
non si sarebbe mai potuta fare. Ma, anche se per assurdo si fosse
fatta lo stesso, i giornali avrebbero dovuto limitarsi a comunicare
che erano stati arrestati dei manager e dei medici: senza poter
spiegare il perché, con quali accuse, con quali prove. Anche l'Italia,
come i regimi totalitari sudamericani, conoscerà il fenomeno dei
desaparecidos: la gente finirà in galera, ma non si saprà il perché.
Così, se le accuse sono vere, le vittime non ne sapranno nulla (i
famigliari dei pazienti uccisi nella clinica milanese, che stanno
preparando una class action contro i medici assassini, sarebbero
ignari di tutto e lo resterebbero fino all'apertura del processo,
campa cavallo). Se le accuse invece sono false (come nel caso di
Rignano Flaminio, smontato dalla libera stampa), l'opinione pubblica
non potrà più sapere che qualcuno è stato ingiustamente arrestato, né
come si difende: insomma verrà meno il controllo democratico dei
cittadini sulla Giustizia amministrata in nome del popolo italiano.
Chi scrive qualcosa è punito con l'arresto da 1 a 3 anni e con
l'ammenda fino a 1.032 euro per ogni articolo pubblicato. Le due pene
- detentiva e pecuniaria - non sono alternative, ma congiunte. Il che
significa che il carcere è sempre previsto e, anche in un paese dov'è
difficilissimo finire dentro (condizionale fino a 2 anni, pene
alternative fino a 3), il giornalista ha ottime probabilità di
finirci: alla seconda o alla terza condanna per violazione del divieto
di pubblicazione (non meno di 9 mesi per volta), si superano i 2 anni
e si perde la condizionale; alla quarta o alla quinta si perde anche
l'accesso ai servizi sociali e non resta che la cella. Checchè ne dica
l'ignorantissimo ministro ad personam Angelino Alfano.
E non basta, perché i giornalisti rischiano grosso anche sul fronte
disciplinare: appena uno viene indagato per aver informato troppo i
suoi lettori, la Procura deve avvertire l'Ordine dei giornalisti
affinchè lo sospenda per 3 mesi dalla professione. Su due piedi,
durante l'indagine, prim'ancora che venga eventualmente condannato. A
ogni articolo che scrivi, smetti di lavorare per tre mesi. Se scrivi
quattro articoli, non lavori per un anno, e così via. Così ti passa la
voglia d'informare. Anche perché, oltre a pagare la multa, finire
dentro e smettere di lavorare, rischi pure di essere licenziato.
D'ora in poi le aziende editoriali dovranno premunirsi contro
eventuali pubblicazioni di materiale vietato, con appositi modelli
organizzativi, perché il "nuovo" reato vien fatto rientrare nella
legge 231 sulla responsabilità giuridica delle società. Significa che
l'editore, per non vedere condannata anche la sua impresa, deve
dimostrare di aver adottato tutte le precauzioni contro le violazioni
della nuova legge. Come? Licenziando i cronisti che pubblicano troppo
e i direttori che glielo consentono. Così usciranno solo le notizie
che interessano agli editori: quelle che danneggiano i loro
concorrenti o i loro nemici (nel qual caso l'editore si sobbarca
volentieri la multa salatissima prevista dalla nuova legge, da 50 mila
a 400 mila euro per ogni articolo, e accetta di buon grado il rischio
di veder finire in tribunale la sua società). La libertà
d'informazione dipenderà dalle guerre per bande politico-affaristiche
tra grandi gruppi. E tutte le notizie non segrete non pubblicate?
Andranno ad alimentare un sottobosco di ricatti incrociati e di
estorsioni legalizzate: o paghi bene, o ti sputtano.
Ultima chicca: il sacrosanto diritto alla rettifica di chi si sente
danneggiato o diffamato, già previsto dalla legge attuale, viene
modificato nel senso che la rettifica dovrà uscire senza la replica
del giornalista. Se Tizio, dalla cella di San Vittore, scrive al
giornale che non è vero che è stato arrestato, il giornalista non può
nemmeno rispondere che invece è vero, infatti scrive da San Vittore. A
notizia vera si potrà opporre notizia falsa, senza che il lettore
possa più distinguere l'una dall'altra. Tutto ciò, s'intende, se i
giornalisti si lasceranno imbavagliare senza batter ciglio.
Personalmente, annuncio fin d'ora che continuerò a informare i lettori
senza tacere nulla di quel che so. Continuerò a pubblicare, anche
testualmente, per riassunto, nel contenuto o come mi gira, atti
d'indagine e intercettazioni che riuscirò a procurarmi, come ritengo
giusto e doveroso al servizio dei cittadini. Farò disobbedienza civile
a questa legge illiberale e liberticida. A costo di finire in galera,
di pagare multe, di essere licenziato. Al primo processo che subirò,
chiederò al giudice di eccepire dinanzi alla Consulta e alla Corte
europea la illegittimità della nuova legge rispetto all'articolo 21
della Costituzione e all'articolo 10 della Convenzione europea sui
diritti dell'uomo e le libertà fondamentali ("Ogni persona ha diritto
alla libertà d'espressione. Tale diritto include la libertà d'opinione
e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che
vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche…", con
possibili restrizioni solo in caso di notizie "riservate" o dannose
per la sicurezza e la reputazione). Mi auguro che altri colleghi si
autodenuncino preventivamente insieme a me e che la Federazione della
Stampa, l'Unione Cronisti, l'associazione Articolo21, oltre ai
lettori, ci sostengano in questa battaglia di libertà. Disobbedienti
per informare. Arrestateci tutti.
Lettera a Vittorio Feltri, direttore di Libero, sulla vicenda Gabriele
Mastellarini
di Marco Travaglio
|
| |

|
| Alessandra Fratoni | 13:35 - 21/06/2008 | Notizia ID: 51 |
| SI MOLTIPLICANO LE ADESIONI |
| SI MOLTIPLICANO LE ADESIONI DI PERSONAGGI DEL MONDO DELLA CULTURA E DELLO SPETTACOLO ALLA CAMPAGNA EUROPEA CONTRO LO SCUDO SPAZIALE
|
|
| |
DIAMO UNA POSSIBILITÀ ALLA PACE È QUELLO CHE DICHIARANO:
Dario Fo - Premio Nobel per la Letteratura youtube
Rosario Fiorello: Showman, conduttore e cantante youtube
Frankie Hi Energy: Cantante youtube
Francesco Sarcina: cantante del gruppo Vibrazioni youtube
PER SCARICARE LE VIDEO-DICHIARAZIONI IN ALTA DEFINIZIONE
noscudo
...e molti altri ancora:
Eugenio Finardi: cantautore, Piero Pelù: cantautore, Rezophonic: collettivo musicisti, Ringo: DJ, Angelo Baracca: Fisico Nucleare, Carlo Andreotti - caporedattore del settimanale "Io Donna", Noam Chomsky - scienziato, filosofo e teorico della comunicazione statunitense
11/12 giugno: Bruxelles, una delegazione europea del coordinamento della campagna "NO ALLO SCUDO SPAZIALE" promossa da Europe fo peace, si incontra con alcuni gruppi parlamentari e e da Luisa Morgantini, Vice Presidente del Parlamento Europeo, per chiedere una moratoria di un anno su tutto quello che riguarda insediamenti di natura bellica sul territorio europeo, in particolare riguardo al riarmo nucleare. Giorgio Schultze terminerà lo sciopero della fame iniziato il primo di giugno scorso sulla base delle risposte che si otterranno in tale incontro.
Lunedì 16 giugno: alle ore 12.00 a Milano in via mazzali 5 (MM UDINE) conferenza stampa: Giorgio Schultze resoconto sui risultati dell'incontro a Bruxelles al Parlamento Europeo
Domenica 22 giugno: giornata mondiale di sciopero della fame contro lo scudo spaziale "Non mangiare oggi per non mangiarsi le mani domani" Iniziative in varie città d'Italia e del mondo
Materiali e informazioni sulla campagna sul sito:
www.nonviolenza.net
|
| |

|
| Alessandra Fratoni | 13:43 - 14/06/2008 | Notizia ID: 47 |
| Sostegno di Dennis J. Kucinich |
| Lettera aperta di Dennis J. Kucinich, membro del Congresso degli Stati Uniti, a Jan Tamas e Jan Bednar |
|
| |
Il mondo guarda la vostra possente dimostrazione di coraggio fisico e morale, simbolo di una nuova struttura di pace che sfida il pensiero di chi in nome della pace vuole installare in Europa nuove strutture di aggressione.
Come membro del Congresso degli Stati Uniti ho sollevato ripetute obiezioni alla tecnologia stile "Star Wars" nel mio stesso paese. Le testimonianze portate al Congresso hanno dimostrato che questo programma è una frode: dal punto di vista tecnico non è in grado nel prossimo futuro di funzionare come meccanismo difensivo ed inoltre molti in Europa lo considerano un'arma offensiva, visto che i missili e la base radar possono consentire l'esecuzione di un attacco.
Questo naturalmente mette a rischio le zone dove verrebbero installati i missili e il radar e ha spinto la gente di tutta l'Europa ad opporsi a una politica destinata a creare nuove piattaforme offensive all'interno della comunità europea. Capisco benissimo i sentimenti che motivano la vostra azione e quella dei vostri concittadini.
Sto discutendo con i membri del Congresso gli eventi in Repubblica Ceca riguardo all'installazione dei missili e della base radar e vi terrò informati sugli sviluppi.
Nel frattempo faccio voti perché restiate in buona salute. Il vostro sciopero della fame ha già creato un grande impatto e accresciuto la consapevolezza dell'opinione pubblica. Simili decisioni hanno un sapore di alto impegno morale e la vostra azione suscita il mio più profondo rispetto. Vi sollecito tuttavia a sospendere lo sciopero della fame, in modo da poter affrontare nel pieno delle vostre forze le sfide che voi e i vostri concittadini avete di fronte. Sebbene morire per una causa sia onorevole, abbiamo bisogno che restiate vivi per portare avanti questa. Vi siete già conquistati un grande rispetto per le vostre azioni, vi siete conquistati il diritto di mostrare la strada. Vi prego, continuate a farlo nel pieno delle vostre forze per sostenere l'azione in corso.
Con grande affetto
Dennis J. Kucinich, membro del Congresso degli Stati Uniti
26 maggio 2008
|
| |

|
| Martin Hrusinsky | 13:42 - 14/06/2008 | Notizia ID: 46 |
| Messaggo di sostegno da Noam Chomsky |
| Noam Chomsky appoggia lo sciopero della fame contro lo scudo spaziale |
|
| |
Voglio esprimere il mio forte appoggio e la mia grande ammirazione per i due coraggiosi umanisti cechi Jan Tamas e Jan Bednar, che hanno cominciato uno sciopero della fame di protesta contro i piani di estendere il sistema di "difesa missilistica" USA alla Repubblica Ceca, nonostante l'opposizione della maggioranza della popolazione. Metto tra virgolette le parole "difesa missilistica" perché secondo vari analisti militari tale difesa, ammesso che sia fattibile, è in realtà un'arma di attacco. Secondo le parole della maggiore agenzia di ricerca legata al Pentagono, la Rand Corporation, "non si tratta solo uno scudo, ma di un'abilitazione all'azione." L'autorevole analista Lawrence Kaplan scrive che "la difesa missilistica serve a conservare la capacità americana di esercitare il potere all'estero. Non riguarda la difesa; è un'arma di offesa ed è per questo che ne abbiamo bisogno." Gli analisti statunitensi comprendono anche che se il sistema viene collocato nell'Europa dell'est, costituisce una minaccia potenzialmente grave alla deterrenza russa. Così la Russia reagirà, come ha già cominciato a fare, aumentando la sua capacità offensiva militare. Questi prevedibili sviluppi aumentano la minaccia di una guerra nucleare terminale. Per queste ragioni, spero che le azioni onorevoli e coraggiose di Jan Tamas e Jan Bednar incoraggino altri a fare in modo che si tenga un referendum e si ponga fine a questi pericolosi sviluppi.
Noam Chomsky |
| |

|
| Alessandra Fratoni | 13:40 - 14/06/2008 | Notizia ID: 48 |
| Adesione di Luisa Morgantini |
| Luisa Morgantini - Vice Presidente del Parlamento Europeo
|
|
| |
Bruxelles, 27.5.2008
Care tutte e tutti,
esprimo tutta la mia solidarietà e il mio sostegno per la lotta non-violenta contro lo scudo spaziale USA, portata avanti da molti attivisti in questi giorni in tutto il mondo: molti scioperanti della fame stanno mostrando a tutti e a tutte l'urgenza di arrestare questa escalation di violenza.
Anche se spero che gli scioperi della fame siano presto e con successo terminati, per evitare terribili conseguenze per la salute degli attivisti e per ribadire che "noi scegliamo di vivere e non di morire", come ho scritto in una lettera indirizzata ai due umanisti Jan Tamas and Jan Bednar – che dal 13 maggio hanno iniziato lo sciopero della fame a Praga contro l'istallazione dello scudo spaziale sul territorio della Repubblica Ceca- considero comunque ogni sforzo e mobilitazione della società civile come i primi e necessari passi da compiere per iniziare, a cominciare da noi stessi, a prenderci cura del nostro mondo, e in particolare ora contro una delle più preoccupanti e unilaterali iniziative politico-militari, quale lo scudo spaziale degli USA.
Certamente continuerò a portare la vostra voce, che è anche la mia voce e quella di tutti e tutte coloro che reclamano pace e disarmo, anche nel Parlamento Europeo, ribadendo l'evidenza che il "sistema di difesa missilistico statunitense" rappresenta una scelta precisa di una politca aggressiva e illegale che non possiamo assolutamente condividere, poiché renderà l'Europa e il mondo intero un luogo militarizzato progressivamente instabile e sempre più insicuro, mettendo a rischio pace, giustizia, diritti umani e sovranità.
Mi unisco a voi in queste proteste globali contro un mondo militarizzato e contro la consistente e crescente minaccia di una fatale guerra nucleare: spero che la Comunità Internazionale ascolterà la propria popolazione civile che chiede pace e non armi, giustizia e non guerra, pane e non missili.
Cordiali saluti,
Luisa Morgantini
Vice President of the European Parliament
|
| |

|
| Alessandra Fratoni | 19:15 - 08/06/2008 | Notizia ID: 50 |
| Targa per l'impegno sociale in l'Africa |
| La Svolta Umanista partecipa all'evento culturale "Salsa Jazz Dance sans Frontieres" a Montesilvano |
|
| |
Tre giorni di lezioni e stages di danza latino-americana e tango, con insegnanti di fama nazionale ed internazionale, hanno dato l'opportunità a circa 600 partecipanti di conoscere o approfondire la cultura dell'america latina attraverso il linguaggio universale della danza. L'evento si è svolto a Montesilvano (Pescara) tra il 31 maggio ed il 2 giugno 2008. In questa occasione, grazie alla collaborazione già impostata per il progetto "una scuola adotta una scuola", l'associazione La Svolta Umanista è stata invitata a partecipare ed ha ricevuto dal Comune di Montesilvano una targa per l'impegno sociale in l'Africa. |
| |

|
| Alessandra Fratoni | 21:40 - 06/06/2008 | Notizia ID: 49 |
| Sciopero della fame |
| DOPO 36 ORE DI SCIOPERO DELLA FAME, GIORGIO SCHULTZE, PORTAVOCE EUROPEO DEL NUOVO UMANESIMO. DICHIARA:
|
|
| |
«Continuerò questa protesta nonviolenta per denunciare la silenziosa minaccia di questa nuova guerra fredda, questa folle corsa al riarmo scatenata dal piano degli Stati Uniti di installare nel cuore dell'Europa, in Repubblica Ceca e in Polonia, delle basi militari di difesa anti-missilistica, che in realtà costituiscono un'arma di attacco e il primo passo per il controllo e la militarizzazione dello spazio. Tutto questo nel silenzio complice dei governi, che stipulano accordi segreti e proseguono le trattative con gli Stati Uniti nonostante l'opposizione della stragrande maggioranza della popolazione.»
Giorgio Schultze si da il cambio con Jan Tamas e Jan Bednar di Praga che hanno interrotto lo sciopero della fame dopo 21 giorni, contemporaneamente la protesta si allarga a decine di attivisti che si aggiungono al digiuno in circa trenta città nel resto d'Europa, negli Stati Uniti e in Australia.
Calendario di Giorgio Schultze questa settimana:
• tutti i giorni in via Mazzali 5 nella sede dell'associazione Mondo senza Guerra
• partecipa al presidio permanente in Piazza San Babila dalle 17.00 alle 20.00 dove si raccolgono le firme per la petizione per chiedere che l'installazione della base radar in Repubblica Ceca venga sottoposta a referendum.
• interverrà nel corso della Manifestazione nazionale per il clima il 7 giugno a Milano organizzata da Legambiente
VI INVITIAMO A SOSTENERE ED ALLARGARE QUESTA PROTESTA NONVIOLENTA, PER FORMARE UNA RETE AMPIA E FAR PRESSIONE SUL NOSTRO GOVERNO E SUL PARLAMENTO EUROPEO PERCHÉ PRENDANO UNA POSIZIONE CHIARA CONTRO LO SCUDO SPAZIALE E A FAVORE DI UN'EUROPA SENZA BASI MILITARI E ARMI NUCLEARI.
Per adesioni: adesioninoscudo@gmail.com
Sul sito: www.nonviolenza.net
Si può trovare l'aggiornamento delle attività che si stanno svolgendo in varie città del mondo:
Torino, Milano, Bergamo, Trieste, Firenze, Roma, Bologna, Scauri, Berlino, Malaga, Copenhagen, Parigi, Amsterdam, Londra, Budapest, Tolosa, České Budějovice, New York, Madrid, Byron Bay, Český Krumlov, Zurigo, Bruxelles, Ferrol, Dusseldorf | Barcellona, Buenos Aires, La Coruna, Guadalajara, Brunswick, Oporto, Santiago, Atene.
E i video messaggi di adesione del Premio Nobel Dario Fo e del cantante de Le Vibrazioni Francesco Sarcina
Al digiuno di Giorgio Schultze si unisce Giovanni Pavanello dell'Associazione Progetto Meninos do Porto ONLUS che si occupa di disagio sociale di minori in Brasile.
Sono assisti dal dottor Max Lopresti (cell. 339.35.63.453)
Per contatti:
Barbara De Luca tel 349 6451211
|
| |

|
| Alessandra Fratoni | 18:57 - 15/05/2008 | Notizia ID: 45 |
| L’Europa dice NO alla “Guerra stellare” |
| Presentato come un sistema di difesa contro i possibili attacchi dei missili iraniani, il progetto degli Stati Uniti NMD – sistema missilistico nazionale, conosciuto come “Scudo spaziale” |
|
| |
è in realtà un’arma di offesa e mira alla militarizzazione ed al controllo dello spazio.
Come sostiene Noam Chomsky, “l’installazione da parte degli Stati Uniti di un sistema di difesa missilistica in Europa orientale è praticamente una dichiarazione di guerra, uno strumento per il dominio globale”.
Il progetto è avvolto in un alone di mistero, con accordi segreti tra gli Stati Uniti e vari paesi europei, tagliando fuori l’opinione pubblica e gli stessi Parlamenti. L’Europa non è riuscita a dare una risposta unitaria, coerente e nonviolenta alla politica aggressiva degli Stati Uniti e questa sua inerzia ha contribuito a spingere la Russia, che si sente direttamente minacciata dal progetto americano, sulla strada del riarmo, ricreando un’atmosfera da “guerra fredda”.
In un momento di crisi economica mondiale, dove persino il costo degli alimenti cresce a dismisura e si privatizzano sia l’istruzione che la sanità, è una follia spendere miliardi per la guerra e la produzione di nuove armi! L’Europa non deve appoggiare alcuna politica che trascini il pianeta verso la catastrofe: qui è in gioco la vita di milioni di persone, è in gioco il futuro stesso dell’umanità. Non possiamo permettere ai nostri politici di assecondare la folle intenzione degli Stati Uniti di trasformare l’Europa nel teatro di una possibile guerra nucleare.
Proprio in questi giorni l’Europa sta assistendo senza reagire all’occupazione militare che gli Stati Uniti stanno attuando in Repubblica ceca. Esprimiamo solidarietà all’umanista Jan Tamas, portavoce del movimento contro le basi in Repubblica Ceca, che a Praga ha cominciato uno sciopero della fame per chiedere che venga rispettata la volontà del 70% della popolazione e che sul tema dell’installazione di una base militare degli Stati Uniti nel suo paese si decida democraticamente tramite un referendum.
Chiediamo pertanto ai singoli governi e al Parlamento Europeo di prendere una posizione chiara e decisa, rifiutando di appoggiare il progetto dello “scudo spaziale” in quanto mette in pericolo la pace e la coesistenza dei nostri popoli.
Non vogliamo nuove basi militari di potenze straniere sul territorio europeo, né l’allargamento di quelle già esistenti. Vogliamo lo smantellamento di tutti gli arsenali nucleari.
Giorgio Schultze
Europe for peace
|
| |

|
| Martin Hrusinsky | 21:53 - 12/05/2008 | Notizia ID: 44 |
| No alle basi! lo sciopero della fame. |
| La protesta contro lo scudo stellare americano si estende a tutta l'Europa |
|
| |
Martedì 13 maggio Jan Tamas, leader del movimento ceco contro la base radar USA, comincerà uno sciopero della fame insieme all'attivista Jan Bednar 20 città europee - Parigi, Madrid, Roma, Atene, Berlino, Bruxelles, Amsterdam, Copenhagen, Budapest, Zurigo, Tolosa, Malaga, Porto, Colonia, Milano, Trieste e Torino - si uniranno alla protesta portata avanti a Praga da.
"Le abbiamo provate tutte, ma il nostro governo non ci ascolta e continua a ignorare il fatto che il 70% dei Cechi è contrario all'installazione della base radar USA, come parte del progetto di difesa missilistica" sostiene Tamas. "Non vogliamo una silenziosa occupazione militare del nostro paese, che comprometta il futuro del nostro continente. Chiediamo agli amici di altri paesi di sostenere la nostra lotta, visto che si tratta di una questione europea e non solo locale."
Jan e Jan Bednar porteranno avanti la loro protesta in un locale nel centro di Praga e terranno una conferenza stampa in inglese a mezzogiorno del 13 maggio a Bělehradská 12/98 v Praze.
A Roma si inizierà Venerdì 16
Il posto scelto è piazzale Flaminio, in cui si piazzerà un gazebo fisso (fino al 31 maggio) in cui ci saranno i volontari che si offriranno di accompagnare i nostri amici cechi nel digiuno.
Informazioni e aggiornamenti sulla protesta verranno pubblicate nel sito www.nonviolence.cz
Link video:
http://www.nenasili.cz/it/806_lo-scudo-stellare
Le ultime interviste di Jan Tamas: http://www.democracynow.org/2008/4/18/no_bases_for_empire_international_activists http://www.russiatoday.ru/guests/video/1170
Per Info:
Isabel Torres Carrilho 338 24 89 746
torres@pressenza.org |
| |

|
| Martin Hrusinsky | 21:39 - 12/05/2008 | Notizia ID: 42 |
| Solidarietà al Circolo Mario Mieli |
| Non lasceremo passare un minuto senza chiederci "sta succedendo di nuovo?" |
|
| |
MondoSenzaGuerre ed il Partito Umanista esprimono piena solidarietà al Circolo Mario Mieli, la cui sede, nella capitale del nostro Paese dal rinnovato spirito "democratico" , è stata oggetto di una grave aggressione da parte di un gruppo di giovani neonazisti.
Il gruppo ha fatto irruzione nei locali del Circolo il 17 aprile 2008, rovesciando scrivanie e divani, buttando giù estintori, quadri e materiale informativo del circolo.
Fortunatamente, all'interno del Circolo erano presenti alcuni soci, che sono intervenuti facendo allontanare i vandali, che sono fuggiti lanciando insulti razzisti, inneggiando al Duce e invocando i campi di sterminio.
Tutto questo all'indomani delle elezioni, non è il segnale che la democrazia e la libertà hanno vinto.
Sembra piuttosto un brutto sogno che si sta trasformando in un incubo. Speriamo si tratti di un'infelice coincidenza.
Speriamo.
Nel frattempo, però, continuiamo nella nostra quotidiana lotta alla violenza, perché la libertà è un'altra cosa rispetto a quello che ci stanno facendo credere. |
| |

|
| Martin Hrusinsky | 14:52 - 12/05/2008 | Notizia ID: 41 |
| No alle basi militari |
| PETIZIONE ON LINE CONTRO L’ISTALLAZIONE
DELLA BASE RADAR DEGLI STATI UNITI IN REPUBBLICA CECA
|
|
| |
pagina web per firmare la petizione: www.nonviolence.cz
Caro amico,
in aprile il Parlamento della Repubblica Ceca dovrà esprimersi sulla costruzione di una base militare degli Stati Uniti ed è probabile che voterà a favore della sua installazione, nonostante il 70% della popolazione sia contrario.
Vista l’urgenza della situazione, abbiamo lanciato una petizione on-line per fare pressione sul Parlamento e chiedere che la questione sia risolta con un referendum.
Il progetto degli Stati Uniti NMD – sistema missilistico nazionale, è un progetto molto complesso che prevede la produzione di nuove armi e l’installazione di basi militari americane in diversi punti del pianeta. In particolare in Europa il primo passo è l’installazione di un radar in Repubblica Ceca e di una base con missili intercettori in Polonia.
Questo piano ha diviso l’Europa, che al momento attuale non è in grado di dare una risposta unitaria, coerente e nonviolenta alla politica aggressiva degli Stati Uniti. Le reazioni della Russia e della Cina hanno creato un’atmosfera da “guerra fredda”. Aumentano le tensioni internazionali, è ripresa una folle corsa agli armamenti (convenzionali e nucleari) e soprattutto si pongono le basi per la militarizzazione ed il controllo dello spazio.
La maggioranza dei cechi non vuole basi militari straniere sul proprio territorio. La maggioranza dei cechi vuole decidere su questi problemi tramite un referendum, strumento fondamentale di qualsiasi democrazia.
Ti chiediamo di appoggiare la nostra protesta nonviolenta. Questo piano non riguarda solo noi cechi ma tutta l’Europa e tutto il mondo.
Firma la nostra petizione online e diffondila tra i tuoi amici.
Inviaci i tuoi messaggi di sostegno.
Aiutaci a raccogliere un milione di firme!
Jan Tamáš
Movimento nonviolento contro le basi in Repubblica Ceca
Dana feminová
Europa per la pace
www.nonviolence.cz
Il video si può vedere: http://www.nenasili.cz/it/806_lo-scudo-stellare
|
| |

|
| Martin Hrusinsky | 23:12 - 28/04/2008 | Notizia ID: 43 |
| No Peace, No Work |
|
| |
Per il primo maggio, che non è festa negli Stati Uniti, il sindacato dei
lavoratori portuali della costa ovest, l´International Longshore and
Warehouse Union, ha indetto uno sciopero per protestare contro le guerre
in Iraq e Afghanistan. Delusi con il continuo finanziamento bi-partisan delle
guerre, i lavoratori hanno deciso di esercitare il loro potere politico nei porti,
dichiarando quella del primo maggio giornata "No Peace, No Work".
La risoluzione, con la quale è stato indetto lo sciopero, è stata approvata a
larga maggioranza nell´ultima assemblea del sindacato, che rappresenta
42.000 operatori portuali. Determinanti sono stati gli interventi appassionati
da parte dei veterani del Vietnam.
Ci saranno manifestazioni a sostegno nei porti di San Francisco (California) ,
Seattle e Olympia (Washington) . L´azione dei portuali ha anche l´appoggio
di altri sindacati, tra cui la federazione degli insegnanti della California e dei
postini di New York, oltre a quello di associazioni del movimento contro la
guerra, come CodePink e Answer.
Di seguito la traduzione della risoluzione approvata e gli indirizzi ai quali
tutti sono invitati ad inviare messaggi di solidarietà.
È ora di alzare il livello della protesta
del mondo sindacale invitando tutti i sindacati e i lavoratori negli Stati Uniti e
nel mondo a mobilitarsi per una giornata "No Peace No Work" il 1 maggio
2008 per 24 ore per esigere la fine immediata delle guerre e delle
occupazioni dell´Iraq e dell´Afghanistan e il ritiro delle truppe statunitensi dal
Medio Oriente;
Sosteniamo i lavoratori impegnati contro la guerra!
U.S. Citizens for Peace & Justice - Rome
http://www.peaceand justice.it |
| |

|
| Sandro Curatolo | 16:56 - 29/03/2008 | Notizia ID: 38 |
| PREPARAZIONE AL VOLONTARIATO |
| Azione sociale e sviluppo personale |
|
| |
L'ass. LA SVOLTA UMANISTA organizza due "incontri di preparazione al volontariato", finalizzati a dare una prima formazione a tutte quelle persone che intendono iniziare un percorso di volontariato in Africa, sia viaggiando con i nostri volontari che appoggiando le nostre campagne dall'Italia.
Si svolgeranno nelle giornate di Giovedì 10 e Giovedì 17 Aprile dalle 20,30 alle 22,00 in zona San Lorenzo mentre giovedì 24 è prevista una festa durante la quale si potrà approfondire la reciproca conoscenza e le tematiche del corso.
E’ previsto l’utilizzo di supporti audio-video. Saranno tenuti da diversi responsabili delle campagne di sviluppo umano del MOVIMENTO UMANISTA in GUINEA Conakry e si baseranno sui seguenti punti:
• Situazione attuale
• Esempi di progetti in moto
• Forme di organizzazione
• Sviluppo personale
Al termine degli incontri verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
La partecipazione è GRAUTITA e prevede un piccolo contributo per le dispense che verranno rilasciate di volta in volta.
È obbligatoria la prenotazione.
Per informazioni e prenotazioni:
347.1069640 - 340.0941964
sandro@lasvoltaumanista.com
angela@lasvoltaumanista.com
donatella@lasvoltaumanista.com
|
| |

|
| Martin Hrusinsky | 17:19 - 21/03/2008 | Notizia ID: 40 |
| Solidarietà con la protesta in Tibet |
| Dopo le proteste dei monaci e della popolazione birmana represse nel sangue pochi mesi fa, assistiamo di nuovo alla mobilitazione di un popolo, quello tibetano, oppresso da cinquant’anni di vessazioni |
|
| |
E purtroppo la risposta è ancora brutale: carri armati per le strade, caccia all’uomo, morti e feriti, oscuramento dell’informazione.
Chiediamo al governo cinese le seguenti misure:
- Fine immediata della repressione delle proteste pacifiche
- Ritiro dell’ultimatum ai manifestanti
- Ripresa immediata dei negoziati con i rappresentanti del Dalai Lama, per arrivare al più presto ad una soluzione accettabile da entrambe le parti.
A livello internazionale chiediamo:
- l’invio di osservatori che documentino, denuncino e fermino le continue violazioni dei diritti umani in atto in Tibet
- la pressione sul governo cinese affinché fermi la repressione e intavoli i negoziati.
- la minaccia di arrivare al boicottaggio delle Olimpiadi, se la Cina non adotterà le misure richieste.
Mondo Senza Guerre
|
| |

|
| Martin Hrusinsky | 17:18 - 21/03/2008 | Notizia ID: 39 |
| DIAMO UN'OPPORTUNITÀ ALLA PACE! |
| Il 15 marzo in tutto il mondo la gente chiederà:
DIAMO UN'OPPORTUNITÀ ALLA PACE! |
|
| |
link video: http://it.youtube.com/watch?v=7KdZQAWgj5w
In occasione del quinto anniversario dall'invasione dell'Iraq, in tutto il mondo il Movimento Umanista e tutte le associazioni che aderiscono agli ideali di pace e nonviolenza si danno appuntamento: dalla Spagna, all'Argentina, dalla Guinea all'India, da New York a Praga, da Roma a Istambul per manifestare nella settimana dal 15 al 22 marzo per :
- la restituzione dei territori occupati
- il ritiro delle truppe d'invasione
- lo smantellamento degli arsenali nucleari
Giorgio Schultze, portavoce europeo del Nuovo Umanesimo, spiega così lo spirito della manifestazione: "Il 19 marzo di cinque anni fa, gli Stati Uniti attaccarono l'Iraq portando la morte a circa un milione di persone. Questa guerra preventiva, mai autorizzata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, né dalla comunità internazionale, ha segnato una svolta negativa nella politica internazionale. Oggi si parla apertamente di attacco nucleare preventivo in Iraq. Centinaia di migliaia di dollari dei contribuenti vengono spesi in armamenti quando quelli già esistenti sono in grado di distruggere la terra per ben 25 volte. La gente non vuole questa pazzia. Il 15 marzo, da tutto il pianeta inizierà a sentirsi un clamore che dice: diamo un'opportunità alla pace!"
Non dimentichiamo le ingiustizie a cui il conflitto in Iraq ha dato inizio.
Chiediamo dignità e diritti per tutti.
Chiediamo la fine di ogni forma di violenza!
Appuntamenti in Italia:
Roma: Centro multiculturale "Baobab", via Cupa 5, dalle ore 11.00
FORUM PER IL DISARMO E LA NONVIOLENZA. Temi del forum:
- L'Italia in guerra, ruolo dell'Italia nella guerra globale al "terrorismo"
- Emergenza Nucleare, uso delle armi nucleari come arme "preventive"
- Binomio Economia-Guerra, cosa nascondono le "missioni di pace"
- La Forza della Nonviolenza, il fallimento di questo sistema violento e la costruzione di una nuova società che metta l'essere umano come valore centrale.
infoline 3355734803
Formia: P.zza Santa Teresa, dalle ore 18.00
NO PEACE... NO PARTY!
Saranno realizzati stand di varie associazioni e saranno presenti i banchetti di raccolta firme per la legge di iniziativa popolare "Trattati Internazionali, Basi e Servitù Militari".
Alle ore 20.00 verrà composto il simbolo della nonviolenza e dalle 21.00 in poi Officina Culturale Kimeira in concerto.
Milano: via Dante ang. Cairoli, dalle ore 15.30
VIENI A COMPORRE LA SCRITTA NO WAR con centinaia di cartoncini bianchi, per dire basta alla violenza e ai conflitti nel mondo. Nel corso del pomeriggio sono previsti interventi di personalità attive nel campo della pace e del disarmo e sarà possibile sottoscrivere la legge di iniziativa popolare
"Italia: zona libera da armi nucleari"
Video promozionale al link: http://www.youtube.com/watch?v=uUdUiBk3f3o
(www.unfuturosenzatomiche.org).
infoline 3383153632
Torino:
P.zza Castello dalle ore 15.00
PRESIDIO CONTRO LA GUERRA.
Corso g.cesare/via andreis
manifestazione dei rifugiati di via Bologna. Gli eventi si inseriscono nelle attività della "settimana contro la guerra" che coinvolgeranno la città di Torino fino al 30 marzo.
Infoline 011549005
Firenze: via Romito 10 dalle ore 21.30
Nel contesto della campagna "DISARMIAMOLI TUTTI" al cinema Romito verrà proiettato il film "Le vite degli altri" di Florian Henckel von Donnersmarck.
Per maggiori informazioni, consulta il sito www.mondosenzaguerre.org
La manifestazione è sta ta promossa dal Movimento Umanista, aderiscono Europe for Peace, Partito Umanista, Centro delle Culture, Mondo Senza Guerre, La Comunità per lo Sviluppo Umano e numerose altre associazioni pacifiste
|
| |

|
| Isabel Torres Carrilho | 09:55 - 24/02/2008 | Notizia ID: 37 |
| EMERGENZA KENYA |
| Sit in davanti all'Ambasciata del Kenia a Roma - via Archimede, 164 (quartiere Parioli) - venerdì 15 febbraio alle 16:30 |
|
| |
La rete mondiale di associazioni umaniste ha lanciato un appello di mobilitazione per riportare l'Emergenza in Kenya all'attenzione pubblica.
Le due fazioni usano disperati prezzolati per assecondare gli interessi economici di pochi portando il paese sull'orlo della catastrofe. Ma la riconciliazione etnica è possibile e praticabile, infatti, a Nairobi, volontari umanisti di etnie diverse, distribuiscono aiuti nei campi profughi
Video:
http://www.youtube.com/watch?v=Gvtsz6YJp44&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=v31eIPR-Vfo&feature=user
http://www.youtube.com/watch?v=i76TqTNf3eg&feature=user
|
| |

|
| Angela Cotroneo | 14:56 - 20/02/2008 | Notizia ID: 36 |
| 14 FEBBRAIO, SPOSATI CON CHI VUOI |
Giornata della Libera Celebrazione di Matrimonio "Le vie dell'amore sono infinite" - 14 febbraio, san Valentino, sposati con chi vuoi tu, unioni civili, matrimonio, gay, GLBT, lesbo. |
| |
Il Partito Umanista ha deciso di organizzare un San Valentino diverso dal solito e particolarmente speciale: ha proclamato la "Giornata della Libera Celebrazione di Matrimonio".
L'appuntamento è a Ponte Milvio dove, dalle 15:00 , coppie di qualsiasi orientamento sessuale, etnia e religione, potranno unirsi in un matrimonio simbolico al motto di "Le vie dell'amore sono infinite. Il 14 febbraio sposati con chi vuoi tu".
L'intenzione è di riportare l'attenzione sul tema della tutela delle coppie di fatto dando inoltre la possibilità a coppie dello stesso sesso di potersi sposare.
L'idea nasce dallo statuto stesso del Partito Umanista che "crede fermamente nella Libertà di scelta e nella tutela dei diritti civili per tutti gli esseri umani a prescindere dal loro orientamento sessuale". Inoltre per "gli Umanisti il matrimonio è sacro sancendo, da secoli e nelle più differenti culture, un vero e proprio passaggio di stato dinnanzi alla società di appartenenza.
Ogni essere umano ha il diritto di poter sperimentare questo passaggio e questo diritto non può essere pregiudicato dall'orientamento sessuale di chi decide di compiere questo passo".
http://it.youtube.com/watch?v=M6bYqUImICw
|
| |

|
| Sandro Curatolo | 20:32 - 06/02/2008 | Notizia ID: 35 |
| Kenia... facciamo qualcosa! |
| Azioni concrete che possiamo fare per evitare una catastrofe in Kenia. Con 5 minuti puoi dare un grande contributo! Per favore, diffondete questo appello in tutti i siti amici! |
|
| |
Cari amici, Vogliamo chiedere un'azione forte d'insieme di tutti gli umanisti del mondo per la situazione in Kenia.
Sfortunatamente, la situazione va peggiorando e la violenza sta diventando un genocidio etnico.
--------------------------------------
Copia la lettera che troverai alla fine del post ed inviala agli indirizzi seguenti:
Fai girare questo appello ai tuoi amici.
gabinetto@cert.esteri.it
segreteria.danieli@cert.esteri.it
segreteria.intini@cert.esteri.it
segreteria.crucianelli@cert.esteri.it
segreteria.disanto@esteri.it
paesi.africa@cert.esteri.it
affari.politici@cert.esteri.it
affari.economici@cert.esteri.it
servizio.stampa@cert.esteri.it
---------------------------------------
TESTO DELLA MAIL DA INVIARE
---------------------------------------
Egregio Signore, Gentile Signora probabilmente Lei è già al corrente del fatto che il Kenia è sull’orlo di una guerra civile e in molti già parlano di genocidio. Lo scenario assomiglia molto a quello in cui persero la vita quasi un milione di persone in Ruanda nel 1994. Certamente Lei concorda che la comunità internazionale non deve permettere che la storia si ripeta. Crediamo che ogni essere umano debba fare ciò che può per impedire che la violenza continui ed assicurarsi che la pace ritorni in subito in quel paese. Chiediamo che Lei faccia tutto ciò che è in Suo potere per salvare le vite dei popoli kenioti. Decine di persone vengono uccise quotidianamente, quindi bisogna agire immediatamente. La violenza aumenta e sfortunatamente è imminente uno scontro tra migliaia di persone. Per favore, faccia tutto ciò che può per impedire che questo accada. Restiamo in attesa di un Suo cortese riscontro illustrando le misure da Voi adottate e i prossimi passi pianificati.
Con i migliori saluti,
|
| |

|
| Angela Cotroneo | 21:09 - 30/01/2008 | Notizia ID: 34 |
| Guardami Kenia |
|
| |
Guardami Kenia.
Guardami, fammi sentire la tua presenza,
il tuo affanno mentre corri,
mentre schivi i proiettili,
quei proiettili che bucano la nostra terra,
la nostra terra dove cade tua madre,
tua madre che ti fa l’ultimo sorriso,
un sorriso rosso che continua fino a giù,
fino a bagnare di rosso la nostra terra.
Guardami Kenia.
Guardami, toccami,
fammi sentire il tremore delle mani,
quelle mani talmente sporche da essere pulite, troppo pulite
per chi ha le mani talmente pulite da essere sporche,
sporche e rosse,
rosse come la terra dove è caduta tua madre.
Guardami Kenia.
Guardami e sentimi,
senti il mio cuore con le tue mani,
le tue mani che tremano come il mio cuore,
il tuo cuore che trema come le mie mani,
le mie mani così, sul tuo cuore,
le tue mani così, sul mio cuore.
Guardami Kenia.
Non abbassare lo sguardo,
lo sguardo che voglio accarezzare.
Piangi Kenia? Sì Kenia, piangi.
Fai scendere le tue limpide lacrime,
falle scendere fino al cuore,
il cuore che non trema più,
no, ora non trema più.
Limpide e potenti quelle lacrime,
lacrime di un nuovo coraggio.
Guardami Kenia.
Guardami come ti guardava tua madre,
tua madre felice,
felice di vedere i suoi figli camminare,
camminare sicuri verso il futuro,
un futuro pulito,
pulito come le tue mani sporche di terra,
le tue mani che ora no, non tremano più.
Carlo Olivieri
medico umanista
29 gennaio 2008
|
| |

|
| Sandro Curatolo | 23:07 - 27/01/2008 | Notizia ID: 33 |
| FORUM UMANISTA EUROPEO |
| Milano, 4-6 aprile 2008.
PARTECIPA ANCHE TU!
visita il sito:
www.humanistforum.eu
|
|
| |
|
| |

|
| Sandro Curatolo | 16:14 - 27/01/2008 | Notizia ID: 32 |
| EMERGENZA KENYA!! |
| La situazione a Nakuru sta peggiorando rapidamente! Qualcosa possiamo fare...
Appello di un volontario umanista in Kenya. |
|
| |
| Ciao a tutti, e con grandissima preoccupazione che vi informo che la città di Nakuru, in queste ultime ore, è ripiombata nel terrore e nella violenza. Uno dei nostri coordinatori, Japhet Mwaji, mi ha chiamato verso le 19, raccontandomi che avevano appena incendiato casa sua,
fortunatamente lui e la sua famiglia sono illesi e rifugiati in una scuola. Nakuru è la città in cui ho iniziato e sto facendo attività e, questa notizia, mi ha enormemente emozionato.
Chiedo a tutti coloro che ancora non lo avessero fatto, di linkare ai propri siti, quello di emergenza Kenya www.freefor.org/html/EmergenzaKenya.htm
e di passare parola dell'esistenza di
questa campagna. Da parte mia farò tutto il possibile perchè le Istituzioni nazionali e non, tutti i mass-media reagiscano al caos kenyota, la cui comunità torinese sembra aver deciso di prendere la situazione in mano autonimamente.
Se avete contatti qualsiasi, oltre quelli che abbiamo noi, di qualsivoglia organo di stampa, fosse pure un bollettino condominiale, vi prego di mettermi in contatto con loro.
Intanto potete andare sul sito e sottoscrivere ed inviare la petizione.
Un grande abbraccio a tutti
Ivan
|
| |

|
| Angela Cotroneo | 20:11 - 24/01/2008 | Notizia ID: 31 |
| Libertà per Patrizia Troncoso |
| Libertà per Patrizia Troncoso e Giustizia per il popolo mapuche.
Il Governo del Cile continua l'oltraggio dei diritti umani
|
|
| |
Vogliamo richiamare l'attenzione internazionale per denunciare il maltrattamento che sta soffrendo il popolo mapuche da parte del governo cileno e per solidarizzare con Patrizia Troncoso, contadina mapuche, prigioniera nelle carceri cilene che sopporta da più di 100 giorni lo sciopero della fame.
La vita di Patrizia Troncoso è in serio pericolo. Il governo cileno può risolvere questa drammatica situazione rispondendo favorevolmente alle sue due semplici richieste: uscita domenicale e trasferimento in un centro penitenziario agricolo.
La lotta del popolo mapuche è quella di tutti i popoli nativi, non ha frontiere amministrative artificiali come molti dei popoli e delle nazioni che costituiscono la nostra America Latina, da più di 500 anni discriminati, emarginati e perseguiti.
Il processo contro Patrizia è stato colmo di irregolarità: per due volte fu dichiarata innocente; a dispetto di ciò, il governo cileno gli applicò contro una legge creata per la Dittatura Militare chiamata ”Ley Antiterrorista” attraverso la quale si usarono testimoni senza volto pagati grandi quantità di denaro per testimoniare contro di lei.
Patrizia e migliaia di contadini mapuches vivono in comunità indigene rinchiuse ed oppresse da imprese forestali multinazionali e aziende private, hanno visto calpestati i loro più elementari diritti umani, soffrendo persecuzioni, torture e vessazioni da parte delle forze militari della polizia cilena e del sistema giudiziario imperante.
L'attuale stato di salute di Patrizia è considerato molto critico in base alla relazione elaborata dalla giunta medica, formata su espressa richiesta della Commissione Interamericana dei Diritti Umani. Questa giunta medica raccomanda –tra le altre cose -il suo urgente trasferimento ad un Ospedale di Santiago del Cile. Nonostante questo, Patrizia rimane legata alla sua barella in un ospedale di provincia, isolata, e gli è perfino stata negata la possibilità di comunicazione telefonica col Segretario Esecutivo della Commissione Interamericana dei Diritti Umani.
Ci sembra realmente vergognosa ed inaccettabile la condotta del Governo del Cile contro una donna che sta in serio pericolo di vita e che semplicemente chiede giustizia per lei e per il suo popolo.
Esigiamo l'immediata risoluzione della situazione di Patrizia Troncoso e del popolo mapuche.
Chiediamo che la presidentessa del Cile, Michelle Bachelet, instauri una comunicazione di cuore con questo paese ed inizi un dialogo diretto per riparare le ingiustizie causate.
Tomás Hirsch
Portavoce dell'Umanesimo per l'America latina
Giorgio Schultze
Portavoce del Forum Umanista Europeo
altre organizzazioni italiane:
Partito Umanista
Centro delle Culture
La Comunità per lo Sviluppo Umano
Mondo Senza Guerre
Energia per i Diritti umanisti Onlus
Un Altro Mondo Onlus
SOS Diritti Umani Onlus
Ass. Umanista Nessuno Tocchi Pierino
4CaniperStrada Onlus
La Svolta Umanista
|
| |

|
| Angela Cotroneo | 17:42 - 24/01/2008 | Notizia ID: 30 |
| MANIFESTAZIONE ALLA BANCA CENTRALE |
24-01-08, Buenos Aires . 200 persone hanno occupato simbolicamente la sede della Banca Centrale per chiedere al presidente di rispettare il ritiro della Bolivia dalla corte arbitrale |
| |
Oggi a Buenos Aires una delegazione argentina della commissione Bolivia ha consegnato una
lettera all'Ambasciata olandese, diretta al Primo Ministro. Si è quindi realizzata un' "occupazione" simbolica della Banca Mondiale e un gruppo,
vestito con tute bianche, è entrato nella hall
dell'edificio ed è rimasto li fino a che le autorità della Banca hanno
ricevuto il nostro portavoce.
Fuori c'erano circa 200 persone, tra umanisti ed amici
della comunità boliviana e i boliviani hanno celebrato una cerimonia alla Pacha Mama.
Ci sono stati vari interventi: hanno parlato alcuni boliviani,
il nostro portavoce e il sostituto dell'ambasciatore della Bolivia.
Tutto molto colorato, vistoso, allegro.
Alla fine il portavoce è stato ricevuto dal sostituto Direttore della
Banca Mondiale in Argentina, che a sua volta copre funzioni per il
Cile, il Paraguay e l'Uruguay e che ha firmato la ricevuta della
nostra lettera. All'incontro è stato presente anche un rappresentante delle Nazioni Unite.
Sono stati presenti Canal 7 (canale via aria
nazionale) che ha già emesso la notizia
durante il telegiornale del pomeriggio e
e Telesur. Inoltre l'ambasciatore boliviano si è messo in comunicazione con la rete di radio Patria Nuova che è parte della ABI
(Agenzia Boliviana di Informazione), incaricata di tutta la diffusione
ufficiale in Bolivia e responsabile anche del Canal 7 boliviano, e si
è fatta una intervista di circa 15 minuti al portavoce.
A breve invieremo un link per vedere un video.
Alicia (per la Commissione Bolivia dell'Argentina)
|
| |

|
| Angela Cotroneo | 02:49 - 18/01/2008 | Notizia ID: 29 |
| BOLIVIA FUORI DALLA CORTE ARBITRALE |
| 863 GRUPPI DI CITTADINI CHIEDONO AL PRESIDENTE DELLA BANCA MONDIALE
DI RISPETTARE IL RITIRO DELLA BOLIVIA DALLA CORTE ARBITRALE |
|
| |
Il caso di European Telecom International contro la Bolivia deve essere
bloccato.
È necessaria una visione indipendente sull'arbitraggio investitori-stato,
sui diritti umani e sulla povertà globale.
Martedì 15 gennaio più di 800 gruppi di cittadini di 59
paesi in tutti i continenti hanno presentato una petizione al Presidente della
Banca Mondiale Robert B. Zoellick , esprimendo preoccupazione sul Centro
Internazionale per la Risoluzione delle Controversie sugli Investimenti
(ICSID, International Center for the Settlement of Investment Disputes), il
cui presidente del Consiglio di Amministrazione è il sig. Zoellick.
Nel maggio scorso il governo della Bolivia è diventato il primo paese al
mondo a ritirarsi dall'ICSID, citando la documentazione della corte come in
favore di limitati interessi aziendali rispetto al bene pubblico. Tale corte
ora si rifiuta di rispettare le azioni del governo boliviano e ammette il
proseguimento di un caso presentato da una società di telecomunicazioni
europea.
La petizione globale riflette le crescenti preoccupazioni nel mondo rispetto
a un sistema di diritti degli investitori che indebolisce la democrazia e i
diritti umani. Molti gruppi firmatari hanno conosciuto questi problemi
attraverso il noto caso di Betchel contro la Bolivia. Nel 2001 una filiale
di Betchel ha citato in giudizio il paese più povero del Sud America
rispetto a un progetto di privatizzazione dell'acqua fallito. Dopo cinque
anni di pressione pubblica, la società ha abbandonato il caso nel 2006.
Come si indica nella petizione, la Bolivia è solo uno dei numerosi governi
che stanno sfidando le protezioni eccessive degli investitori negli accordi
di libero commercio e nei trattati bilaterali di investimento. ICSID è il
meccanismo più utilizzato per far rispettare tali regole.
Sebbene il governo boliviano abbia seguito procedure corrette nel ritiro
dall'ICSID, è prevista la creazione di un tribunale in tempi brevi per
esaminare un caso presentato da Euro Telecom International (ETI), una
società costituita nei Paesi Bassi tra i cui proprietari si trovano Telecom
Italia e la spagnola Telefónica. ETI possiede il 50% di ENTEL, che fornisce
oltre il 60% dei servizi telefonici della Bolivia.
Tra i firmatari si trovano 863 organizzazioni sindacali, ambientali,
religiose, di consumatori, di piccoli agricoltori, per i diritti umani, di
donne, per lo sviluppo e per la pace di cinque continenti. L'Institute for
Policy Studies, un'organizzazione di ricerca con sede a Washington, DC, è
stato il promotore iniziale della petizione.
Per avere copie complete della petizione dei cittadini in:
Inglese: www.ips-dc.org/reports/080115-boliviapetition-en.pdf
Spagnolo: www.ips-dc.org/reports/080115-boliviapetition-es.pdf
Italiano: www.ips-dc.org/reports/080115-boliviapetition-it.pdf
Portoghese: ips-dc.org/reports/080115-boliviapetition-po.pdf
Francese: ips-dc.org/reports/080115-boliviapetition-fr.pdf
--
Sarah Anderson
Director, Global Economy Program
Institute for Policy Studies
Tel: 202 234-9382 x227
Email: saraha@igc.org
Web: www.ips-dc.org
Institute for Policy Studies
1112 16th Street, NW
Suite 600
Washington, DC 20036
|
| |

|
| Angela Cotroneo | 03:08 - 03/01/2008 | Notizia ID: 28 |
| EMERGENZA KENYA |
| Con il coordinamento "Emergenza Kenya" ogni persona può fare sentire la propria voce per esigere dalla comunità internazionale una risoluzione che faccia cessare le terribili violenze di questi giorni |
|
| |
Comunicato stampa 2/1/2008
Le Associazioni Umaniste Italiane ed internazionali che da anni
sono attive socialmente in Kenya hanno creato il coordinamento
EMERGENZA KENYA
per esercitare pressioni presso tutte le Istituzioni Europee, affinché la macchina della Comunità Internazionale possa muoversi per favorire l'immediata fine degli scontri in Kenya.
Al momento è stata creata una pagina web: www.freefor.org/html/EmergenzaKenya.htm
attraverso la quale ogni persona ha la possibilità di spedire una mail, usando gli indirizzi messi disposizione
e, di seguito, riportati:
- Organizzazione Delle Nazioni Unite Ufficio per i Diritti Umani webadmin.hchr@unog.ch
- Parlamento europeo (al link per contattarci) www.europarl.europa.eu
- Ambasciata Del Kenya In Italia (tramite lettera) Via Archimede 164, 00197 Roma
E' NECESSARIO CHE ARRIVINO QUANTE PIU' MAIL POSSIBILI, ATTIVIAMOCI SUBITO
Breve sintesi della situazione in Kenya:
Dopo le elezioni presidenziali in Kenya del 27 dicembre, che hanno visto contrapposti il Presidente Mwai Kibaki
del Partito Di Unità Nazionale e il leader dell'opposizione Raila Odinga del Movimento Democratico Arancione, la
situazione sociale è andata, ora per ora deteriorandosi.
A scatenare gli scontri sociali che, ad ora vedono, tra i 150 e i 200 morti, sono i sospetti di brogli elettorali
che si sarebbero verificati in seguito alla riconferma a Presidente del Kenya, dell'uscente Kibaki.
A questo punto ogni cosa è precipitata nell'odio politico ed etnico (Kikuyu per il Presidente contro Luo per lo sfidante),
laasciando per le strade di tutto il Kenya distruzione, morte e terrore.
Associazioni Italiane ed internazionali che si ispirano al Movimento Umanista
Per aderire a questa
iniziativa : www.freefor.org
Per info: Ivan Marchetti 3401738032
PRESSenza L'ufficio stampa dei diritti umani
Franca Banti - cell. 335 7792718 - banti@pressenza.org
|
| |

|
| Angela Cotroneo | 21:08 - 20/12/2007 | Notizia ID: 21 |
| UN VERO GRANDE REGALO |
| Abbiamo compilato una lista di medicine indispensabili per i nostri amici in Guinea.
Per raccogliere le medicine fatti aiutare dal tuo medico: quest'anno il tuo regalo di Natale sarà veramente grande |
|
| |
Elenco farmaci utili per la Guinea
- Penicillina iniettabile
- Ampocillina iniettabile
- Tetraciclina
- Amoxicillina
- Oracycline
- Metronidazolo 250 ml,
- Hidroxydé d’al
- Siero antitetanico
- Adrenalina iniettabile
- Cimetidina compresse
- Cometidina iniettabile
- Idrocortisone
- Valium iniettabile
- Gardenal compresse
- Gardenal iniettabile
- Clorochina compresse
- Chinino compresse
- Chinino iniettabile
- Paracetamolo compresse
- Teofilina o aminofilina iniettabile
- Efedrina
- Solumedrol iniettabile
- Furosemide compresse
- Furosernide iniettabile
- Ossitocina (syntocinon)
- Methergin
- Didroergocristina
- Ferro acido folico
- Vogalene iniettabile
- Prometazina compresse
- Butil scopolamina (buscopan)
- Lindame
- Aureomicina 1 per cento e 3 per cento
- Pilerazina compresse
- Nifedipina compresse
- Solfato di magnesio iniettabile
- Novalgina iniettabile
- Nistatina compresse e ovuli
Materiali utili:
- Siringhe da 5cm3 e 3 cm3
- Sonda urinaria per adulti e bambini
- Catetere per adulti e bambini
- Bande elastiche da 5 e 10 cm di larghezza
- Cerotto 5 cm di larghezza
-Termometri
- Alcool 70 per cento
- Acqua ossigenata
- Betadine dermatologico
- Betadine ginecologico
- Dakin soluzione
Per contattarci
Sandro Curatolo sandro.curatolo@fastwebnet.it 3471069640
Isabel Torres Carrilho isabelstella@gmail.com 3382489746
Andrea Curatolo curatolo.andrea@gmail.com 3405426491
|
| |

|
| Angela Cotroneo | 19:53 - 11/12/2007 | Notizia ID: 27 |
| NON SOLO PURA UTOPIA PER LA BOLIVIA |
| In appoggio alla nuova costituzione boliviana che verrà presentata Il 14 dicembre il Jungle ospiterà una serata a tema giovedì 13 dicembre alla quale parteciperanno i Pura Utopia
|
|
| |
Il 13 Dicembre , all'interno dell'iniziativa "Giovedì al Jungle" , che
ospiterà la band romana "Pura Utopia"
ci sarà uno stand informativo per diffondere informazioni a proposito
della situazione che la Bolivia sta vivendo in questi giorni.
È previsto inoltre un breve intervento di un responsabile
dell'associazione "Europe for Peace" che illustrerà
la situazione e le prospettive di quello che potrebbe essere uno dei cambiamenti più importanti dell'America Latina degli ultimi tempi.
La serata sarà in Via di monte testaccio, 94. Ingresso gratuito dalle
19,00.
www.forohumanistalatinoamericano.org
www.purautopia.com |
| |

|
| Angela Cotroneo | 21:57 - 09/12/2007 | Notizia ID: 26 |
| PROTEGGIAMO LA RINASCITA DELLA BOLIVIA |
| Il 14 dicembre verrà presentata la nuova Costituzione boliviana, che
riscatta la dignità delle 36 popolazioni indigene, ossia l’80%
della popolazione di questo paese, da cinquecento anni di oblio. |
|
| |
L’assemblea costituente gode dell'appoggio della grande
maggioranza della popolazione, ma sappiamo che l’approvazione del testo
costituzionale potrebbe incontrare un’opposizione violenta e potente.
Per questo chiediamo di sottoscrivere e far circolare il più ampiamente
possibile la dichiarazione che segue, mandando una mail di adesione a:
isabelstella@gmail.com
Le adesioni verranno raccolte e inviate all’Ambasciatore della Bolivia in
Italia, Esteban Elmer Catarina, che le farà avere agli organi di
comunicazione del suo paese.
Grazie infinite
PROTEGGIAMO LA RINASCITA DEL POPOLO BOLIVIANO
Gente di tutt’Europa guarda con ammirazione il processo costituente
boliviano , un processo democratico e nonviolento che riscatta 500 anni di
discriminazione e d’ingiustizia.
Appoggiamo con tutte le nostre forze il Presidente Evo Morales e confidiamo
che, come Nelson Mandela prima di lui, porterà il suo paese sulla strada
della giustizia e della riconciliazione.
In questa svolta storica chiediamo alla comunità internazionale, ai governi
nazionali ed alla società civile di vegliare affinché la volontà del popolo
boliviano possa finalmente esprimersi senza la brutale repressione che ha
dovuto sopportare fino ad oggi.
Giorgio Schultze
Portavoce Europeo del Nuovo Umanesimo
|
| |

|
| Angela Cotroneo | 18:56 - 06/12/2007 | Notizia ID: 24 |
| VOLONTARI PER L'AFRICA A SAN LORENZO |
| L'8 Dicembre, Festa dell'Immacolata, a San Lorenzo si tiene un incontro per tutti coloro che sono interessati a collaborare come volontari in Africa |
|
| |
L'incontro si svolgerà sabato 8 Dicembre a partire dalle ore 16 in via degli Equi 25 e prevederà la proiezione di video, fotografie e testimonianze dalla Guinea, una mostra di artigianato e un aperitivo sociale. E' previsto anche uno spazio di raccolta firme sul tema comune all'Africa quanto all'Occidente del disarmo.
La giornata è pensata per presentare i progetti attualmente in corso e quelli possibili e, nello stesso tempo, rendere chiaro lo spirito che muove le nostre attività e l'apporto che ognuno potrebbe dare ad esse e ad un reale cambiamento alla propria vita e al mondo "esterno".
Un'invito particolare è riservato ai genitori adottivi che da anni sostengono i nostri progetti e a tutti coloro che sono interessati al tema dell'adozione a distanza.
INCONTRO "VOLONTARI PER L'AFRICA A SAN LORENZO", SABATO 8 DICEMBRE DALLE 16, VIA DEGLI EQUI 25 - ingresso libero |
| |

|
| Angela Cotroneo | 18:55 - 06/12/2007 | Notizia ID: 25 |
| LA PAZ: FORUM UMANISTA LATINOAMERICANO |
| Dal 23 al 25 Novembre si è svolto a La Paz il 2° forum Umanista latinoamericano al quale hanno partecipato più di 2000 rappresentanti della Bolivia, dell' America latina e di varie parti del mondo. |
|
| |
Il Forum Umanista Latinoamericano, riunito nella città di La Paz, con più di 2000 rappresentanti della Bolivia, dell' America latina e di varie parti del mondo, si congratula con i Costituenti che, superando grandi resistenze e minacce alla loro integrità fisica, hanno saputo essere coerenti col mandato del paese e hanno approvato la nuova Costituzione Politica dello Stato della Bolivia.
1. Esprime il totale appoggio alla nuova Magna Carta felicitandosi con il popolo boliviano per questo esempio di trasformazione, per il coraggio di cominciare un nuovo cammino senza esclusioni, con giustizia, sovranità ed in difesa dell'umanità.
2. Manifesta il totale appoggio di questo Forum e dell'Umanesimo mondiale, rappresentato dalle delegazioni che sono arrivate nella città di La Paz da tutto il mondo, al Presidente Evo Morales, al suo governo ed al processo senza ritorno che ha iniziato il meraviglioso popolo boliviano per recuperare le sue risorse, ma soprattutto per recuperare la sua dignità.
3. chiede umilmente all'opposizione di contribuire affinché questo processo arrivi ad un buon fine.
Esprime rammarico per le morti recenti con la certezza che si indagherà sull'accaduto e che verranno puniti i responsabili di fatti tanto dolorosi. In questo senso, si vuole fare un appello ai giovani, alle nuove generazioni, la funzione dei quali è rinnovare la vita, rafforzare il nuovo, esplorare nuove strade, sempre attraverso la Nonviolenza attiva.
Si impegna affinché in tutto il mondo si sappia che una nuova civiltà sta sorgendo qui in Bolivia e che molti occhi e cuori stanno guardando speranzosi in questa direzione e che insieme a noi esprimeranno, in molteplici azioni e campagne, la loro solidarietà al nostro fratello Presidente e al suo governo.
Infine, gli Umanisti dell'America latina e dell' Europa offrono la loro disponibilità ad agire come mediatori tra il governo e l'opposizione qualora entrambe le parti concordino che la loro azione possa contribuire a far avanzare positivamente questo processo, a beneficio del popolo boliviano.
Tomás Hirsch Portavoce dell'Umanesimo per l'America Latina ( www.tomashirsch.cl)
Giorgio Schultze Portavoce dell'Umanesimo per l'Europa (www.giorgioschultze.eu)
Chris Well Portavoce dell'Umanesimo per il Nord-America ( chriswells.humanism.org)
per info: www.forohumanistalatinoamericano.org
Per informazioni: PRESSenza L'ufficio stampa dei diritti umani
Franca Banti cell. 3357792718 - e-mail franca.banti@fastwebnet.it |
| |

|
| Martin Hrusinsky | 21:26 - 26/11/2007 | Notizia ID: 23 |
| Intervista a Jan Tamas |
| Jan Tamáš esponente del Movimento Umanista e portavoce del comitato “Ne zakladnám”, è a Milano in questi giorni per la conferenza “Fermiamo il pericolo nucleare” organizzata dalla provincia di Milano. |
|
| |
CONTINUA LA LOTTA CONTRO LA BASE USA IN REPUBBLICA CECA
"Ne zakladnám" si batte contro il progetto statunitense di costruire una base militare radar in Repubblica Ceca.
A che punto è la lotta contro la base radar?
La protesta sta continuando con molta forza. Il mese scorso abbiamo organizzato a Brdy, la località dove dovrebbe sorgere la base, una conferenza internazionale a cui hanno partecipato oltre 300 persone, di cui 100 delegati da 16 paesi del mondo , rappresentanti di varie organizzazioni internazionali, i sindaci di 50 comuni della Rep. Ceca e alcuni deputati del parlamento ceco. L’occasione è stata molto utile per rafforzare le relazioni tra le varie organizzazioni all’interno del paese e con i movimenti pacifisti di tutta Europa.
Il 17 novembre abbiamo portato migliaia di persone in Piazza Venceslao a Praga per il diciottesimo anniversario della rivoluzione di velluto che pose fine al regime sovietico. Abbiamo chiesto in questa occasione l’introduzione di una legge che promuova l’utilizzo del referendum come strumento di partecipazione democratica reale, in modo che la popolazione si possa esprimere su temi importanti come quello della base militare USA. A questa manifestazione hanno partecipato sindaci, vari sindacati tra cui quello delle forze dell’ordine, studenti e artisti.
Contemporaneamente in varie città del mondo ci sono inoltre stati dei presidi davanti alle ambasciate e ai consolati della Repubblica Ceca, con la presentazione di lettere di protesta.
Più di 75.000 persone hanno finora firmato la petizione per chiedere un referendum nazionale sul tema dalla base USA, e secondo gli ultimi sondaggi il 68% della popolazione ceca è contraria a questa base.
Come continuerà la protesta?
All’ultima manifestazione abbiamo lanciato un boicottaggio nei confronti delle aziende statunitensi presenti in Rep. Ceca. Siccome il governo non ascolta la nostra protesta, faremo pressione sugli Stati Uniti chiedendo alle persone di non comprare prodotti e non utilizzare servizi statunitensi.
Siamo convinti che anche una piccola flessione nelle vendite può produrre una forte pressione sul governo Bush perché cambi la direzione politica.
Pensa che questo progetto possa realmente essere fermato?
Assolutamente si, prima di tutto perchè sappiamo che la maggior parte della popolazione è fermamente contraria. Le associazioni che partecipano al comitato continuano ad aumentare, e il governo di centrodestra è molto debole e potrebbe cadere da un momento all’altro. E’ molto probabile che il nuovo governo si rifiuti di continuare questo progetto così impopolare.
Osserviamo anche con grande interesse i cambiamenti politici avvenuti recentemente in Polonia, dove il nuovo governo sta ripensando la sua partecipazione al progetto dello scudo missilistico.
Si vede infine come anche altri paesi europei stanno cominciando ad interessarsi alla nostra battaglia, perché capiscono che riguarda non solo la Rep. Ceca e la Polonia, ma tutto il continente europeo. Proprio in questi giorni sta infatti avendo luogo un incontro della Sinistra Europea a Praga per appoggiare la nostra lotta.
Davide Schmid
|
| |

|
| Martin Hrusinsky | 16:20 - 26/11/2007 | Notizia ID: 22 |
| Migliaia di persone in piazza a Praga |
| Quasi seimila persone hanno manifestato il 17 novembre a Praga per il referendum e la democrazia vera. |
|
| |
Quasi seimila persone hanno manifestato il 17 novembre a Praga per il referendum e la democrazia vera. La manifestazione è stata organizzata dal comitato studentesco, vari sindacati (tra cui della polizia, dei pompieri, degli insegnanti) , „sindaci contro il radar“ e il movimento „Ne zakladnam“ ("no alla base"), che nasce come opposizione al piano degli USA di costruire in Repubblica Ceca una delle basi dello scudo stellare.
„Oggi si sono uniti con noi i sindacati, gli studenti, gli artisti, i sindaci, gli intellettuali e vari altri movimenti che come noi sentono che non viviamo in una democrazia vera.“
La manifestazione è stata fatta nel giorno dell’anniversario della rivoluzione di velluto che diciotto anni fa ha causato il crollo della dittatura comunista. „Oggi siamo qui perchè i nostri sogni di democrazia non si sono realizzati. Un’altra volta abbiamo un governo che non considera l’opinione dei cittadini“ Così ha detto il portavoce del movimento „Ne zakladnam“ riferendosi al fatto che il governo sta continuando le trattative con gli Stati Uniti per la costruzione della base nonostante due terzi dell’opinione pubblica siano contrari.
Durante gli interventi i manifestanti sono stati invitati a boicottare i prodotti delle aziende statunitensi che sono presenti nel mercato ceco. Con il boicottaggio si vuole alzare la pressione all’amministazione USA al punto da fermare i piani per la costruzione della base.
Nel suo intervento il portavoce di „Ne zakladnam“ Jan Tamas ha sottoliniato: „Questa nostra proposta non è rivolta al popolo americano o ai Cechi che lavorano per le aziende americane. La maggioranza degli Americani è contraria come noi alla politica del suo presidente e anche loro vogliono un cambiamento. Il loro govorno li ha traditi, così come il nostro ha fatto con noi. E così come il boicottaggio indiano dei prodotti britannici in tempi di colonizzazione ha posto termine alla supremianza inglese, partecipare a questo boicottaggio di prodotti americani può essere il nostro modo per evitare l’attuazione del piano di costruire una base militare nel nostro paese.“ Jan ha finito il suo discorso con la frase „ Qui il radar non ci sara!“
www.nezakladnam.cz
Per ricevere la rassegna stampa contattare
Isabel : isabelstella@gmail.com
3382489746
Martin : martin.hrusinsky@seznam.cz
3203262903
|
| |

|
| Angela Cotroneo | 21:13 - 19/11/2007 | Notizia ID: 20 |
| IL TRIANGOLO NERO |
| Violenza, propaganda e deportazione. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne |
|
| |
La storia recente di questo paese è un susseguirsi di campagne d'allarme, sempre più ravvicinate e avvolte di frastuono. Le campane suonano a martello, le parole dei demagoghi appiccano incendi, una nazione coi nervi a fior di pelle risponde a ogni stimolo creando "emergenze" e additando capri espiatori.
Una donna è stata violentata e uccisa a Roma. L'omicida è sicuramente un uomo, forse un rumeno. Rumena è la donna che, sdraiandosi in strada per fermare un autobus che non rallentava, ha cercato di salvare quella vita. L'odioso crimine scuote l'Italia, il gesto di altruismo viene rimosso.
Il giorno precedente, sempre a Roma, una donna rumena è stata violentata e ridotta in fin di vita da un uomo. Due vittime con pari dignità? No: della seconda non si sa nulla, nulla viene pubblicato sui giornali; della prima si deve sapere che è italiana, e che l'assassino non è un uomo, ma un rumeno o un rom.
Tre giorni dopo, sempre a Roma, squadristi incappucciati attaccano con spranghe e coltelli alcuni rumeni all'uscita di un supermercato, ferendone quattro. Nessun cronista accanto al letto di quei feriti, che rimangono senza nome, senza storia, senza umanità. Delle loro condizioni, nulla è più dato sapere.
Su queste vicende si scatena un'allucinata criminalizzazione di massa. Colpevole uno, colpevoli tutti. Le forze dell'ordine sgomberano la baraccopoli in cui viveva il presunto assassino. Duecento persone, tra cui donne e bambini, sono gettate in mezzo a una strada.
E poi? Odio e sospetto alimentano generalizzazioni: tutti i rumeni sono rom, tutti i rom sono ladri e assassini, tutti i ladri e gli assassini devono essere espulsi dall'Italia. Politici vecchi e nuovi, di destra e di sinistra gareggiano a chi urla più forte, denunciando l'emergenza. Emergenza che, scorrendo i dati contenuti nel Rapporto sulla Criminalità (1993-2006), non esiste: omicidi e reati sono, oggi, ai livelli più bassi dell'ultimo ventennio, mentre sono in forte crescita i reati commessi tra le pareti domestiche o per ragioni passionali. Il rapporto Eures-Ansa 2005, L'omicidio volontario in Italia e l'indagine Istat 2007 dicono che un omicidio su quattro avviene in casa; sette volte su dieci la vittima è una donna; più di un terzo delle donne fra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, e il responsabile di aggressione fisica o stupro è sette volte su dieci il marito o il compagno: la famiglia uccide più della mafia, le strade sono spesso molto meno a rischio-stupro delle camere da letto.
Nell'estate 2006 quando Hina, ventenne pakistana, venne sgozzata dal padre e dai parenti, politici e media si impegnarono in un parallelo fra culture. Affermavano che quella occidentale, e italiana in particolare, era felicemente evoluta per quanto riguarda i diritti delle donne. Falso: la violenza contro le donne non è un retaggio bestiale di culture altre, ma cresce e fiorisce nella nostra, ogni giorno, nella costruzione e nella moltiplicazione di un modello femminile che privilegia l'aspetto fisico e la disponibilità sessuale spacciandoli come conquista. Di contro, come testimonia il recentissimo rapporto del World Economic Forum sul Gender Gap, per quanto riguarda la parità femminile nel lavoro, nella salute, nelle aspettative di vita, nell'influenza politica, l'Italia è 84esima. Ultima dell'Unione Europea. La Romania è al 47esimo posto.
Se questi sono i fatti, cosa sta succedendo?
Succede che è più facile agitare uno spauracchio collettivo (oggi i rumeni, ieri i musulmani, prima ancora gli albanesi) piuttosto che impegnarsi nelle vere cause del panico e dell'insicurezza sociali causati dai processi di globalizzazione.
Succede che è più facile, e paga prima e meglio sul piano del consenso viscerale, gridare al lupo e chiedere espulsioni, piuttosto che attuare le direttive europee (come la 43/2000) sul diritto all'assistenza sanitaria, al lavoro e all'alloggio dei migranti; che è più facile mandare le ruspe a privare esseri umani delle proprie misere case, piuttosto che andare nei luoghi di lavoro a combattere il lavoro nero.
Succede che sotto il tappeto dell'equazione rumeni-delinquenza si nasconde la polvere dello sfruttamento feroce del popolo rumeno.
Sfruttamento nei cantieri, dove ogni giorno un operaio rumeno è vittima di un omicidio bianco.
Sfruttamento sulle strade, dove trentamila donne rumene costrette a prostituirsi, metà delle quali minorenni, sono cedute dalla malavita organizzata a italianissimi clienti (ogni anno nove milioni di uomini italiani comprano un coito da schiave straniere, forma di violenza sessuale che è sotto gli occhi di tutti ma pochi vogliono vedere).
Sfruttamento in Romania, dove imprenditori italiani - dopo aver "delocalizzato" e creato disoccupazione in Italia - pagano salari da fame ai lavoratori.
Succede che troppi ministri, sindaci e giullari divenuti capipopolo giocano agli apprendisti stregoni per avere quarti d'ora di popolarità. Non si chiedono cosa avverrà domani, quando gli odii rimasti sul terreno continueranno a fermentare, avvelenando le radici della nostra convivenza e solleticando quel microfascismo che è dentro di noi e ci fa desiderare il potere e ammirare i potenti. Un microfascismo che si esprime con parole e gesti rancorosi, mentre già echeggiano, nemmeno tanto distanti, il calpestio di scarponi militari e la voce delle armi da fuoco.
Succede che si sta sperimentando la costruzione del nemico assoluto, come con ebrei e rom sotto il nazi-fascismo, come con gli armeni in Turchia nel 1915, come con serbi, croati e bosniaci, reciprocamente, nell'ex-Jugoslavia negli anni Novanta, in nome di una politica che promette sicurezza in cambio della rinuncia ai principi di libertà, dignità e civiltà; che rende indistinguibili responsabilità individuali e collettive, effetti e cause, mali e rimedi; che invoca al governo uomini forti e chiede ai cittadini di farsi sudditi obbedienti.
Manca solo che qualcuno rispolveri dalle soffitte dell'intolleranza il triangolo nero degli asociali, il marchio d'infamia che i nazisti applicavano agli abiti dei rom.
E non sembra che l'ultima tappa, per ora, di una prolungata guerra contro i poveri.
Di fronte a tutto questo non possiamo rimanere indifferenti. Non ci appartengono il silenzio, la rinuncia al diritto di critica, la dismissione dell'intelligenza e della ragione.
Delitti individuali non giustificano castighi collettivi.
Essere rumeni o rom non è una forma di "concorso morale".
Non esistono razze, men che meno razze colpevoli o innocenti.
Nessun popolo è illegale.
Per aderire:
http://www.petitiononline.com/trianero/petition.html
|
| |

|
| Angela Cotroneo | 11:05 - 18/11/2007 | Notizia ID: 19 |
| NO allo scudo stellare! |
| Sit-in non violento in appoggio alla popolazione ceca contro l’installazione di basi militari americane.
Venerdi 16. Novembre alle 17:00 di fronte alla ambasciata della Republica Ceca Via dei Gracchi |
|
| |
Gli studenti vanno in strada, temono per la democrazia in Rep. Ceca
Si sta preparando una manifestazione nazionale contro il piano di costruire una base militare statunitense in Rep. Ceca, il 17 novembre, e per chiedere il referendum su questo tema.
La manifestazione è organizzata da venti comitati studenteschi mossi dal fatto che la gestione degli accordi militari con gli Stati Uniti da parte del governo ceco offendono i principi di democrazia.
Gli organizzatori sono convinti che la costruzione di nuove basi militari estere possa avvenire solo attraverso l’utilizzo di un referendum. Primo perché durante le elezioni del giugno 2006 nessun partito politico ora in parlamento ha menzionato questo argomento durante la campagna elettorale. E poi perché tutti gli accordi sono rimasti segreti.
La data della manifestazione non è scelta a caso. Il 17 Novembre 1989, 18 anni, fa venne organizzata una manifestazione studentesca contro la dittatura comunista, chiedendo democrazia vera e rispetto dei diritti umani. Venne brutalmente repressa dalla polizia, nonostante fosse pacifica e portò allo sciopero generale, alla fine del regime dittatoriale e alla proclamazione di elezioni libere.
Gli organizzatori commentano : “il 17 Novembre è stato il simbolo della vittoria di una falsa democrazia. Per noi è un simbolo di una lotta, che ancora non è finita, per la democrazia vera.”
Slogan della manifestazione : La democrazia in Rep. Ceca festeggia il suo 18° compleanno facciamogli un regalo – La Democrazia.
www.nezakladnam.cz/en/ |
| |

|
| Isabel Torres Carrilho | 16:18 - 31/10/2007 | Notizia ID: 14 |
| EVO MORALES IN CAMPIDOGLIO |
| Il Centro delle Culture assegna un premio ad Evo Morales, la Svolta c'era! |
|
| |
| In occasione dell'incontro tra Evo Morales e la comunità boliviana, il portavoce europeo umanista Giorgio Shultze e una delegazione del Centro delle Culture, consegneranno al Presidente della Bolivia il " Premio Centro delle Culture 2007", dedicato a tutti coloro che lavorano ogni giorno per la costruzione di una nazione umana universale.
L'assegnazione a Evo Morales nasce dal riconoscimento della sua attività politica e sociale nonviolenta e ispirata all'integrazione tra culture diverse.
|
| |

|
| Angela Cotroneo | 15:58 - 31/10/2007 | Notizia ID: 18 |
| "No Alla Base" in tutta la Rep. Ceca |
| Martedi 23 Ottobre da Praga ha iniziato il suo viaggio il pulman "No alla base“ e il 30 Ottobre si è |
|
|